All’iniziativa hanno contribuito otto partner ed è stata cofinanziata dalla Regione Puglia, attraverso il bando Innonetwork

In tempi nei quali il tema della sanità è più che centrale, la Puglia lascia il segno in ambito ospedaliero con un progetto innovativo: il progetto SOS. Il progetto SOS (l’acronimo di “Smart Operating Shelter”), di durata triennale, riguarda il prototipo di intervento rapido con capacità e competenze di un ospedale. Alla sua realizzazione hanno partecipato partner pubblici e privati quali: R.I. Group Spa, (Trepuzzi), Politecnico di Bari, l’ENEA CR Brindisi, consorzio CETMA (Brindisi), Protom Group spa (Bari e Napoli), Ena Consulting srl (Bari), Me.Spo s.n.c. (Castellana Grotte) e Kinema srl (Modugno).

Con il progetto SOS stiamo parlando di un ospedale di pronto intervento, che viene adoperato in aree geografiche e in situazioni di necessità o emergenze sanitarie, come quella in corso, per eventi straordinari, terremoti, flussi migratori, ecc. Può comporsi di più moduli, costruiti con materiali eco-sostenibili, riconfigurabili, collegati tra loro secondo le diverse necessità. È applicabile per ambiti quali clinici quali la diagnosi, la chirurgia, il pronto intervento ed il post-operatorio.

Degno di nota è l’apporto fornito dal gruppo di lavoro di Bioingegneria del Politecnico di Bari, con il raggruppamento scientifico di Bioingegneria coordinato dal prof. Vitoantonio Bevilacqua, che si è occupato per i settori di diagnostica per immagini, trasmissione dati per la chirurgia, manutenzione avanzata e emergenza COVID. In particolare, lo sviluppo di sistemi intelligenti di supporto alle decisioni rifacentesi a immagini medicali ha permesso di potersi avvalere di servizi abilitanti il teleconsulto e la telemedicina per finalità diagnostiche e operatorie; la progettazione e la implementazione di interfacce specifiche di acquisizione ed elaborazione dati hanno reso possibile l’elaborazione di una nuova cartella sanitaria valente per il triage del sospetto COVID e anche servizi di training e manutenzione innovativi. In merito a quest’ultimo ultimo aspetto, il gruppo di lavoro del prof. Bevilacqua ha proposto e concretizzato sistemi immersivi basati su realtà virtuale per fronteggiare velocemente l’implementazione di nuove procedure di sicurezza negli ambienti di lavoro e di training degli operatori sanitari e applicazioni basate su realtà aumentata per supportare a distanza le attività di manutenzione, collaborando con il partner Protom Group. Per questo progetto si è formato un comitato tecnico scientifico costituito dal dott. Savino Arbore (Responsabile Scientifico di Progetto), dott. Cosimo Tafuro (R.I. S.p.A), prof. ing. Vitoantonio Bevilacqua (Responsabile Scientifico per il soggetto beneficiario Politecnico di Bari), dott. Ubaldo Spina (CETMA) e dalla dott.ssa Vincenza Luprano (ENEA CNR – Brindisi).

Come dicevamo il presidio ospedaliero è su struttura mobile e contiene tutte le capacità e le caratteristiche tecnologiche di intervento e assistenza di un nosocomio. Costituito da molteplici moduli, questi sono realizzati con materiali eco-sostenibili, riconfigurabili, collegati tra loro secondo le necessità. Il lavoro di ricerca e sviluppo è stato maggiormente focalizzato su studio, progettazione e sviluppo prototipale di un’unità operatoria mobile modulare ed ecosostenibile (costruita a Trepuzzi, presso R.I. Group spa) così da permette di ottenere un presidio utilizzabile in breve tempo e in scenari di emergenza. Le strutture presenti nei luoghi di necessità, anche se distanti dagli ospedali di riferimento, consentono di supportare la diagnosi clinica e la chirurgia guidata.

Il presidio, se stabilito nei pressi di ospedali, può anche fungere da ospedale stesso, fornendo un supporto alla struttura ospedaliera in situazioni di necessità. Il prototipo realizzato ha come caratterizzazioni principali la mobilità, la riconfigurabilità e la impiantistica di sicurezza; in tal modo, è possibile poter monitorare il funzionamento della struttura e intervenire in caso di bisogno. Le attività del progetto SOS iniziano il 19 giugno 2018 e terminano il 18 marzo 2021. Il progetto è stato finanziato anche dalla Regione Puglia con una somma di 1,5 milioni di euro, attraverso il Bando Innonetwork. I soggetti beneficiari del finanziamento, costituiti in ATS, hanno competenze multidisciplinari e sono: R.I. S.p.A. (capofila), Politecnico di Bari, Consorzio Cetma, Enea, Protom Group S.p.A., Kinema s.r.l., Ena Consulting s.r.l. e Mespo s.n.c..

Ecco la sua conformazione virtuale:


Articolo precedenteLibertà inviolabile, senza subdole violazioni culturali
Articolo successivoLe poste in gioco del coniugare l’essere persona con l’essere cittadini
Francesco Maria Cassano
Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.