20161115_G7_TAORMINA_CI

Appar germoglio schivo intra la siepe

e un uccellin che piange a squarciagola…

Mirando quella povera bestiola:

il cuor si spezza per sanar le crepe…

 

Son le menzogne date per promesse

a mantenere ansioso questo mondo

per questo, io mi sento furibondo:

per quel che langue nel disinteresse…

 

Continua la Natura e manda inviti…

mentre rinnova ancora le stagioni

ma l’uomo, che ha perduto le affezioni,

 

si affida alla casta dei falliti

che parla, parla senza muover dito:

rendendo il quadro ancora più sbiadito.


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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.