DEUTSCHLAND ÜBER ALLES

La Germania di Joachim Loew arriva in Brasile con la consapevolezza della propria forza e dei recenti risultati. Dopo il bronzo nel mondiale di casa, arrivano il secondo posto a Euro 2008, il terzo posto in Sudafrica e la semifinale a Euro 2012. Ottimi piazzamenti ma che non possono accontentare una Federazione che dopo il disastro di Euro 2000 e di Euro 2004, intervallato comunque dal secondo posto in Corea e Giappone, ha operato una rivoluzione nei settori giovanili integrando soprattutto i giovani nati da genitori immigrati. Khedira, Boateng, Özil, tre titolarissimi, sono i massimi esponenti del bacino da cui la Mannschaftattinge. Il manifesto del successo tedesco è il terrificante 7 a 1 con il quale la Germania umilia il Brasile a domicilio nella semifinale, passato alla storia come il Mineiraço, il giorno più buio della storia della Seleçao. Con cinque gol nella prima mezz’ora, la Germania manda nel lutto un intero paese che sperava di tornare al successo già dalla sua assegnazione, avvenuta il 30 ottobre 2007, che aveva causato pesanti proteste da parte dei cittadini, uniti dallo slogan Fifa go home, già a partire dalla Confederations Cup del 2013.

Si gioca in dodici stadi, esordio a San Paolo, finale nel mitico Maracanà, teatro della finale del 1950. Una curiosità: tra le sedi del 2014 c’è Brasilia, la capitale, che nel 1950 non fu selezionata perché ancora non esisteva!

Soltanto una sola è la matricola che si affaccia al mondiale brasiliano, la Bosnia-Erzegovina, inserita nel girone F con Iran, Nigeria e Argentina.

Il 13 giugno si comincia con la sfida tra Brasile e Croazia. L’autogol di Marcelo fredda l’intera nazione che rinviene con la doppietta del più atteso, O’Ney, Neymar, e con il gol di Oscar. Brasile poi fermato dal Messico sull’ 0 a 0 e vittorioso sul Camerun per 4 a 1. Primo posto nel girone A, davanti al Messico. La maledizione dei campioni del mondo colpisce la Spagna, malamente eliminata nel gruppo B dall’Olanda, che le rifila un 5 a 1, e dal Cile. Nel gruppo C avanti i Cafeteros della Colombia e  la Grecia, mentre nel gruppo D, il girone degli Azzurri,  la Costa Rica sorprende tutti arrivando prima. Per noi ancora una delusione. La vittoria sull’Inghilterra è solo un’illusione. Contro i costaricensi decide Ruiz. Contro l’Uruguay è uno spareggio che termina a favore della Celeste. Il gol di Balotelli all’Inghilterra è al momento l’ultimo gol dell’Italia ai mondiali.

A differenza degli Azzurri, nel gruppo E le prestazioni della Francia tornano ad essere di livello. Il 5 a 2 alla Svizzera, seconda, ne certifica i progressi.

Nel gruppo F l’Argentina inizia a cullare il sogno di vincere il mondiale in casa degli acerrimi nemici e Messi decide le partite contro Bosnia, Iran e Nigeria, quest’ultimi secondi.

Il gruppo G è quello dei tedeschi che precedono gli USA di Klinsmann e il Portogallo di Cristiano Ronaldo, surclassato dai Bianchi per 4 a 0, mentre nel gruppo H tutti a vedere le prestazioni del Belgio e della sua Golden Generation, che non deludono e che proseguono con l’Algeria.

Agli ottavi trema il Brasile contro il Cile, in una sfida che si risolve ai rigori a favore dei Verdeoro. La Colombia elimina l’Uruguay, con un gran gol di James Rodriguez. A pochi minuti dalla fine l’Olanda è fuori contro il Messico. Sneijder e Huntelaar la ribaltano prima dei supplementari. Avanti poi Francia, Germania a fatica sulle Volpi del Deserto, Costa Rica ai rigori sulla Grecia, Argentina (1 a 0 alla Svizzera) e Belgio (2 a 1 agli USA).

Ai quarti il Brasile fa fuori la Colombia ma perde Neymar per infortunio e Thiago Silva per squalifica. La Germania risolve con il colpo di testa di Hummels la sfida contro la Francia. Higuain smorza le velleità dell’ambizioso Belgio e l’Olanda è costretta ai rigori dalla rivelazione Costa Rica. Decisivo il cambio di Van Gaal che toglie Cillessen per Krul, autentico para rigori, che neutralizza i tiri di Ruiz e Umaña.

Abbiamo già parlato della storica disfatta brasiliana in quel di Belo Horizonte nella prima semifinale, la sconfitta peggiore subita dal Brasile dal 1920, quando l’Uruguay vinse 6 a 0. Con il gol al 23′ Klose supera il record di gol ai mondiali, detenuto da Ronaldo.

Nella seconda semifinale invece tra Olanda e Argentina il risultato non si schioda e sono necessari i rigori per decretare la seconda finalista. Vlaar e Sneijder sbagliano i tiri che danno una finale all’Argentina, 24 anni dopo la sfida di Roma contro la Germania Ovest.

Per la terza volta quindi la finale sarà tra l’Albiceleste e i Panzer tedeschi, un classico oramai del calcio mondiale.

Si gioca al Maracanà il 13 luglio 2014 alle ore 16. Tutti aspettano Messi e l’organizzazione di gioco dei tedeschi. Il nostro Rizzoli viene scelto per arbitrare la finale. L’Argentina si propone all’inizio: Higuain al 20′ sciupa una ghiottissima occasione e si vede annullare un gol per fuorigioco. Per un duro scontro di gioco con Garay, Kramer viene sostituito. Non ricorderà molto della finale, già a partire dai momenti successivi allo scontro. Rizzoli negli spogliatoi gli dirà che quella appena giocata era la finale del mondiale. La partita non si sblocca. Loew fa entrare nei supplementari Götze dicendogli: “Ora fai vedere al mondo che sei meglio di Messi”. Mario entra e regala ai tedeschi la vittoria. Il “grazie a Dio” diventa “Götzseidank”, grazie a Götze.

Ventiquattro anni dopo Roma, la Germania torna sul tetto del mondo e l’Argentina ancora battuta. Messi delude nel momento decisivo: nella fase a eliminazione diretta manca la sua firma. I tempi per le congiunzioni astrali non sono ancora maturi. Dopo tante vittorie sfiorate in tornei giocati ad altissimo livello, Loew e la sua Germania riescono finalmente a trionfare, con merito e con un buon calcio.

CAPOCANNONIERE: James Rodriguez (COL) 6 reti

CLASSIFICA FINALE

  1. Germania
  2. Argentina
  3. Olanda
  4. Brasile

FINALE TERZO E QUARTO POSTO

Olanda – Brasile 3-0


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