Torna la Scuola di Filosofia del “Nuzzi”: domani e dopodomani la diciassettesima edizione. Auditorium “Michele Palumbo”, inizio ore 17.30

I docenti del Nuzzi avevano promesso di raccogliere il testimone e mantenere viva la fiaccola ereditata dal prof. Michele Palumbo e l’iniziativa organizzata dai docenti di storia e filosofia dello Scientifico sembra rispondere coerentemente all’impegno assunto.

Si tratta dell’edizione numero diciassette della Scuola di Filosofia, sorta da un’idea del prof. Palumbo e da lui diretta fino alla sua malattia e alla sua prematura scomparsa. Il tema di quest’anno sarà: “La Terra, discorsi intorno al luogo che abitiamo” e l’evento si terrà domani e dopodomani, 7 e 8 novembre, con inizio alle ore 17.30, proprio presso l’Auditorium “Michele Palumbo”.

Su un tema delicato e di viva attualità quale la filosofia dell’ambiente, interverranno illustri relatori secondo il seguente programma.

Martedì 7, aprirà i lavori il dottor Piergiacomo Pagano, biologo e ricercatore Enea (Ente nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), la cui relazione proporrà “riflessioni per una rinnovata armonia fra uomo e natura”.

A seguire, la proposta del frate Giampaolo Lacerenza, docente di teologia morale presso la facoltà teologica pugliese, che, prendendo spunto dalla Laudato si’ di papa Francesco, parlerà di custodia del creato, “casa comune” dell’umanità.

Mercoledì 8, sarà la volta dell’architetto Massimo Pedone (Ps architetture/Pedone working) che esplorerà la possibilità di fondare una architettura amica della natura. Le conclusioni saranno affidate ancora al dottor Pagano che proporrà una relazione dal titolo: “Eco-evo-centrismo, una prospettiva per uno slancio appassionato verso il futuro”.

Come ogni anno, la scuola di filosofia è gratuita e aperta a tutti, addetti ai lavori ma anche curiosi e appassionati della materia. È gradita la partecipazione.


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...