20 anni di Commercio Equo e Solidale ad Andria

Innanzitutto potreste spiegarci che cos’è il Commercio Equo e Solidale?

È una forma di commercio di prodotti alimentari ed artigianali provenienti dai Paesi più poveri del pianeta, per la produzione dei quali non vi è sfruttamento dei lavoratori e vi è rispetto per l’ambiente. Il consumatore finale sa di acquistare dei prodotti di qualità, provenienti dal lavoro di piccole cooperative di contadini ed artigiani, inserite in filiere certificate dal marchio Fair Trade (dall’inglese “commercio giusto”).

Non vengono usati pesticidi chimici e il metodo di produzione biologico è privilegiato. Il lavoro minorile è bandito. Il ruolo delle donne viene rafforzato. I salari sono più alti di quelli dei lavoratori delle piantagioni intensive riconducibili alle filiere delle grandi corporation. I contratti sono pluriennali e a lungo termine (in modo da proteggere i produttori dalle frequenti oscillazioni dei prezzi delle materie prime) e viene riconosciuto loro un margine di ricavo in più destinato ad opere di utilità per le comunità locali (ad esempio scuole, strade, sistemi idrici).

In pratica è una forma di alternativa a quello che viene definito neo-colonialismo delle grandi multinazionali e della GDO (grande distribuzione organizzata).

Come nacque l’idea di portare il Commercio Equo ad Andria?

La risposta a questa domanda necessita di una piccola premessa. Siamo fortemente convinti che la storia dell’umanità sia tutta una storia di migrazioni e che sia un diritto di ogni essere umano cercare di migliorare le proprie condizioni di vita. Tuttavia siamo convinti anche del fatto che lasciare la propria terra e i propri cari non sia piacevole. Soprattutto se lo si fa come unica via d’uscita a povertà, siccità, persecuzioni e dittature. O per fuggire da guerre, magari combattute con armi prodotte e vendute proprio dai Paesi più sviluppati. Guerre, spesso volute e fomentate proprio da questi ultimi, per accaparrarsi e sfruttare le risorse di cui i Paesi cosiddetti in via di sviluppo sono ricchi (petrolio, gas, diamanti, minerali, materie prime, acqua, terre fertili, ecc.). Migrare è ancor meno bello se devi affrontare terribili estenuanti viaggi della speranza (che purtroppo spesso finiscono tristemente prima che si raggiunga la destinazione finale!).

Filomondo, prima di costituirsi in associazione e poi cooperativa, nasce in maniera informale all’interno del centro di prima accoglienza della Caritas Mamre, in via Campobasso. Qualche scaffale e pochi prodotti equosolidali in una stanzetta accanto alle derrate destinate ai più poveri, nel periodo delle grandi ondate migratorie degli anni novanta. Un nucleo di persone aveva maturato ed abbracciato l’idea che il sistema globale, più che di medicazioni, cioè la carità, avesse bisogno di una profonda revisione, di prevenzione e di una vera e propria cura: giustizia ed equità.

Grazie al sostegno di molti questa idea ha preso forma ed eccoci qui!

Perché pensate sia importante scegliere il Commercio Equo?

Molti dei prodotti che provengono dai Paesi del Sud che utilizziamo tutti i giorni, come ad esempio cotone, zucchero, banane, tè, cacao e caffè hanno una serie di caratteristiche comuni: spesso sono prodotti in piantagioni monocultura (retaggio dell’impostazione produttiva lasciata da secoli di dominio coloniale); contadini e lavoratori impiegati nelle filiere sono sottopagati; è frequente l’impiego di lavoro minorile; i sindacalisti e chi si batte per il miglioramento delle condizioni di lavoro spesso fa una brutta fine; vengono utilizzati molti prodotti chimici dannosi per l’ambiente e per l’uomo.

Semplicemente scegliere il Commercio Equo significa schierarsi contro tutto ciò, come recita uno dei nostri motti: “Buoni per chi li produce. Buoni per chi li consuma!”

In pratica, il Commercio Equo rappresenta la risposta alla domanda “cosa posso fare io nel mio piccolo?”.

C’è qualcuno che vorreste ringraziare?

