Tributo di un tifoso a un grande ciclista

Lo scorso 11 maggio nella tappa del Giro d’Italia n°5, la frazione per velocisti da Catania a Messina, la vittoria era andata a Arnaud Demare, il francese della FDJ.

La tappa verrà ricordata soprattutto per le dichiarazioni a fine gara rilasciate da Vincenzo Nibali ai microfoni del Processo alla Tappa, nelle quali ha esternato, in lacrime, le sue impressioni e le sue emozioni riguardo la scelta di lasciare il ciclismo agonistico a fine stagione :«Aspettavo questa tappa da qualche anno. Proprio nella terra dove sono nato e ho iniziato a pedalare volevo annunciare che questo sarà il mio ultimo Giro d’Italia e che probabilmente mi ritirerò a fine anno. Ho raccolto davvero tantissimo nella mia carriera, ho cercato di fare il meglio fino ad ora. Sono emozionato, qui è iniziata la mia storia, con le prime corse in Sicilia, che poi ho lasciato a 15 anni. Ho dato tantissimo al ciclismo e forse è arrivato il momento di poter restituire un po’ quello che ho sottratto alla famiglia, agli amici, a tutto quello che ho sacrificato per le due ruote» (Fonte RAI). Nello sport i numeri contano e hanno un peso specifico: Nibali fa parte del ristretto club di coloro che hanno vinto i tre Grandi Giri; ha vinto il Giro di Lombardia per due volte e una Milano Sanremo. Il più grande rammarico è senza dubbio la caduta di Rio, ai Giochi Olimpici, quando era solo al comando, impresa che gli avrebbe attribuito l’immortalità olimpica.

Nell’immaginario comune lo Squalo dello Stretto occupa il posto di coloro che hanno fatto grande le due ruote in azzurro come Coppi, Bartali, Gimondi e Pantani. Un campione umile e mai arrendevole, capace di colpi da campione, da “uomo solo al comando”, per citare la celeberrima frase di Mario Ferretti. Anche nelle sconfitte ha saputo essere esemplare, non colpevolizzando mai nessuno e prendendosi le proprie responsabilità,  riuscendo sempre a risalire sul sellino della sua bici per riscattarsi. Forte in discesa, temibile in salita, Nibali ha sempre ricoperto il ruolo di leader. Anche nell’ultimo Giro lo Squalo è arrivato quarto, un risultato mica male per chi ha deciso di smettere.

Della straordinaria carriera di Nibali vorrei ricordare tre vittorie, tre flash, quelle nelle quali all’estro e all’imprevedibilità ha saputo associare la capacità di leggere la tappa ed essere al posto giusto, nel momento giusto.

TAPPA 2 DEL TOUR DE FRANCE 2014 YORK – SHEFFIELD.

Nella tappa inglese, una gara che sembra una delle Classiche del Nord, Froome e Contador vengono sorpresi dalla mini fuga di Nibali, che a meno di 3 chilometri stacca il gruppo e precede di 2” Sagan. Una prodezza che gli vale la vittoria e la maglia gialla provvisoria, un presagio per quello che sarà il risultato finale di quella edizione, una vittoria italiana alla Grande Boucle sedici anni dopo Pantani.

19^TAPPA DEL GIRO D’ ITALIA 2016 PINEROLO – RISOUL

Con la vittoria a Risoul Nibali inizia a ribaltare le sorti di un giro che fino a quel momento l’aveva visto un po’ defilato e in grande difficoltà. Merito dell’impresa va dato anche al gran lavoro che fa il compianto Michele Scarponi durante tutto il corso della tappa. Sfrutta la caduta di Kruijswijk e inizia a rosicchiare secondi a Chaves, che stacca negli ultimi 5 km al secondo affondo. Il giorno dopo completa l’opera a Sant’Anna Vinadio strappando la maglia rosa al colombiano.

MILANO SANREMO 2018.

Dopo dodici anni un italiano riporta in Italia una delle classiche più affascinanti e antiche del ciclismo. Indovinate chi? Il nostro Nibali, naturalmente. A 7 km dall’arrivo compie un capolavoro simile a quello di Sheffield. Arriva da solo in Via Roma, resiste agli assalti degli avversari e festeggia in lacrime una vittoria leggendaria.


1 COMMENTO

  1. Verissimo,ho conosciuto Vincenzo da juniores in Toscana, militava nella Mastromarino, mio figlio nell’Aquila di Ponte a Ema (la squadra che fu’ di Gino Bartali) ho avuto modo di di apprezzare e “invidiare” Vincenzo fino da allora quando fu’ festeggiato per la vittoria al Tour a Mastromarino ho avuto l’occasione di salutarlo e chiedergli scusa per non averGli dato una borraccia in corsa, (la regola era “l’acqua si dà ai nostri ) ma vi posso assicurare che immediatamente dopo quel gesto mi pentii amaramente dì averlo fatto.anche in quella occasione Vincenzo mi ha dimostrato la sua sportività, spero, se avrà modo di leggere queste parole Vincenzo ricordi da allora sono stato e sarò sempre un suo tifoso e ammiratore, grazie Vincenzo per quello che ci hai dato Mario Casini

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