“Ogni nuova puntata lanciata su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast, Spreaker verrà accompagnata da un breve testo scritto solo per Odysseo, che illustri il personaggio e magari sveli qualche segreto in più.” Parte così la nuova, straordinaria avventura del nostro giornale. Un viaggio nel mito, un ritorno al passato attualizzato agli scandali presenti, un gossip romanzato che si nutre di tutti i messaggi, televisivi e non, per spiegarci l’inspiegabile, gli stati d’animo e le turbe di uomini e dei destinati, tutt’oggi, a fare scalpore. Emanuela Parenza, una delle cinque ideatrici del progetto, ci illustra in anteprima l’epopea e la prosopopea del tutto.

Ciao, Emanuela. Da dove nasce e a chi si rivolge il podcast Sei un mito?

Sei un mito è nato certe sere a cena, quando qualcuno di noi citava storie tratte dalla mitologia greca o latina e qualcun’altro diceva: «sono così belle che dovremmo registrarle».

Esistono storie del mondo antico che, quanto a sceneggiatura, personaggi e ambientazioni, non hanno nulla da invidiare ai film e alle serie TV cult di oggi, quelle di cui, appunto, si parla spesso alle cene.

Sei un mito nasce così, a tavola tra amici, tutti amanti delle belle storie. È, dunque, un podcast d’intrattenimento, ha per oggetto storie del mondo antico e si rivolge a chiunque ami una storia ben raccontata: perché chi oggi resta ammaliato dagli intrighi di corte di Game of Thrones e trema per la vendetta che anima il film Kill Bill merita, dico merita, di conoscere anche gli inganni straordinari di Ulisse dal multiforme ingegno o l’ambizione furibonda di Alessandro Magno.

Che cosa si intende, esattamente, per «mito» e come si può approdare a
quella profonda leggerezza da rivelarlo in maniera non sacrilega?

Mito per noi è «tutto ciò che suscita potere sulla fantasia», lo diciamo anche nel trailer. Quello «è un mito» lo si può dire di Achille, certo, ma non di meno di Elvis Presley, di Joker, di Giulio Cesare: quando la vita di un uomo, reale o fittizia che sia, diventa straordinaria agli occhi di altri uomini, quando incarna le luci e le ombre, le ambizioni e le paure, il desiderio e la creatività, la voglia di essere ricordato che è di ogni uomo, allora quello è «mito» e la sua vita diventa un magnifico racconto.

Partendo da questa convinzione abbiamo deciso di lanciare un podcast sui personaggi più straordinari dell’antichità. Sono personaggi di cui molti avranno sentito parlare durante la scuola, ma noi proviamo a raccontare le loro vite senza censure (sono spesso storie violentissime e scabrose), adottando un codice espressivo vicino alla sensibilità contemporanea: li rendiamo più accessibili istituendo paralleli con film, serie tv, romanzi, classici o contemporanei. Cerchiamo, in ogni puntata, di costruire un racconto emozionante, fresco e avvincente, con musiche coinvolgenti, climax e colpi di scena, perché i personaggi antichi colpiscano gli ascoltatori non meno dei personaggi di serie, film o romanzi: Eaco come Clint Eastwood, Alessandro Magno come Scarface.

Questo per noi non è sacrilego, anzi. Il nostro intento è restituire a queste vite la ragione prima per cui sono note da duemila anni: perché hanno generato, e continuano a generare, racconti strepitosi.

«Se solo me l’avessero raccontato così…! » è un rimpianto di chi
non si è mai cimentato con i classici greci e latini, o potrebbe,
addirittura, rappresentare una nuova metodologia di apprendimento
nell’approccio didattico a queste materie?

In tanti ci chiedono se Sei un mito può essere uno strumento di docenza. Dei cinque che compongono la squadra di Sei un mito tre, laureati in Filologia antica, si occupano di divulgazione ed editoria scolastica per grosse aziende nazionali.

Noi conosciamo molto bene, dunque, le regole della comunicazione a fini didattici e inevitabilmente abbiamo messo le nostre competenze al servizio di questo progetto. Il quale, certo, nasce per rivolgersi a persone di tutte le età e di tutti i livelli di istruzione. Siamo però certi che questo modo di raccontare possa fare breccia tra gli studenti, soprattutto ora che la Didattica a Distanza ha imposto nuove forme di condivisione delle conoscenze: siamo sicuri delle potenzialità comunicative di un racconto ben costruito, e quindi di Sei un mito, che può essere utilizzato come prova della vitalità dei personaggi e delle storie antiche – che per millenni, non a caso, sono state soggette a rivisitazioni – e della forza di meccanismi narrativi che oseremmo dire eterni. Gli insegnanti contattati fino a oggi si sono detti estremamente entusiasti, alcuni manuali scolastici hanno deciso di citarci come possibile spunto di approfondimento, anche Rai Scuola ci ha contattato per questo.

Come hanno fatto tre studiosi di filologia antica, un grafico e un sociologo a condividere lo stesso progetto e, menzionando un esempio degli episodi presenti su Spotify, a descrivere “in un mondo di Achille alla Brad Pitt, Ulisse come il Kevin Spacey di House of Cards”?
Il progetto è nato tra le mura domestiche, tra me, che, che sono una editor di testi scolastici, e Giorgio De Gobbi, socio fondatore di Wannaboo, una casa di produzione. Erano i mesi del lockdown e volevamo darci da fare: così ci siamo al lavoro, io con le mie competenze nella divulgazione e lui con la sua esperienza di videomaking. Abbiamo costruito una squadra in cui ciascuno portasse un pezzo della propria esperienza: ai testi hanno lavorato Francesco Staderini e Antonino Pittà, formatisi alla Scuola Normale Superiore di Pisa e oggi rispettivamente editor e autore di manuali scolastici – uno per tutti la prestigiosa letteratura latina di Gian Biagio Conte –; infine Emanuele Purita, grafico di una grande società di comunicazione, ha curato l’immagine del progetto. Così, ciascuno dal proprio divano, in piena quarantena, abbiamo generato Sei un mito.
Qual è il fil rouge che, speriamo, d’ora in avanti, legherà i
contenuti di Sei un mito agli aneliti conoscitivi ed erranti di
Odysseo?

Ci farebbe piacere accompagnare la pubblicazione delle prossime puntate con un piccolo lancio su Odysseo, una rivista che apprezziamo molto, perché rivediamo in chi la gestisce la stessa nostra voglia di fare e diraccontare. Ogni nuova puntata lanciata su Spotify, Apple Podcast, Google Podcast, Spreaker verrà accompagnata da un breve testo scritto solo per Odysseo, che illustri il personaggio e magari sveli qualche segreto in più.

Dopo la puntata pilota, I Mirmidoni – Storia di una epidemia, che non abbiamo potuto che dedicare alla vicenda che ci ha travolti, il podcast è ora costruito secondo cicli tematici: il primo è Figli d’arte, tre puntate su tre personaggi, uno d’invenzione, Telemaco, e due realmente esistiti, Alessandro Magno e Ottaviano Augusto. Sono personaggi diversi ma hanno un tratto comune: avere avuto in sorte tre padri straordinari, da cui è dipesa la loro stessa straordinaria vita.

I prossimi cicli tematici potranno riguardare Tiranni pazzi, Seduttori e Seduttrici e mille altre categorie sorprendenti, tutte da scoprire, se avrete voglia di ascoltarci.

Arriveremo nelle vostre cuffiette con un nuovo episodio all’incirca ogni mese.


Articolo precedenteMeglio abbondare che rinunciare
Articolo successivoCovid deficienti!
Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.