Un riconoscimento per gli ospedali che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile

Un dato che fa riflettere e considerare quanta strada resta da fare per la sanità pugliese in tema di qualità dei servizi offerti in tema di tutela della salute.

Nei giorni scorsi la Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, ha assegnato i riconoscimenti per il biennio 2022-2023 agli ospedali che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie che riguardano l’universo femminile ma anche quelle che riguardano trasversalmente uomini e donne in ottica di genere.

Ebbene, 354 sono stati gli ospedali italiani definiti “Amici delle donne” per il biennio 2022-2023. Per la Puglia, nona in questa classifica, sono stati 15 gli ospedali che hanno ricevuto 32 “bollini rosa”, assegnati in numero di 3, 2, 1 o zero e quindi giudicati “a misura di donna”. In questa speciale classifica svetta la Lombardia con ben 76 ospedali premiati.

Andando ad analizzare i dati pubblicati in questa decima edizione dei “Bollini Rosa”, dalla Fondazione ONDA, rispetto al biennio precedente gli ospedali premiati sono aumentati, passando da 335 a 354. Con il dato numerico è cresciuta e quindi migliorata l’offerta qualitativa dei servizi erogati: gli ospedali che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, tre bollini, sono infatti passati da 96 nel biennio 2020-2021 a 107 di questa edizione. 172 strutture hanno conseguito due bollini e 75 un bollino.

Per la Puglia, il massimo riconoscimento, i 3 “Bollini Rosa” è stato assegnato a 4 importanti ospedali, l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, il presidio ospedaliero San Pio da Pietrelcina di Castellaneta, l’Ospedale della Murgia di Altamura e l’Ospedale di San Giovanni Rotondo, l’unico Istituto della Puglia centro settentrionale, mancando in questa classifica la Bat.

I criteri per la concessione di questi “Bollini Rosa” nella valutazione delle strutture ospedaliere esaminate, è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da oltre 400 domande, ciascuna con un valore prestabilito, suddivise in 15 aree specialistiche più una sezione dedicata alla gestione dei casi di violenza sulle donne e sugli operatori sanitari. Un apposito Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali (zero, uno, due o tre) a seguito del calcolo del punteggio totale ottenuto nella candidatura, tenendo in considerazione anche gli elementi qualitativi di particolare rilevanza non valutati tramite il questionario (servizi e percorsi speciali, iniziative e progetti particolari, ecc..).

Tre i criteri di valutazione tenuti in considerazione: la presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented; l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale); infine il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale.

«Qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale, elementi indispensabili per assicurare uniformità di accesso alle prestazioni, sono evidenziate dagli ospedali con i Bollini Rosa che vengono valutati e premiati mettendo in luce percorsi inerenti sia alle specialità con maggior impatto epidemiologico nell’ambito della salute femminile, sia a quelle che trattano patologie che normalmente colpiscono entrambi i generi, nonché l’accoglienza e l’accompagnamento alle donne e i servizi offerti per la gestione di vittime di violenza. I 354 ospedali premiati costituiscono una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose, un canale di divulgazione scientifica per promuovere l’aggiornamento dei medici e degli operatori sanitari e, per la popolazione, l’opportunità di poter scegliere il luogo di cura più idoneo alle proprie necessità, nonché di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate a specifiche patologie, con l’obiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate», ha tenuto a sottolineare Francesca Merzagora, presidente Fondazione Onda.

Particolarmente soddisfatti a “Casa Sollievo della Sofferenza” per questa riconferma che premia  l’ ospedale di San Pio ad elevata specializzazione in cui lavorano  circa 2.700 dipendenti,, di proprietà della Santa Sede, riconosciuto dal 1991 come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per la tematica di riconoscimento “Malattie genetiche, terapie innovative e medicina rigenerativa”.

«Teniamo in grande considerazione la medicina di genere, l’appropriatezza e la personalizzazione delle cure che derivano da questo approccio, che ha anche un altro indiscutibile merito: quello di dimostrare attenzione alle donne, che sono sì utenti che si rivolgono all’Ospedale, ma sono anche lavoratrici, professioniste, mamme, ‘caregiver’, e rivestono un ruolo fondamentale nella famiglia e nella società. Dimostrare attenzione verso la loro salute vuole dire occuparsi anche di tutto ciò che gravita intorno all’universo femminile. Il coinvolgimento nella rete degli Ospedali Bollini Rosa, ci dà anche l’opportunità di aderire periodicamente a tutte le iniziative gratuite che l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna promuove nel nostro Ospedale. Attività possibili solo grazie alla fattiva collaborazione di tanti operatori sanitari, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento, che volentieri si adoperano per promuovere le buone pratiche della prevenzione» ha dichiarato Michele Giuliani, Direttore generale dell’Ospedale di San Giovanni Rotondo.