Della governabilità a Barletta e dintorni…

  • Pronto, signorina, sono Francesco Boccia, passami il Presidente Matteo Renzi.
  • Pronto!
  • Ciao, Matteo. Sono Francesco Boccia.
  • Ciao Francesco. Come sta Nunzia? Quando si deciderà a far parte del PD? Organicamente!
  • Prima che te l’aspetti. La sto lavorando ai fianchi. …Ti sento ridere, Matteo. Ah! In senso politico, naturalmente. Senti, Matteo, mi devi dare una mano per risolvere la faccenda della governabilità a Barletta, dove è sindaco Pasquale Cascella, l’ex portavoce di Napolitano. Le tue abilità manovriere sono conosciute in tutti i continenti (con la mano, però, non visto, fa un gesto che indica tutto il contrario).
  • Che succede?
  • Neanche gli addetti ai lavori ci capiscono qualcosa. Ognuno se ne va per conto suo. Tutti contro tutti.
  • Che fa Cascella?
  • Non si fida delle forze di maggioranza. Persino del PD. Non nutre fiducia verso gli assessori, i dirigenti del Comune. È affetto dalla sindrome della pugnalata. Eppure, quante volte gli dico: “Pasquale, stai sereno!” Ultimamente, l’Amministrazione stava cadendo. Dietro mie manovre, è intervenuto Alfarano, come con te Verdini, ed il disastro è stato evitato.
  • Bisogna sostenerlo anche con il lanciafiamme. E poi, ne andrebbe del mio rapporto privilegiato con Napolitano. Se Cascella fosse stato solamente portavoce di Massimo d’Alema, questa sarebbe stata l’occasione propizia per fargliela pagare. Quel palloncino gonfiato con i baffetti intrisi di veleno e prosopopea mi sta creando problemi. Presuntuoso! Arrogante! Ambiguo! Ciarlatano!
  • Però, c’è il rischio che ci inimichiamo il PD nel suo complesso! Inoltre, potremmo perdere molti consensi in occasione del referendum. E nella città di Eraclio ci sono dei capi corrente che possiedono consistenti pacchetti!!!
  • Non voglio sentire più parlare di correnti e di capicorrente. Il nostro deve essere un partito omologato sulla posizione del Segretario. Non ti preoccupare, comunque, quelli alla fine faranno tutto quello che voglio IO! Loro non sono come me e te. Che ci impegniamo esclusivamente per il benessere del Paese. E la rinascita è sotto gli occhi di tutti. Solo i sindacati nostrani fanno le bizze… Il mondo gira e loro indietreggiano. Parlano ancora di Statuto dei lavoratori, un reperto di Hammurabi.
  • Qualcuno, qui, però insiste di utilizzare il metodo Marino.
  • Non possiamo avvalerci dello stesso metodo che ha conseguito uno strepitoso successo a Roma. Ogni realtà ha la sua specificità. Ascolta, Francesco! Tu commissaria il segretario politico. E vedrai che tutti si metteranno in riga. Ora, devo proprio lasciarti, c’è Maria Elena che mi aspetta, abbiamo molto da fare… per il sì.
  • Che, vi sposate?
  • Simpatica!
  • Maria Elena?
  • No, la battuta!
  • Grazie Matteo, sei un faro della politica, dipani tutti i grovigli.

Altra telefonata.

