L’espansione della lingua d’oltremanica, tra le resistenze degli idiomi locali

Alla domanda su quale lingua sia parlata nel Regno Unito è facile per chiunque rispondere: “Ovvio, è l’inglese’’.

Eppure, qualsiasi turista che percorra le strade della Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord – per non parlare della Repubblica d’Irlanda -, oltre alla guida a sinistra, scopre che in alcune regioni i segnali stradali sono in altre lingue, oltre a quella autoctona. Questo perché, in alcune parti del Regno Unito, altre lingue sono parlate, in aggiunta all’inglese: il gallese in Galles, il gaelico scozzese e lo scozzese in Scozia, il gaelico irlandese in Irlanda. Tutte queste lingue (ad eccezione dello scozzese) derivano dagli idiomi, per lo più celtici, parlati dai primi abitanti delle Isole Britanniche prima della conquista romana d’oltremanica. Secondo il censimento del 2011, l’inglese è parlato approssimativamente da circa 60 milioni di persone, oltre i tre anni (98 per cento della popolazione). Il gallese è parlato da circa 560 mila, prevalentemente in Galles (meno dell’1% della popolazione) dove questa è anche lingua ufficiale. Superiore, è, invece il numero delle persone che parlano lo scozzese, circa 1,2 milioni di persone prevalentemente in Scozia (meno del 2% della popolazione), sebbene sia questa lingua, a differenza del gaelico scozzese, a volte, considerata semplicemente una variante dell’inglese standard. Dal secondo conflitto mondiale, inoltre, ci sono molte lingue immigrate nel Regno Unito, principalmente dall’Asia meridionale –dai vecchi possedimenti coloniali- e dall’Europa orientale (il polacco è la prima di queste lingue immigrate, con poco più di mezzo milione di individui che lo parlano), principalmente all’interno delle città. Potremmo anche esaminare la questione di che tipo di lingua sia parlata nel Regno Unito, o meglio, come l’inglese sia parlato nel mondo. La lingua inglese è generalmente considerata in larga misura un germanico, cioè una lingua derivata da questo ceppo. Ma è sufficiente sfogliare qualsiasi dizionario di lingua inglese, per rendersi conto che metà delle parole ivi contenute sono, invece, di origine latina.

Basti pensare al fatto che attualmente, nelle scuole italiane, si studi la lingua, la cultura e la letteratura inglese, e facendo ciò ci si rende conto che è presente un notevole numero di latinismi, che si differenziano dalle parole derivanti dal ceppo germanico. In pratica, è più semplice descrivere l’idioma inglese come una lingua dal suono germanico che ha un vocabolario latino.

Nel corso dei secoli, inoltre, in seguito all’espansione coloniale dell’Inghilterra, la lingua inglese si spostò dalle Isole britanniche ad altre parti del mondo.  Oggi l’inglese è parlato come prima lingua da diverse centinaia di milioni di persone in paesi lontani e diversi come il Canada e l’Australia, il Sudafrica e le Indie occidentali.  Ci sono molte differenze nell’ortografia, pronuncia e fraseologia all’interno di queste varietà di lingua inglese, anche se, principalmente, questa rimane la stessa.  Più recentemente, l’inglese è diventata la lingua della comunicazione, degli affari e dell’intrattenimento (basti pensare a canzoni, film e fiction) in tutto il mondo e questo ha portato alla formazione di una sorta di “inglese internazionale” usato da persone madrelingua.

Quindi, senza ombra di dubbio, possiamo oggi parlare della lingua inglese come la migliore modalità di comunicazione, fungente da massimo comune denominatore per persone di differenti etnie.


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Francesco Maria Cassano
Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di belle ragazze e di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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