Il poeta dalle parole straordinariamente pittoriche

La raccolta “Venti poesie d’amore e una canzone disperata” pubblicata nel 1924 è considerata uno dei libri di maggiore rilievo di tutta la  poesia di Neruda.

Come disse nella sua presentazione all’università di Madrid nel 1934 Garcia Lorca, “la poesia di Pablo Neruda si leva con un tono mai uguagliato in America, di passione, di tenerezza e di sincerità.”

Questa raccolta ci dona dei versi d’amore intrisi di malinconici ricordi colmi di tristezza che sfocia in un dolore sordo e senza risoluzione per via della mancanza della donna amata.

Oscuri fiumi dove la sete eterna continua,

e la fatica, è il dolore infinito

La natura accompagna le emozioni del poeta attraverso lande desolate, echi di un mare dal suono sordo e ripetitivo, perso nei ricordi, tramonti dai colori eterni di una felicità breve, crepuscoli che sono emblema della bellezza d’amore vissuta intensamente e volata via nella caducità di tutte le cose che non si possono trattenere…

“…le vecchie eliche del crepuscolo che gira intorno a te

“…crepuscolo che cade nei tuoi occhi…”

…”Ah la tua voce misteriosa che l’amore tinge e piega nel crepuscolo risonante e morente”.

In questa impossibilità di trattenere il sogno d’amore per farlo durare in eterno nasce doloroso l’inevitabile addio

“…come bianchi fazzoletti d’addio viaggiano le nubi,

il vento le scuote con le sue mani viaggianti”

che porta con sé un’infinita tribolazione.

Restano al poeta solo quelle parole che “si assottigliano come le orme dei gabbiani sulle spiagge” e che “si arrampicano sul… vecchio dolore come l’edera”.

I luoghi sono quelli della giovinezza del poeta, Bajo Imperial, sulla costa dove si recava spesso con la sua famiglia ove il vento è impetuoso e gelido come qualunque mancanza…

Il vento dell’angoscia …”

“Uragani di sogni”

Un vento che spazza tutto, che trasporta nella sua danza aerea quelle foglie che

…cadevano nell’acqua della tua anima”

anima gemella a quella del poeta che nella sua infinita solitudine si abbandona rassegnato a quelle sere colme di ricordi

ove “galoppa la notte sulla sua cavalla cupa spargendo spighe azzurre sul prato” e nel contempo “trema nella notte umida il (suo)vestito di baci” facendolo sentire come “…il disperato, la parola senza eco, colui che tutto perse, e colui che tutto ebbe”.

All’uomo innamorato non resta che

…seguire la strada che si allontana da tutto, dove non stiano in agguato l’angoscia, la morte, l’inverno con i loro occhi aperti tra la rugiada “

“…la solitudine attraversata dal sogno e dal silenzio…”

Sono versi che nella loro folle spontaneità si prestano a lenire come unguento magico gli altrui cuori colpiti dallo stesso dolore perché non c’è migliore benedizione come colui che sa leggerti dentro comprendendoti e fraternamente abbracciandoti come Neruda fa con ogni singolo lettore ridando a quella “farfalla di sogno” un’ulteriore possibilità di riscrivere le pagine di un’anima innamorata.


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Mi chiamo Monica Fornelli e scrivo sin da piccolina. Sono una docente di francese appassionata di somatopsichica; lo stare bene per me è essenziale per cui da sempre scrivo per “ricrearmi” un mondo ideale in cui tuffarmi e potermi riequilibrare abbracciando me stessa e al contempo abbracciare virtualmente chi vorrà leggermi. Ho partecipato a vari concorsi nazionali e internazionali tra cui “Il Papavero d’Oro“, “Levante” indetto dalla rivista Radar Sei, “On the air”, “Nino Palumbo”, ottenendo vari riconoscimenti e menzioni in giornali locali come “la Gazzetta del Mezzogiorno“ e “Meridiano Sud”. Alcune mie poesie sono presenti in antologie quali “Fiori Amori” e “Le stagioni” ed. Barbieri; “Parole senza peso” ed. Writers, “Nitriti al vento“ ed. La Conca, “Il Federiciano” ed. Aletti. Nel 2011 è uscita la mia prima raccolta dal titolo “I colori della vita” (ed. Albatros) presentata anche alla fiera del libro di Torino.

1 COMMENTO

  1. Io ho sempre adorato il grande immenso infinito all’ennesima potenza Pablo Neruda, io l’ho definisco Eccelso, tra l’altro anche io scrivo da 27 anni la mia splendida splendente vita, ma fino adesso non sono riuscita a fare leggere quello che scrivo con il cuore, il mio cuore impavido, con la mia anima, anima mundi 🌈💯💯🌈🌈🌈🌏; lo leggevo al mio papà, gentile umile lavoratore onesto galantuomo gentiluomo integerrimo allegro sereno, e lui rimaneva estasiato ed io ero orgogliosa del suo giudizio, spero che avrò la possibilità di conoscere qualcuno che mi possa aiutare a pubblicare la mia splendida splendente vita by Nina 🥰🥰😓😓😓

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