Palestine 2009. Israel's Wall in Bethlehem, West Bank.

Annuncio shock da Tel Aviv: nel giorno della memoria il governo di Israele approva la costruzione di altri 153 edifici a Gilo, una colonia illegale che ha occupato il suolo di Betlemme, in Palestina

Lo ha reso noto Nena news, testata specializzata nelle questioni mediorientali. Si legge nell’articolo pubblicato stamattina a cura della redazione: «Dopo le 566 abitazioni per coloni a Gerusalemme Est, dopo le 2.500 unità abitative negli insediamenti in Cisgiordania, ieri il vice sindaco di Gerusalemme, Meir Turgeman, ha fatto sapere che le autorità di Tel Aviv hanno dato il via libera alla costruzione di altre 153 case nella colonia di Gilo, tra la Città Santa e Betlemme».

E non è tutto. Il governo israeliano ha annunciato anche che nei prossimi giorni migliaia di permessi per costrurire verranno rilasciati a cittadini israeliani per realizzare fino a 11.000 abitazioni nei Territori Occupati, in barba a tutte le risoluzioni ONU che hanno dichiarato illegali le colonie e che impongono a Israele lo stop immediato nell’espansione delle colonie per avviare un reale processo di paese. Basti pensare che nella sola Gerusalemme Est, destinata a essere capitale della Palestina, sono circa 350.000 i coloni insediati, a cui bisogna aggiungere le centinaia di migliaia di coloni che risiedono in centinaia di colonie illegali in Palestina.

Non c’è che dire. Un bel modo per rendere memoria alle vittime della Shoah. Annunciare la morte del processo di pace, approvando la costruzione di nuovi edifici di una colonia illegale, quella di Gilo, sul territorio di Betlemme, e proprio nella giornata di oggi, quella dedicata alla Shoah.

Poco conta, a quanto pare, che gli stessi reduci della Shoah abbiano più volte proclamato: “Not in my name: non continuate a perpetrare la Nakba in nome della Shoah”, arrivando addirittura a pubblicare una lettera a pagamento sul New York Times per prendere le distanze dal genocidio dei Palestinesi. La Shoah fa notizia e legittima qualsiasi azione del governo israeliano, la Nakba non se la fila nessuno. A proposito: quanti conoscono questo nome, Nakba?


Fontehttps://flic.kr/p/dxNCMf
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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...