“Buonasera, dottor Nisticò” sarà in scena ad Andria sabato 29 settembre a Palazzo ducale (ore 21.00), nell’ambito del Festival internazionale del Castel dei Mondi. L’opera è tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Del Giudice. Interprete Mario Massari, attore con una lunga esperienza, che ha curato la regia insieme a Martina Gatto, giovane attrice di talento che lavora a Roma.

Antonio Del Giudice, per gli amici Tonino, torna ad Andria e ci porta il suo Nisticò, che tanto successo sta riscuotendo nel teatri di mezza Italia. Antonio, che i lettori di Odysseo conoscono per il suo impegno con noi, è un pugliese errante, come ama definirsi. Il suo ritorno a casa, per il Festival, è un’occasione per fare due chiacchiere con lui, che si presta molto volentieri. Da dove cominciare? Cominciamo dall’occasione, “Buonasera, dott. Nisticò” (Edizioni Noubbs, 2014).

Chi è Nisticò?

È un uomo del nostro tempo, che vive la sua ascesa sociale come banchiere, si infila nelle zone grigie del suo mestiere, un potente fra i potenti. Cede alla voglia di ricchezza, lecita o illecita non importa, inciampa, cade e si accorge di essere solo. Ha perso la famiglia e la stima dei figli, ha perso la stima di sé …Ha perso per strada gli inegnamenti dei suoi genitori …Si è perso. Il fatto che poi la giustizia non lo punisca è un altro discorso assai più lungo da fare. A me interessa l’uomo che perde la stima dei figli, questa è la sua vera tragedia…

Una storia vera o inventata?

Diciamo inventata dalla realtà, basta guardarsi intorno. Il giudizio lo lasciamo agli spettatori…

Andria. Che effetto ti fa tornare a casa?

Un miscuglio di nostalgia e di tristezza. Nostalgia per i luoghi che ha vissuto da bambino, i miei nonni, i miei fratelli e le mie sorelle… Sono nato nel 1949 e sono il primo di sei figli. Nostalgia per le domeniche affollate a tavola dei miei nonni materni, che mi hanno insegnato a vivere. Nostalgia per le feste, il Natale, la Pasqua, san Riccardo. Una volta, avrò avuto 4 anni, mi perdetti nella folla della festa patronale, vicino al Monumento, piangevo come un disperato, mi recuperò un vigile urbano amico di mio padre, che mi portò in salvo…

Questa è la nostalgia. E la tristezza?

Quella famiglia non c’è più. Nè i miei genitori nè tre dei miei fratelli. Ci sono i miei zii materni che invecchiano, come invecchio io…Verrebbe pascolianamente da dire: io, la mia patria or è dove si vive ;gli altri son poco lungi; in cimitero… Mi consola l’affetto di alcuni miei compagni di liceo, che vedo sempre con grandissimo piacere, Ninni, Vito… Non posso citarli tutti, ma è come se lo facessi.

Pugliese errante, perchè?

Ho girato l’Italia da Bari a Roma a Milano a Palermo a Mantova a Pescara, dove abito. Il mio lavoro mi ha regalato un orizzonte ampio che mi ha insegnato tutto quello che so. Ho faticato, ma ho avuto fortuna… Ho anche un casale nella Maremma toscana dove mi rifugio ogni tanto..

Progetti per il futuro?

Sto lavorando con Roberto Negri, un attore di valore e di esperienza, alla  riduzione teatrale de “La Pasqua bassa”, il mio fortunato romanzo ambientato nella nostra terra. Non è un lavoro semplice, ma proveremo ad arrivare in fondo. Magari ci rivedremo al Festival, che ringrazio e al quale auguro un avvenire di altri grandi successi.

Le domande sono finite. Non le risposte di Antonio…

Ringrazio Odysseo di lasciarmi piena libertà di opinione quando scrivo. Sono arrivato ultimo, ma metterò a frutto quello che ho imparato in quarant’anni e più, per sentirmi utile a una causa coraggiosa. Io ci sono.

 


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...