Sono quasi 300 milioni i cristiani perseguitati nel mondo

Per trovare i martiri non è necessario andare alle catacombe o al Colosseo: i martiri sono vivi adesso, in tanti Paesi. I cristiani sono perseguitati per la fede. In alcuni Paesi non possono portare la croce: sono puniti se lo fanno. Oggi, nel secolo XXI, la nostra Chiesa è una Chiesa dei martiri” (Papa Francesco).

I cristiani sono il gruppo religioso maggiormente perseguitato e l’asse del fondamentalismo islamista si è ormai spostato dal Medio Oriente all’Africa e all’Asia meridionale ed orientale. È quanto emerge dal nuovo studio sulla persecuzione anticristiana della Fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs). Perseguitati più che mai. Focus sulla persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019 presentato a Roma nei giorni scorsi.

Acs denuncia come siano quasi 300 milioni i cristiani che vivono in terre di persecuzione.

Il rapporto passa in rassegna gli sviluppi più significativi nei 20 Paesi (Arabia Saudita, Burkina Faso, Camerun, Cina, Corea del Nord, Egitto, Eritrea, Filippine, India, Indonesia, Iran, Iraq, Myanmar, Niger Nigeria, Pakistan, Repubblica Centrafricana, Siria, Sri Lanka, Sudan) che destano maggiore preoccupazione a causa delle violazioni dei diritti umani subite dai cristiani.

«L’asse del fondamentalismo islamico – si legge – si sposta sempre più dal Medio Oriente all’Africa e all’Asia meridionale e orientale» mettendo a rischio la presenza cristiana e di altre minoranze in questi Paesi. È convinzione della Fondazione pontificia che «garantire il diritto delle minoranze religiose ad abitare la propria patria possa assicurare un contenimento delle migrazioni forzate, riducendo al tempo stesso la tensione sociale che affligge le nazioni che ricevono migranti nel proprio territorio, anzitutto l’Italia».

Africa

Dalla ricerca emerge che è soprattutto l’Africa il nuovo fronte del fondamentalismo islamico: dei 18 sacerdoti e una religiosa uccisi nel mondo nel 2019, ben 15 sono stati assassinati in questo continente. In Nigeria, accanto alle violenze di Boko Hram ai danni dei cristiani, si intensificano quelle di estremisti islamici tra i mandriani di etnia fulani. In Burkina Faso nei soli primi sei mesi del 2019 sono stati uccisi 20 cristiani. Oppressione, discriminazione e uccisioni di religiosi, preti e fedeli cristiani si registrano in Repubblica Centrafricana mentre in Sudan e Eritrea, la minaccia per i cristiani proviene dallo Stato e si manifesta con confische e chiusure di scuole e ospedali.

Asia

La Corea del Nord è il luogo più pericoloso del mondo per gli appartenenti ai gruppi religiosi, innanzitutto per i cristiani 70mila imprigionati nei campi di lavoro. In Cina la vita dei cristiani è più difficile dopo l’entrata in vigore, il 1° febbraio 2018, del nuovo Regolamento sugli affari religiosi che ha ulteriormente limitato la libertà di fede. Attentati con decine di morti cristiani si sono verificati in Indonesia, nelle Filippine, dove opera il gruppo islamista Abu Sayyaf. Lo Stato islamico ha rivendicato gli attacchi in Siri Lanka il giorno di Pasqua di quest’anno, il 21 aprile scorso, con 258 vittime. Si tratta della peggiore atrocità commessa contro i cristiani. In Pakistan l’assoluzione di Asia Bibi decisa dalla Corte Suprema non ha modificato le condizioni delle minoranze religiose. Accusati di blasfemia restano ancora in carcere 25 cristiani di cui sei condannati a morte. Ogni anno centinaia di ragazze e adolescenti sono rapite e convertite con la forza all’Islam. Stessa sorte per le giovani cristiane di etnia kachin in Myanmar, Birmania. Nell’omonimo Stato, l’esercito birmano continua a usare i cristiani per “ripulire” le aree disseminate di mine antiuomo. Infine, in India i cristiani sono nel mirino dei fondamentalisti indù. Sono state segnalate oltre 1.000 aggressioni ai danni dei cristiani tra l’inizio del 2017 e la fine del marzo 2019. Nel 2018 oltre 100 chiese sono state chiuse come conseguenza di attacchi di estremisti indù o dell’intervento delle autorità.

