Regole e controlli nel pubblico e nel privato

Dal 15 ottobre arrivano ulteriori regole di sicurezza socio-igienico-sanitaria a lavoro, per tentare di proteggere di più e meglio gli italiani nel bel mezzo della ripresa di una vivibilità sociale tanto attesa. Vivibilità in questo caso fa rima con normalità, ma normalità da un paio d’anni a questa parte, ormai, non fa più rima con banalità.

Sia nella pubblica amministrazione che nel settore lavorativo privato, il mancato possesso della certificazione verde per i lavoratori equivale ad assenza ingiustificata, che determina la sospensione della retribuzione. Chi elude i controlli entrando al lavoro senza  green  pass può incorrere in una multa che va dai 600 euro ai 1.500 euro.

È in arrivo una nuova piattaforma, da quel che riportano fonti accreditate. Essa è messa a punto da Sogei (la società Ict controllata dal Ministero del Tesoro) ed attualmente è al vaglio del Garante della Privacy. Vi sarà quindi un’applicazione per i controlli del certificato verde al lavoro, e ciò si poteva immaginare.

Il governo ha scelto e con esso il Parlamento nelle sue maggioranze. È stata scelta la linea dell’apertura con la paradigmatizzazione dell’etica vaccinale: questa azione istituzionale riposa, allo stato, sul disposto precettivo di cui all’articolo 32 della Costituzione italiana.
La Repubblica, infatti, tutela la salute quale fondamentale diritto dell’individuo nonché quale interesse della collettività. Chi vivrà vedrà.

L’obiettivo che in Italia occorre tener presente è l’uscita dalla fase eventuale di ricaduta nei periodi di buio e crisi pungente.

L’attacco alle sedi dei sindacati dei lavoratori e ad un centro sanitario di pronto soccorso da parte dei gruppi fascisti tinti da falsi libertari ha sconquassato ogni dinamica tradizionale. Con quale faccia un gruppo di fascisti può fare scuola di piazza sulla libertà!? Nel migliore spirito liberaldemocratico della Costituzione repubblicana e antifascista, ci stringiamo attorno ai valori della nonviolenza, del vivere civile, delle vere libertà della persona, e dei lavoratori.

Non possiamo che stringerci attorno al fuoco sacro e laico di quei valori costituzionali, per vivere insieme, e bene.


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Nato l’11.10.1989, giurista, scrittore, poeta e attivista politico “liberalfree”. Vive a Roma, dove opera nel settore della ricerca accademica di storia giuridica. Maturità classica conseguita in Puglia nel 2008, laurea quinquennale in Giurisprudenza conseguita a Roma nell’A.A. 2012/13, e in seguito master di specializzazione forense e corsi di formazione avanzata in varie città, abilitazione alla professione di avvocato nella sessione 2015; cultorato della materia Costituzionalismo e integrazione europea; attività di dottorato di ricerca con borsa in Discipline giuridiche storico-filosofiche, sovranazionali, internazionali e comparate presso l’Università Roma Tre. Autore di varie monografie e saggi di cultura giuridica, conduce interviste e pubblica articoli di cultura politica e sociale su riviste, periodici, giornali. C’è un filo che unisce le sue battaglie civiche per la garanzia e l’evoluzione dei diritti, le sue poesie, le sue prose artistiche e politiche, il suo pensiero sociospirituale progressista, i suoi saggi di diritto vigentista e storico-teorico: l’amore veemente per l’umanità nel suo divenire storico e dialettico.

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