L’introspettiva visione di Don Sergio Di Nanni. Una penna intrisa di fede, speranza e progettualità, per affrontare insieme la strada che i malati oncologici trovano, da anni, spianata grazie anche al C.A.L.C.I.T.

Ciao, Don Sergio. Quali sono le più visibili “Tracce di Eterno”?

Ti direi subito senza pensarci che ogni essere umano in quanto essere vivente è una traccia del Dio vivente. La gloria di Dio è l’uomo vivente amava annotare sant’Ireneo di Lione. Credo, però, che in realtà non sia semplice rispondere a questa domanda. Dal mio punto di vista, le Tracce di Eterno non le gestisce l’uomo ma le può solo accogliere. Mi riferisco a tutte quelle volte che la mente, la sensibilità di esseri umani, viene raggiunta da una specie di idea o illuminazione. Si sa solo di aver ricevuto un dono. Questo discorso capita in primis ma non esclusivamente agli artisti senza distinzione alcuna. Ognuno di loro cerca poi di interpretare nel migliore dei modi, attingendo dal proprio bagaglio esperienziale, ciò che gli si è mostrato come idea. Da questo punto di vista, dunque, per rispondere alla domanda, ogni espressione artistica, scritta, suonata, ballata o messa in scena potrebbe essere una traccia di eterno in senso lato. Stricte sensu, invece, per coloro che credono nel Dio di Gesù Cristo, una traccia di eterno può essere un testo, una preghiera o un’azione caritatevole ispirata dal Testo sacro della Bibbia.

Perché hai scelto di presentare il libro proprio giovedì 11 febbraio?

È stata la finalità della vendita del libro che ha indirizzato la scelta del giorno. Un giorno caro alla tradizione cristiana cattolica che vede la memoria delle apparizioni della Vergine Maria a Lourdes. Un giorno caro a tutti gli ammalati che ogni anno si riversano presso la grotta per pregare e chiedere il dono della guarigione dai mali che attanagliano l’animo umano. In questo giorno, infatti, si celebra la Giornata del Malato nel quale tutta la comunità di fede si fa più sensibile e accanto ai fratelli ammalati. Il Calcit opera a pieno titolo in questo ambito perché è una realtà nata per offrire sostegno ai malati oncologici.

Quanto ha inciso la collaborazione con il Vescovo Mons. Luigi Mansi nella stesura del volume?

Per me sacerdote è stato essenziale lapporto del Vescovo in quanto mi sono sentito fortemente incoraggiato a proseguire nella pubblicazione. Ho apprezzato alcuni suggerimenti relativi agli scritti. I Suoi consigli sono stati preziosi non tanto per la scrittura dei testi ma per la veste finale del volume. Quando ho ricevuto la Sua presentazione, mi ha molto rallegrato leggerla.

I limiti dell’uomo, fisici e morali, se supportati dalla fede, possono innalzarci a Dio. Cosa si intende per “crisi felice”?

La fede quando è genuina e solida, non solo fa bene creando spazi di serenità interiore, ma può anche ridurre le ansie e la paura, che sempre è vicina di casa, attraverso atti di affidamento continui. Dico subito che non è per nulla facile affidarsi. Istintivamente si è portati a voler tenere tutto sotto controllo e a determinare la realtà e creiamo le condizioni perché tutto vada come noi si vorrebbe. Nell’esperienza di fede tutto questo viene meno e non è possibile farlo. La fede rimane ad oggi una delle esperienze più ardite per l’essere umano e tanti si schiantano perché vi si incamminano senza guida e presi dall’entusiasmo iniziale vanno spediti. Ma poi sopraggiungono i tempi tristi e tutto si fa senza senso. Con una battuta d’effetto direi che la fede è una proposta per tutti ma non è da tutti! Sono veramente tanti però coloro che riescono a vivere l’esperienza di fede come Dio vorrebbe. Ogni limite umano allora più che fiaccare diventa motivo pungolo per diventare più forti. Non esiste un limite assoluto se l’uomo desidera vincerlo. La fede, dunque, può dare questa forza che nasce da dentro e va oltre i limite stessi della ragionevolezza. Una crisi può diventare una crisi felice allora quando si trasforma in opportunità. Il crocifisso è tutto ciò che ci è stato consegnato per comprendere la portata di questo discorso. Da strumento di condanna a potenza di salvezza. Da esperienza critica ad occasione di amore e affidamento totale. La differenza la fa appunto la fede.

Dove è possibile acquistare il libro e quale importanza assume il C.A.L.C.I.T. nella lotta alle malattie oncologiche?

Il libro è disponibile presso la libreria Mondadori di Corso Cavour, la Tipografia Grafiche Guglielmi di via A. Diaz oppure contattando due numeri telefonici come indicato dalla locandina appositamente preparata. Il Calcit da diversi anni si sta ripensando per offrire opportunità sempre maggiori ai malati oncologici, grazie anche a figure come Nicola Mariano, Riccardo Ficarazzo e tutto il Consiglio Direttivo. Oltre al sostegno economico che è essenziale si vuole raggiungere obiettivi sempre più maturi che offrano servizi ad oggi inesistenti. Creare rete sul territorio, suscitare sensibilità per i temi oncologici attraverso una corretta informazione scientifica, dare nuove opportunità al femminile e proporre nuovi stili di vita a partire dai ragazzi, sono tra gli obiettivi che si stanno pian piano perseguendo.


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