Il popolo italiano ha bisogno di rappresentanti politici credibili, che affrontino con coraggio, impegno e pragmatismo il dilagare della povertà, della disoccupazione, della corruzione dell’ecomafia e della guerra silente a pezzettini

In questa demagogica campagna elettorale è impossibile riconoscere il valore e il significato della politica. Snocciolando dibattiti, comizi e promesse dei futuri candidati ci si accorge, che di politica non c’è nulla. Al momento i candidati gridano soltanto alla pancia degli elettori cercando ed elemosinando consenso.

Questo più o meno succede da trent’anni a questa parte, da quando la politica è stata vinta dal regime totalitario del capitalismo. Una politica sottomessa al potere finanziario, che non si cura più del bene comune, del Paese, della persona.

La democrazia italiana infatti è sempre partita dalla persona e la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

I cittadini italiani al momento vivono, tra l’imbarbarimento culturale e l’impoverimento sociale. Perché il mercato, con la sua logica liberale capitalista non contemplando discussioni circa i valori fondamentali di una civiltà nega di conseguenza il diritto al lavoro sicuro.

Quando invece proprio la cultura potrebbe diventare il punto di forza per sollevare le sorti dell’Italia un Paese sottosviluppato, arretrato e analfabeta. La trasmissione culturale aiuterebbe il popolo a trovare l’unità nel rispetto delle differenti peculiarità umane, ideologiche e partitiche.

La diffusione culturale sarebbe la lente da cui il popolo potrebbe leggere con criticità e consapevolezza la verità storica della sua nazione. L’annuncio culturale contribuirebbe allo sviluppo di una democrazia inclusiva, solidale e umana.

Invece il dominio capitalista è tutto rivolto ad una meta materialista di modo che programmi, agende e speculazioni intellettuali su quella che è la politica vera, risultano inutili e vani. Una dittatura vestita da democrazia, che non rispetta alcuna legge a tutela dei diritti umani, e si impone come ideologia imperante ed egemone.

Un’autentica trappola sociale e strutturale per i cittadini alimentata dalla ricerca ossessiva del profitto, che genera lotta, sopravvivenza, depressione, isolamento, alienazione, suicidio e morte.

Infatti la tendenza tipica di questa democrazia è di liquidare i rapporti umani e sociali, che stanno alla base della società civile prestando il fianco ad ideologie totalitarie.  Facendo venire meno il rapporto di fiducia, che il cittadino dovrebbe avere nei confronti dell’istituzioni.

La politica ridotta a mercato di scambi materiali ha svuotato di senso i cittadini portandosi via lo scontro costruttivo della dialettica tra ideali e passioni, tra aspirazioni e sogni, tra dire e fare. La cosiddetta dialettica politica del passato descriveva la realtà ai cittadini e indicava la direzione del cambiamento era garante del futuro.

È importante e vitale in questo momento storico riflettere e generare un processo di sviluppo umano, democratico, politico culturale e civile per la nostra Italia e per le future generazioni, che verranno dopo di noi.

Lo Stato politico è chiamato a rappresentare il popolo con responsabilità e servizio.

Il popolo italiano desidera e chiede che la politica dimentichi i giochi di potere ed il materialismo, e riporti al centro l’interesse comune, facendo leva sui sentimenti di comunità.

In altri termini il popolo ha bisogno di rappresentanti politici credibili, che affrontino con coraggio, impegno e pragmatismo il dilagare della povertà, della disoccupazione, della corruzione dell’ecomafia e della guerra silente a pezzettini.

La politica da sempre ha scritto la storia della civiltà, perciò ci si augura un risorgere di forze positive, creative e razionali per dare ancora speranza ad un popolo come quello italiano, smarrito, confuso, sfiduciato e alla deriva.

«La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose di carità, perché cerca il bene comune …più politici che abbiano davvero a cuore la società, il popolo, la vita dei poveri. Politici che abbiano cura dei più deboli: gli affamati, i disoccupati, i senza tetto, gli immigrati, gli anziani sempre più soli e abbandonati, i bambini ancora nel grembo delle madri. Tutti gli sfruttati e quanti la società attuale dello scarto ha trasformato in rifiuti, “avanzi”, perché oggi, in questa “economia che uccide”, le “persone” sono meno importanti delle cose che danno profitto a quelli che hanno il potere politico, sociale, economico» (Papa Francesco).


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So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.

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  1. Condivido parola per parola l’articolo. Grazie. Perché la condivisione delle idee fortifica le proprie esi innesca la spinta all’azione.

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