“Quel che fa la gente ci interessa poco: se anche uno andasse in giro col cilindro in testa, a noi va bene così”. L’evento musicale che l’associazione culturale “Asincrono” dedica l’1 dicembre, presso il Cristal Palace Hotel di Andria, è un laboratorio dal titolo “Ognuno è libero”. Ad accompagnare il chitarrista Nico Acquaviva, ci sono la voce di Valeria Mosca e la narrazione di Mariella Colasuonno.

Ciao, Valeria. Perché avete scelto di dedicare una serata a Luigi Tenco?

Per una prospettiva analitica e non emotiva nell’ascolto di Luigi Tenco credo dovremmo smettere di considerarlo un grande autore di canzoni tristi e dovremmo invece iniziare a reputarlo uno tra i più grandi esegeti dell’amore e della società che le canzoni italiane abbiano avuto.

Mariella, pur essendo di origini piemontesi, è giusto considerare Tenco discepolo della “scuola genovese”?

Luigi Tenco per scrittura, scelte tematiche e musicali appartiene per adozione alla scuola genovese. Ciò che lo avvicina maggiormente è la sua profonda amicizia con Fabrizio De Andrè, amico fraterno, che gli dedica “Preghiera di gennaio”. Da testimonianze lette pare che la loro amicizia sia nata quando una sera in un locale Tenco si sia avvicinato a De Andrè e gli abbia chiesto conferma del fatto che dicesse in giro che la canzone “Quando” l’avesse scritta lui. De Andrè conferma, Tenco gli sorride e diventano amici, i due avevano anche intenzione di lavorare insieme, ma non ce ne fu il tempo. Le influenze culturali della scuola genovese in Tenco sono variegate, dalla tradizione letteraria e musicale italiana e ligure alla letteratura francese e inglese.

Valeria, 1uanto può essere difficoltoso e stimolante, per una performer come te, interpretare il cantautorato italiano?

Amo le sfide e progetto con professionalità e passione. Penso che il cambiamento sia un processo continuo. Il passare del tempo, le esperienze fatte, le persone incontrate.

Nico, “Ognuno è libero” è solo uno slogan musicale o anche sociale?

Tenco introspettivo, esistenzialista, idealista, seppur velleitario. Ma ancor più l’anticonformista, il contestatore e precursore, in anticipo di molti anni, di quel fenomeno chiamato il Sessantotto; la sua attenzione a temi di forte impatto sociale, tuttora ancora attuali: il razzismo, la corruzione, la guerra, il perbenismo borghese di facciata, lo sfrenato consumismo.


Articolo precedenteIl 25 novembre del “Bianchi Dottula”
Articolo successivoPrima di me
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.