…quelli del biglietto al cinema

Il realismo di cui oggi si vanta il cinema italiano consiste, sostanzialmente, in piani sequenza poco espressivi, dialoghi biascicati, rapidi e, il più delle volte, incomprensibili, plot inconsistenti e, immotivatamente, tragici.

La definizione che Carmelo Bene dava di “spettacolo” sottendeva la piacevole fruizione del pubblico, la stessa platea che nutre attori senza scuole alle spalle, pseudointerpreti che, agganciandosi a produzioni post comuniste, credono di rappresentare sul Grande Schermo le pagine più importanti della nostra Repubblica.

Non abbiamo bisogno della spettacolarizzazione del dolore per sentirci socialmente ed intellettualmente impegnati, rivendichiamo solo il diritto a lamentarci contro l’immobilismo di questa che dovrebbe essere la Settima Arte, ma che, invece, ignora il Settimo Comandamento: non rubateci più 7,50 euro!


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