“Quando l’ultimo giorno di scuola, dell’ultimo anno di liceo, suona la campanella dell’ultima ora, tu sei convinto che quello sia l’ultimo secondo della tua adolescenza” (Notte prima degli esami)

Suona la campanella: ultima ora, ultimo giorno, ultimo anno. I cinque anni appena trascorsi diventano improvvisamente un’immagine, un videoclip che parte nella tua testa sulla base di quella canzone che per sempre ti ricorderà gli anni e i momenti trascorsi tra i banchi di scuola.
Lo sappiamo tutti cosa si prova. Lo saprai presto anche tu, caro maturando, quel che si prova a chiudere un capitolo di vita così importante. Un capitolo che potrai rileggere ogni volta che vorrai, sfogliando i ricordi della gita del terzo anno, dell’interrogazione a tappeto quel giorno che nessuno aveva studiato, dell’assemblea di istituto, del bel voto preso al compito di italiano, dei pomeriggi di studio intenso prima dell’ultima interrogazione.

Portali con te, tutti questi momenti. Portali con te, quando siederai per l’ultima volta a quel banco e scriverai il tema, l’analisi del testo, il saggio breve. Portali con te quando sosterrai la prova di matematica e quella di inglese. Portali con te quando, davanti alla commissione, discuterai la tua tesina. Portali con te, quando parlerai di te.

Caro maturando, non avere paura. Lasciati ispirare. Dai il meglio di te.

È una prova importante, questa. Ma è importante PER TE. Non per i professori che ti daranno un voto. Non per gli amici e i conoscenti che ti chiederanno come è andata. Non per il te studente che deve concludere un percorso. È importante per Te, che sei una Persona, che ti emozioni, che vivi.

Domani, non importerà a nessuno il voto che hai preso. O forse sì, importerà a qualcuno. Ma tu non sei un voto, non sei un numero. Sei il percorso che hai fatto, la strada che stai per intraprendere. Sei le persone che hai incontrato, gli ostacoli che hai superato, le piccole battaglie che hai vinto con te stesso. Sei i limiti che hai scoperto di avere, sei il talento che stai imparando a custodire. Sei quello che in questi anni hai imparato. Sei le passioni che coltivi. Sei chi hai deciso di essere.

Domani, ricorderai la maturità come un’esperienza, una delle tante. Ricorderai l’ansia, la fatica, i momenti in cui pensavi di non farcela. Ricorderai la tranquillità. Ricorderai che l’estate ti sembrava così lontana.

Domani, forse dimenticherai quasi tutto del libro di letteratura e di matematica. Ma ricorderai l’amore di Dante per Beatrice e la passione che travolse Paolo e Francesca. Ricorderai che il Grande Fratello non è solo un programma TV e che “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Ricorderai che si può essere “uno, nessuno e centomila” e che per due punti passa una e una sola retta.

Domani, ricorderai la soddisfazione di avercela fatta da solo, con le tue forze, indipendentemente dal risultato. Ricorderai il cammino verso la meta, più che la meta stessa.

Allora, caro maturando, va’ a prenderti ciò che ti spetta.
Dimostra a te stesso che ce la puoi fare.
Lascia che i tuoi occhi raccontino i tuoi sogni, che le tue parole rapiscano chi ti ascolta.
Sii sicuro di te.

Ricordati chi sei e raccontalo al mondo. E ricordalo a te.
Te lo devi.

Buona vita!


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Carmen Palma
Le nuvole sono il posto preferito della mia testa, ma i miei piedi sono ben ancorati alla terra. Sono una sognatrice razionale, osservo il mondo e provo a raccontarlo. Mi lascio ispirare dalla vita, attraversare dalla bellezza, emozionare dalla musica, sostenere dalla fede. Mi impegno a prendere da tutto il meglio, per donarlo a mia volta. Credo nell'amore, nelle emozioni, negli sguardi e nei sorrisi. Sono una, nessuna e centomila. Ma sono sempre Carmen. Carmen e basta.

2 COMMENTI

  1. Ho letto l’articolo Caro maturando, e penso che sia realista e comunichi la freschezza dei pensieri e paure di quegli anni, supportati con ottimi consigli per togliere ogni timore. Suggerisco di apporlo in bacheca a scuola, di modo che possa essere letto da tutti i futuri Cari maturandi. Buona giornata

  2. L’articolo ha stimolato i miei ricordi.
    L’ultimo mio giorno, ricordo che pensai:”mamma mia sono passati 5 anni, ma come li ho vissuti?”.
    Mi é rimasto ben poco di quegli anni, nel senso che avrei voluto…mi é mancato, a pensarci bene, una relazione piu umana con i docenti che ricordo solo.come tali e non come uomini e donne che ti formano come persona…avrei voluto sapere piu di loro e soprattutto avrei voluto raccontare piu di me…ecco questo sicuramente mi é mancato, l’essere ascoltato!

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