  • Pronto, sono Francesco Boccia, signorina, passami Franco Ferrara, il segretario politico del PD di Barletta.
  • Pronto?
  • Ciao Francesco, sono Ferrara.
  • Come stai? Sai… ho pensato …e molto …alla faccenda della incompatibilità ambientale tra… parte del partito e… il Sindaco Cascella. Sia pure mio malgrado, sono costretto a prendere una decisione che mi strazia.
  • Dimmi tutto, sai come ti stimo e ti apprezzo. Ogni tuo sussurro è un estratto di saggezza politica. Sei un vero statista (consueto gesto della mano che indica il contrario).
  • Sai, Franco mio, ti parlo con il cuore in mano. Tu sei una persona ragionevole, hai il senso del limite, possiedi molta pazienza. Conosci l’importanza che ha nel lavoro politico l’intesa di squadra. Quindi…
  • Quindi, sfiduciamo il sindaco! Come proporrei di fare io!
  • Non se ne parla nemmeno. Dovresti… dovresti… mi dispiace, tanto da non crederci, ma dovresti fare un piccolo passo indietro. Tu! Sono costretto, credimi, a mandare un commissario politico.
  • Ma…, ma…
  • So che sei una persona seria e… proprio per questo, ti devi sacrificare, nell’interesse della città. E poi… voi avete voluto Cascella. Grazie a lui i candidati del PD sono stati eletti. Lui ha relazioni di alto livello, e ciò ha funzionato. L’elettorato aspettava l’unto del signore e… ci è cascato!
  • Ma quello non capisce niente di politica e, persino, di giornalismo. Il suo unico merito è di essere stato portavoce di Massimo D’Alema e di Napolitano. Detto tra di noi, sono i responsabili dell’affossamento della vera identità del partito.
  • Sai, Napoletano e D’Alema fanno parte della storia del PCI. E poi non potremmo permetterci di andare tutti a casa. Ce la farebbero pagare gli elettori… che si rivolgerebbero ai… 5 Stelle. E poi… i nostri candidati hanno dato l’anima, per essere eletti come consiglieri! Perché gettare alle ortiche il congruo potere personale che ciascuno di loro possiede? Può essere utile. Nella legalità. Per risolvere i problemi della… collettività. Da noi tutto è trasparente. Le decisioni vengono prese democraticamente negli organi collegiali del partito. Come da statuto. Qui, non si distribuiscono euro durante le elezioni, come a Napoli, né circolano mazzette per essere assunti in qualche municipalizzata, nella burocrazia comunale, e gli appalti non sono truccati. Mai! Noi, inoltre, non abbiamo mai messo le mani sulla città, né intendiamo mettere i piedi sui cittadini.
  • .. e i bisogni dei i cittadini?
  • Ferrara, parliamoci chiaro. Tu lo sai che i cittadini sono pazienti. Capiranno. Quindi non succederà niente. E… poi conosciamo bene i sistemi… legali, naturalmente, per convincerli. In confidenza, doppiamo già predisporci per le prossime consultazioni nazionali e io ho un pensierino per te (consueto gesto della mano che dichiara il contrario).
  • Ti abbraccio, Boccia. Sei un tesoro.
  • Anch’io, Franco caro. Vedo che mi hai capito. Al momento opportuno anche io mi ricorderò di te. Hai un grande futuro nella politica.

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Percorso scolastico. Scuola media. Liceo classico. Laurea in storia e filosofia. I primi anni furono difficili perché la mia lingua madre era il dialetto. Poi, pian piano imparai ad avere dimestichezza con l’italiano. Che ho insegnato per quarant’anni. Con passione. Facendo comprendere ai mieli alunni l’importanza del conoscere bene la propria lingua. “Per capire e difendersi”, come diceva don Milani. Attività sociali. Frequenza sociale attiva nella parrocchia. Servizio civile in una bibliotechina di quartiere, in un ospedale psichiatrico, in Germania ed in Africa, nel Burundi, per costruire una scuola. Professione. Ora in pensione, per anni docente di lettere in una scuola media. Tra le mille iniziative mi vengono in mente: Le attività teatrali. L’insegnamento della dizione. La realizzazione di giardini nell’ambito della scuola. Murales tendine dipinte e piante ornamentali in classe. L’applicazione di targhette esplicative a tutti gli alberi dei giardini pubblici della stazione di Barletta. Escursioni nel territorio, un giorno alla settimana. Produzione di compostaggio, con rifiuti organici portati dagli alunni. Uso massivo delle mappe concettuali. Valutazione dei docenti della classe da parte di alunni e genitori. Denuncia alla procura della repubblica per due presidi, inclini ad una gestione privatistica della scuola. Passioni: fotografia, pesca subacquea, nuotate chilometriche, trekking, zappettare, cogliere fichi e distribuirli agli amici, tinteggiare, armeggiare con la cazzuola, giocherellare con i cavi elettrici, coltivare le amicizie, dilettarmi con la penna, partecipare alle iniziative del Movimento 5 stelle. Coniugato. Mia moglie, Angela, mi attribuisce mille difetti. Forse ha ragione. Aspiro ad una vita sinceramente più etica.