Il prodigioso talento giovanile del compositore austriaco

Celebrato, amato ed anche invidiato, Wolfgang Amadeus Mozart, nacque il 27 gennaio dell’anno 1756  a Salisburgo, precisamente nella “Casa Hagenauer”. Il padre, Leopold, che suonava per i principi di Salisburgo, ebbe ben sette figli da Anna Maria Walpurga; di questi solo due superarono l’età infantile: Wolfgang Amadeus, il più piccolo, e Maria Anna, la sorella maggiore, soprannominata ‘’Nannerl’’. Entrambi erano particolarmente portati per la musica e per tal motivo il padre abbandonò la propria carriera per poterli seguire. A Maria Anna, però, dall’età di 18 anni non fu più permesso di esibirsi.

Prima di addentrarci nella vita del noto compositore austriaco, è importante sottolineare che il suo vero nome non è Amadeus. In realtà Mozart è stato battezzato con i nomi Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus il giorno successivo alla nascita. Si è sempre fatto chiamare Wolfgang, divenuto Wolfgango durante il suo periodo in Italia. Successivamente Wolfgang rese latino, il nome greco Teofilo in Amadeus.

A soli quattro anni, il piccolo Mozart suonava il violino e il cembalo; la sua prima composizione arrivò circa due anni dopo. È curioso raccontare che il padre, per far svegliare il piccolo Mozart, suonava un brano non completandolo con l’ultima nota; in tal modo ‘’Wolferl’’, com’era soprannominato in famiglia, si alzava per terminarlo.

Nel 1762 Leopold iniziò a presentare i figli alle corti principesche europee. A soli sei anni, Wolfgang viaggiò per l’Europa Occidentale, giungendo, ad esempio, in Francia e nel Belpaese. All’età di otto anni Mozart fu messo alla prova da alcuni membri della Royal Society; il loro scopo era verificare se fosse veramente un bambino, oppure un adulto affetto da nanismo. Compresero che si trattasse di un bambino nel momento in cui Wolfgang, mentre suonava, si distrasse vedendo un gatto.

Seguirono gli studi salisburghesi; in questo periodo avviene la composizione della ‘’Finta semplice” (KV 51). Si tratta di un’importante opera teatrale del compositore, il quale, in età adulta, ricoprirà un rilevante ruolo anche nel mondo del teatro. In seguito vi saranno molteplici viaggi, tali da incidere negativamente sulla salute di Mozart, già non ottimale.

Sono da ricordare i suoi viaggi nel Belpaese; qui ebbe la possibilità di affinare la sua conoscenza in campo musicale. In questo periodo preparò con successo “Mitridate, re di Ponto” (KV 87) e “L’Ascanio in Alba” (KV 111). Nel 1773 la famiglia si trasferì nell’edificio che si trova nella Hannibalplatz, cioè nella Casa d’abitazione dei Mozart nell’odierna Makartplatz 8.

Tornò, poi, a Salisburgo, alla corte dell’arcivescovo Colloredo. Quest’ultimo, particolarmente iroso, era poco interessato alla musica e non aveva una grande stima di Wolfgang; difatti, gli permise di viaggiare spesso, piuttosto che trattenerlo maggiormente alla sua corte. Mozart viaggiò in varie località francesi e nella trasferta parigina, in quella che a breve sarebbe diventata la “Ville Lumiere”, accompagnato dalla madre, solita ad accompagnarlo, la poverina perse la vita, a causa di una febbre , un così detto “riscaldo interno”, secondo la terminologia dell’epoca. Il compositore austriaco aveva 22 anni.

Fu in questo periodo che si interfacciò, per la prima volta con insuccessi, in ambito professionale e sentimentale. Tornò quindi nella sua città natale molto amareggiato. Fu qui che avvenne la composizione della “Messa dell’Incoronazione’’ (K 317) e dell’opera “Idomeneo, re di Creta” (KV 366). Nel 1781 avvenne la prima esecuzione dell’”Idomeneo, re di Creta” (KV 366), a Monaco, e successivamente sorsero dissapori tra l’arcivescovo e Wolfgang. Si dissolse, dunque, il rapporto tra il compositore e l’arcivescovo. Con questa vicenda,  il musicista iniziò a liberarsi dalla subordinazione alla quale era costretto nella società del tempo. Tale processo sarà poi completato da Beethoven. Trasferitosi a

Vienna, qui fu artista, compositore di opere e insegnante. Nel 1782, contro il volere paterno, avvenne l’unione matrimoniale con Constanze Weber. I due viaggiarono a Salisburgo e Praga. Ebbero anche loro molti figli: sei. Di questi superarono l’età infantile solamente Karl Thomas e Franz Xaver Wolfgang. Gli ultimi anni della vita di Wolfgang sono stati i più proficui.

È da ricordare l’incontro con il librettista Da Ponte, in seguito al quale sarà realizzata la “trilogia italiana”, cioè “Le nozze di Figaro” (K 492), “Don Giovanni” (K 527) e “Così fan tutte” (K 588). Si tratta di grandiose opere teatrali. Seguì la composizione di altre due opere teatrali: il “Flauto magico” (KV 620) (eseguito per la prima volta nel 1791 nel Freihaustheater di Vienna), ritenuto l’inizio del teatro tedesco, e la “Clemenza di Tito”(KV 621) (eseguita per la prima volta nel 1791 a Praga), un tentativo del compositore di andare incontro ai gusti retrogradi del  pubblico. È anche da sottolineare il rilevante apporto del compositore tedesco alla musica strumentale.

Successivamente alla prima esecuzione del ‘’Flauto magico” (KV 620) nel Freihaustheater di Vienna, Mozart si ammalò. All’età di soli 35 anni, il 5 dicembre del 1791, a Vienna, quello che sarebbe diventato un mito per la musica di tutti i tempi venne a mancare.

Ad oggi risulta ancora complesso riuscire a determinare le cause della morte di Mozart. Il suo “Requiem” (KV 626) è rimasto incompiuto. Quest’opera, inizialmente commissionata per la commemorazione della morte di un nobile, è, invece, divenuta il Requiem della sua morte. Per via delle condizioni economiche non agiatissime, i resti furono tumulati in una fossa comune e mai più ritrovati.

Oggi, sia la casa natale del compositore, sia la casa di abitazione, rappresentano musei nei quali è possibile conoscere l’infanzia di colui che è stato giustamente definito ‘’un bambino prodigio’’. L’accostamento della K e dei numeri alle opere mozartiane è dovuto alla classificazione cronologica compiuta da Ludwig von Köchel nel suo catalogo, che è stato pubblicato dopo circa settant’anni  dalla morte del genio di Salisburgo.


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