Pungente freddo intacca la fiducia
Per un Evento come ‘sto Natale
Che sembra arrivi sopra landa ignuda…
Disseminata di ferraglia e morte.

L’azzurro pende arreso all’orizzonte
Con l’intenzione d’affogar la bile
Di un cielo senza più né voglia e stile:
Piangente per la persa fratellanza.

Ma con la pioggia scende un bel Bambino,
Per sollevar nei cuori la speranza?
Si adagia nella greppia dell’amore

Contento dello sguardo di premura
E del silenzio sceso sulla stalla,
Dacché s’è spento l’odio…e la mitraglia…

19/12/2023


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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.