L’Italia concede il bis

La quiete prima della tempesta, ma i segni della tempesta sono già ben visibili. L’astio e l’odio nei confronti degli Azzurri per il saluto romano saranno il leitmotiv di tutte le partite della nostra Nazionale. Il Wunderteam di Meisl e Sindelar si è disciolto, anzi potremmo ben dire annesso alla Germania nazista. In Spagna la guerra civile è un buon addestramento, ideologico e militare, per la grande campagna di morte che la Storia sta per mettere in atto. Segni, presagi, avvisaglie del tempo delle tenebre.

Ma parliamo di calcio giocato.

Si va nella terra del presidente della FIFA, Jules Rimet. L’assegnazione avviene durante le Olimpiadi di Berlino del 1936.

Niente alternanza Europa Sudamerica.

Gli argentini se la prendono e non partecipano, seguiti dagli uruguaiani, insperati alleati del boicottaggio. Mancano ancora gli inglesi, che si ritengono narcisisticamente i maestri e che sprecano l’ultima cartuccia della loro presunta superiorità. Li aspettano cocenti figuracce.

Poi ci sono le più forti: un buon Brasile, il classico blocco danubiano, le già qualificate Italia, campione del mondo, e Francia, paese ospitante. Ci sono ben quattro esordienti: le modeste Indie Olandesi, Cuba, Polonia, Norvegia. Si gioca in dieci stadi, tra cui il Vélodrome di Marsiglia, Il Parco dei Principi e lo Stadio della finale il Des Colombes, entrambi di Parigi.

Gli ottavi di finale vedono le eliminazioni a sorpresa di Germania, Austria (a tavolino perché mai giunta in Francia per ovvi motivi) Romania dal sorprendente Cuba. Il Brasile e la Polonia danno vita al match più bello della competizione : 6 a 5 per i brasiliani. L’Italia soffre contro la Norvegia, ma si impone per 2 a 1. Stesso esito per i francesi che superano per 3 a 1 i belgi. Passeggiata per i cecoslovacchi che battono l’Olanda 3 a 0.

I quarti sono una formalità per la Svezia che umilia Cuba per 8 a 0, mentre con una vittoria convincente gli ungheresi di Sàrosi liquidano la Svizzera. Più sofferta la vittoria del Brasile che è costretto al replay dalla Cecoslovacchia, dopo l’1 a 1. La ripetizione vede la vittoria della Seleçao per 2 a 1. Il programma dei quarti di finali vede inoltre l’incontro tra i padroni di casa e i campioni del mondo. Ambiente elettrizzante al Des Colombes, dove i francesi fischiano ripetutamente gli Azzurri che giocano con una maglia nera, allusione non troppo celata ai colori del fascismo. Italia avanti con Colaussi, Heisserer pareggia. Nella ripresa il bomber di razza Silvio Piola porta avanti la Nazionale e chiude i conti al 72′. I francesi sono costretti alla resa. Le semifinali mettono di fronte ungheresi contro svedesi e brasiliani contro italiani, per la prima volta contro ai mondiali, per quella che diverrà un classico. L’Ungheria schianta la Svezia per 5 a 1 e vola in finale. Più combattuta è l’altra semifinale che in realtà inizia sul treno che porta entrambe le compagini al Vélodrome. Gli italiani incrociano gli sguardi dei sudamericani che altezzosi e fieri attraversano gli scompartimenti dei Nostri. Una sfida anche psicologica. A parte questo, i brasiliani sono costretti a giocare senza il loro Diamante Nero, Leonidas, infortunato. La mancanza del giocatore del Flamengo sarà pesante. Nel primo tempo nessun lampo. Gol azzurri nella ripresa, ancora con Colaussi e l’infinito Meazza. All’87 il gol di Romeu dimezza le distanze per il Brasile. Italia finale contro gli ungheresi, a Parigi. I magiari sono tecnici e hanno un buon possesso palla. Per gli Azzurri una bella gatta da pelare.

Si gioca il 19 giugno alle 16.

Italia subito in vantaggio con Colaussi.

Vantaggio annullato da Titkos e dopo solo otto minuti siamo già sull’1 a 1.

Piola mette la freccia e Colaussi perfeziona il sorpasso: 3 a 1 a fine primo tempo. L’avvocato Sàrosi accorcia al 70′, riaprendo i giochi, ma Silvio Piola chiude i conti.

L’Italia bissa il successo di Roma, senza i dubbi di quattro anni prima, meritatamente. L’immagine di Pozzo con la coppa, attorniato dai suoi calciatori, è l’ ultimo atto della competizione, il coronamento di un’era ineguagliabile per il nostro calcio. Un ciclo destinato a terminare a causa dei turbamenti e delle dinamiche della politica internazionale.

Solo un anno dopo, i presagi lasciano spazio alla dura realtà di un conflitto terribile e disumano che porta il mondo sull’orlo del baratro.

È l’inizio della tempesta.

CAPOCANNONIERE : LEONIDAS (BRASILE)                7 RETI

CLASSIFICA FINALE

  1. ITALIA
  2. UNGHERIA
  3. BRASILE
  4. SVEZIA

Nella finalina vittoria del Brasile per 4 a 2 sulla Svezia.


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