Medio Oriente

Sempre più critica la condizione dei cristiani in Medio Oriente. In Iraq e Siria, nonostante la sconfitta dello Stato islamico, l’impatto del genocidio messo in atto dai jihadisti si è mostrato in tutta la sua drammaticità durante il periodo in esame.

I cristiani in Iraq erano un milione e mezzo prima del 2003, mentre nell’estate del 2019 il loro numero era “inferiore” a 150mila (-90%). In Siria, invece, a metà 2017, i cristiani erano stimati in meno di 500mila, rispetto al milione e mezzo di prima del conflitto (2011). Cristiani nel mirino anche della Federazione democratica della Siria del Nord che persegue un’attività di “curdizzazione” volta alla cancellazione della presenza cristiana grazie anche alla chiusura di alcune scuole cristiane. In Iran 142 cristiani sono stati arrestati tra il novembre e dicembre 2018 perché ritenuti appartenenti a una “setta di sionisti” che cercava di «indebolire l’Islam e la Repubblica islamica».

Migliora la situazione in Egitto dove la diminuzione degli attacchi fondamentalisti anticristiani sembra dovuta alla dura azione di contrasto del presidente al-Sisi. Difficile però la situazione nelle aree rurali, dove spesso la polizia è complice. Prosegue la repressione sistematica in Arabia Saudita, nonostante timidi segnali di apertura. Nel paese wahhabita la conversione dall’Islam è ancora perseguita con la pena capitale.

Nel periodo in esame, l’unica nota positiva è la crescente presa di coscienza della piaga della persecuzione anticristiana da parte della comunità internazionale. Anche le migliorate relazioni diplomatiche tra i capi delle nazioni occidentali e i loro omologhi di regimi come quelli della Corea del Nord o della Cina non devono far pensare a miglioramenti delle condizioni dei cristiani in tali aree, come sottolinea Alfredo Mantovano, presidente di Acs-Italia. «Non dobbiamo illuderci che all’eventuale riduzione delle reciproche dotazioni di armamenti, o ai trattati di cooperazione economica corrisponda, all’interno dei confini, un allentamento della persecuzione religiosa. La via della seta sarà pure percorsa con più facilità dalle merci e dal denaro, ma mentre Paesi come l’Italia sottoscrivono i relativi accordi, nel sub-continente cinese vi è una ulteriore stretta per le manifestazioni della fede in pubblico (talora anche in privato), che non siano controllate dalle strutture del Partito».

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“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. (Vangelo secondo Matteo 5,11). È il cosiddetto discorso della montagna di Gesù, difficile da digerire in ogni epoca e in ogni dove ma è la verità dei fatti in quanto è Cristo stesso la Verità.

Non è facile parlare di martirio, io non so se sarei capace perché significa morire, essere uccisi per amore di Cristo, Via Verità e Vita, ma so con certezza che come affermava S. Kierkegaard: “il tiranno muore e il suo governo è finito; il martire muore e il suo governo inizia”.


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Geremia Acri
So che tutto ha un senso. Nulla succede per caso. Tutto è dono. L'umanità è meravigliosa ne sono profondamente innamorato. Ciò che mi spaventa e mi scandalizza, non è la debolezza umana, i suoi limiti o i suoi peccati, ma la disumanità. Quando l'essere umano diventa disumano non è capace di provare pietà, compassione, condivisione, solidarietà.... diventa indifferente e l'indifferenza è un mostro che annienta tutto e tutti. Sono solo un uomo preso tra gli uomini, un sacerdote. Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c'è verità se non nell'amore: ed è questa la mia speranza.

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