Sono tante le persone che vogliamo ringraziare. Sicuramente un enorme grazie va a chi ci ha accompagnato in questo viaggio. A quanti in questi anni hanno animato la Bottega. Amici, volontari e collaboratori, vicini e lontani. Ai ragazzi del servizio civile e dell’AVS (Anno del Volontariato Sociale). Alla Caritas Diocesana e a Banca Etica. A tutte le persone e le associazioni con cui abbiamo collaborato per incontri e iniziative. Alle persone che hanno partecipato e che hanno impreziosito il nostro percorso.

Un grazie particolare va ad una persona che purtroppo non c’è più, a Michele Palumbo, grande sostenitore della Bottega, ai suoi studenti ed ai loro Caffè Letterari.

In generale grazie a chi ci permette di rimanere in piedi. A chi decide di fare la spesa, regali, confettate, bomboniere, cesti natalizi equosolidali. A tutte le persone che frequentano la Bottega, che optano per una scelta consapevole, un semplice gesto a favore di un altro mondo possibile!

Cosa pensate rappresenti Filomondo per il territorio di Andria?

Le botteghe del mondo sono dei luoghi dove si fa innanzitutto informazione. Ci piace definirci una finestra sul mondo per la nostra città e teniamo molto alla crescita culturale del territorio. Questa crescita passa attraverso notizie, approfondimenti, oggetti e cibi che ci raccontano storie di popoli lontani e di culture diverse. Pensiamo ad esempio alle testimonianze dirette degli incontri con i produttori di Kenya, Palestina, India, Ghana e Filippine. Alle mostre fotografiche, ai concerti, alle presentazioni di libri, ai laboratori, ai racconti di viaggi responsabili, alle gare di cucina esotica, agli spettacoli teatrali ed agli incontri nelle scuole.

In questi anni abbiamo dato eco non solo a problemi di Paesi lontani ma anche a questioni a noi più vicine. Ad esempio con le cene a lume di candela di M’illumino di meno (iniziativa della trasmissione Caterpillar di Radio2), con gli incontri del comitato per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua e la reintroduzione del nucleare del 2011. O ancora della campagna per contrastare la nascita di una centrale a biomasse nella nostra provincia e quella contro le trivellazioni petrolifere nei nostri mari.

Inoltre, sui nostri scaffali, potete trovare anche i prodotti di Libera, coltivati sui terreni sottratti alle mafie. E ancora, prodotti di aziende locali, a Km Zero, come il Miele Panarelli, i detersivi ecologici alla spina e i tessuti de La Téranga realizzati dagli ospiti della Comunità Migrantesliberi.

Pensiamo di aver contribuito nel nostro piccolo alla crescita culturale ed economica della città. Ed è anche per questo che chiediamo ai nostri concittadini di continuare a sostenerci.

Come avete affrontato la difficile situazione che stiamo vivendo e cosa vorreste dire ai nostri lettori?

Come per tutte le attività anche noi abbiamo accusato le difficoltà legate al lockdown. Ma come molte realtà abbiamo deciso di reagire con maggiore determinazione. Grazie ad alcuni volontari abbiamo attivato un servizio di consegna a domicilio e tanti per fortuna sono stati i nostri amici che ne hanno usufruito. Servizio che resta attivo, per cui è possibile contattarci via Facebook, Whatsapp o telefonandoci e ricevere comodamente a casa la propria spesa equosolidale o, considerando il periodo, un cesto o un regalo.

Seguiteci sui nostri canali social FB (https://www.facebook.com/filomondobottega) o Instagram (https://www.instagram.com/bottegafilomondo/) e non esitate a contattarci per qualsiasi curiosità, dubbio, delucidazione o proposta. Se potete venite a trovarci, vi accoglieremo in sicurezza, con mascherine, gel e distanziamento, senza rinunciare però al calore di sempre. In questi giorni troverete anche la consueta mostra di presepi dal mondo, originali, curiose e colorate idee regalo.

Venite a trovarci anche solo per un caffè, perché come recitava il titolo di una campagna di sensibilizzazione passata: vuoi cambiare il mondo? Inizia con un caffè … equo!”.

 


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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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