Si intitola “Star Crossed Lovers” il nuovo singolo che dà il titolo all’album dell’artista jazz andriese Patty Lomuscio. Una consacrazione la sua, il riconoscimento che da New York arriva alla nostra Città sulle note di un sound che richiede lavoro, sacrificio, talento e creatività.

Ciao, Patty. Cosa vuol dire, per una cantante jazz, registrare un album al Rudy Van Gelder Studio?

Una grandissima emozione essere nel Rudy Van Gelder Studio dove hanno registrato i più importanti dischi che hanno fatto la storia del jazz, da John Coltrane a Mc Tyner, Abbey Lincoln, Clifford Brown…

Da dove nasce il singolo “Star Crossed Lovers”?

Il singolo, che poi da il titolo all’intero album, lo abbiamo scelto insieme io e il Maestro Kenny Barron poiché entrambi amiamo Billy Strayhorn e Duke Ellington. E’ una ballad meravigliosa che Kenny Barron ha registrato diverse volte ed io  ero particolarmente innamorata della sua versione strumentale, per cui insieme abbiamo deciso di registrarla e di dare questo titolo all’album.

Quanto sogno perseguito e quanta fatica ci sono dietro il tuo featuring con artisti del calibro di Kenny Barron, Peter Washington al contrabbasso, Vincent Herring all’alto sax e Joe Farnsworth alla batteria?

Il sogno più bello, per chi ama il jazz e per chi lo ha reso parte della propria vita,  questo è un super sogno che si realizza, un qualcosa di straordinario. Da sempre studio e ascolto Kenny Barron, da sempre cerco di apprendere il più possibile dai grandi interpreti e strumentisti ed essere in studio con loro sembrava qualcosa di irrealizzabile da fare…e invece eccomi prima lì con loro ed ora qui con un dono incredibile :il mio disco appena pubblicato dalla challenge Records International. Altra grande soddisfazione tra l’altro è che mai Kenny Barron, in tutta la sua carriera, l’anno prossimo 80 anni, aveva registrato un intero album con una cantante, per cui un ulteriore onore e impegno, il mio.

Come definiresti il jazz e quale sarebbe la maniera migliore per esportarlo e renderlo fruibile da New York alla nostra Città?

Il jazz è una musica unica, tutti dovrebbero imparare ad amarlo, non è semplice, lo so, New York è la Patria ma in ogni parte del mondo si può fare jazz, inclusa la mia Andria, basta organizzare concerti ed invogliare la gente a seguirli, direi che in città ci sono delle organizzazioni che si impegnano a tal proposito.

Progetti futuri?

Molti e spero realizzabili, per ora stiamo cercando di organizzare dei concerti di presentazione , in autunno o addirittura inverno poiché l’aspetto burocratico richiede tempo…ma ce la faremo! Intanto è in cantiere un altro disco, tutto made in Italy, un progetto dedicato alla grandissima cantante Caterina Valente, con super jazzisti italiani…che dire…sono felice… Music is my Mistress!


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