Salvini? È soltanto un uomo mediocre in cerca di gloria a ogni costo e con tutti i mezzi?

Caro Direttore,
può darsi che sia esagerato, come qualcuno sostiene, dare del fascista al Capitano in divisa Matteo Salvini. Ma non so dire se l’esagerazione sia per eccesso o per difetto. Il comizio di Cantù dell’altro giorno, dove il Nostro ha deciso di chiamare sul palco i bambini italiani bianchi e ariani per attaccare la solita solfa da bullo contro gli immigrati, mi spinge a credere che si tratti di difetto.
La mia convinzione trova conforto da una catena di episodi che, sommati, dovrebbero preoccupare qualsiasi cittadino abbia a cuore le sorti della nostra democrazia. Mi riferisco ai rigurgiti di nostalgie fasciste alle quali Salvini ha aperto la strada. Ormai celebrare Benito Mussolini anche in tv è cerimonia usuale. Onorare la memoria di un dittatore responsabile di leggi razziali e di una guerra devastante al fianco dei nazisti di Hitler, ormai si può fare come se si trattasse di un benefattore dell’umanità. Salvini non sarà fascista, come lui si ostina a dichiarare, ma è il ministro dell’Interno di un Paese nato dalla Resistenza al nazifascismo, dal sangue versato da milioni di italiani. Lui non sarà fascista, ma diserta e disprezza il 25 Aprile, il giorno della vittoria della democrazia e della memoria.
Che cos’è allora Salvini? È soltanto un uomo mediocre in cerca di gloria a ogni costo e con tutti i mezzi? È soltanto la bolla montante del malcontento populista? È soltanto l’espressione più becera di una destra senza cultura politica? Ognuno è libero di credere quel che vuole. Ma a condizione di non falsificare la realtà. Il ministro dell’Interno che si gira dall’altra parte mentre a Predappio si celebra la pericolosa buffonata dei nostalgici in camicia nera, è complice di quella marmaglia e di chi sogna la fine della democrazia.

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Antonio Del Giudice
Pugliese errante, un po’ come Ulisse, Antonio del Giudice è nato ad Andria nel 1949. Ha oltre quattro decenni di giornalismo alle spalle e ha trascorso la sua vita tra Bari, Roma, Milano, Palermo, Mantova e Pescara, dove abita. Cominciando come collaboratore del Corriere dello Sport, ha lavorato a La Gazzetta del Mezzogiorno, Paese sera, La Repubblica, L’Ora, L’Unità, La Gazzetta di Mantova, Il Centro d’Abruzzo, La Domenica d’Abruzzo, ricoprendo tutti i ruoli, da cronista a direttore. Collabora con Blizquotidiano.  Dopo un libro-intervista ad Alex Zanotelli (1987), nel 2009 aveva pubblicato La Pasqua bassa (Edizioni San Paolo), un romanzo che racconta la nostra terra e la vita grama dei contadini nel secondo dopoguerra. L'ultimo suo romanzo, Buonasera, dottor Nisticò (ed. Noubs, pag.136, euro 12,00) è in libreria dal novembre 2014. Nel 2015 ha pubblicato "La bambina russa ed altri racconti" (Solfanelli Tabula fati). Un libro di racconti in due parti. Sguardi di donna: sedici donne per sedici storie di vita. Povericristi: storie di strada raccolte negli angoli bui de nostri giorni. Nel 2017 ha pubblicato "Il cane straniero e altri racconti" (Tabula Dati).