Una proposta concreta del connubio tra Dirittto e Azione pastorale nella Chiesa

Recentemente è stato pubblicato, dall’Urbaniana University Press, un poderoso e ben documentato lavoro dal titolo: “L’indagine pregiudiziale o pastorale alla luce del m. p. Mitis Iudex Dominus Iesus. Applicazioni nelle diocesi della Puglia”, frutto di una ricerca dottorale di don Emanuele Tupputi. L’opera si suddivide in tre capitoli, preceduti da una introduzione generale e da una prefazione di p. Luigi Sabbarese in cui si sottolinea il tentativo dell’Autore di “operare una sutura che risponda bene all’idea di connubio tra Diritto e Azione pastorale nella Chiesa”.

Il primo capitolo “Contesto e natura dell’indagine pregiudiziale o pastorale” inizia con la definizione di “Il contesto remoto”, cioè sottolinea quanto la Chiesa nel tempo ha voluto velocizzare la procedura per accertare la validità o meno del matrimonio sacramento. Il tutto, però, coniugando la dimensione giuridica con quella pastorale per tutelare la salus animarum. Le due dimensioni (giuridica e pastorale) devono integrarsi per raggiungere l’accertamento della verità.

Nel prosieguo del capitolo l’Autore sottolinea i processi della pastorale della prossimità e della celerità del processo, questioni cardine della riforma operata dal Pontefice con il m.p. MIDI. Infatti, l’Autore cita alcune delle Allocuzioni papali alla Rota Romana dalle quali si percepisce quanto la Chiesa abbia dato sempre valore all’aspetto non solo giuridico dei Tribunali ecclesiastici, ma anche pastorale, in modo da renderli più prossimi soprattutto a quei fedeli che hanno vissuto il “lutto” del matrimonio fallito. Il secondo paragrafo è “Il contesto prossimo”, cioè la preparazione della causa a seguito dell’indagine pregiudiziale. L’Autore conclude il capitolo sottolineando che l’indagine sia essa pregiudiziale o pastorale deve essere sempre un’opera di giustizia e di verità nei singoli casi.

Nel secondo capitolo “Svolgimento di un’adeguata indagine pregiudiziale o pastorale”, don Emanuele Tupputi entra nel vivo dello studio, oggetto di questo volume, iniziando a parlare della struttura dell’indagine che si divide in dimensione parrocchiale e dimensione diocesana. L’Autore riferendosi alle Regole Procedurali del m.p. MIDI elenca e specifica i compiti dei “soggetti dell’indagine”: il Vescovo diocesano, il parroco e le persone ritenute idonee dal Vescovo diocesano. Subito dopo descrive la “Modalità e sviluppo dell’indagine” e “le finalità e gli esiti dell’indagine”, l’accertamento della verità, l’accompagnamento di situazioni irregolari e la redazione del libello introduttorio di causa con le varie spiegazioni tecniche in base alla tipologia di processo che si intende intraprendere.

Il terzo capitolo dell’interessantissimo volume è intitolato “Per una rinnovata pastorale giudiziale – applicazioni pratiche”. Con quest’ultimo capitolo l’Autore entra nell’aspetto più concreto della pastorale pregiudiziale, infatti descrive l’origine e le finalità della struttura stabile dell’Arcidiocesi  di Trani-Barletta-Bisceglie che, in qualità di Responsabile, definisce come un “servizio-ponte tra la pastorale dell’accompagnamento delle situazioni coniugali difficili e l’operato dei tribunali ecclesiastici” (p. 153). Dopo aver illustrato il percorso e le prospettive di tale ufficio, l’Autore descrive il Vademecum per l’indagine pregiudiziale o pastorale che deve essere inteso come una guida pastorale e giuridica utile per aiutare a dare unità e criteri chiari nell’armonizzare le diverse competenze e livelli di consulenza.

L’Autore, poi, spiega i vari esempi di indagine pregiudiziale in altre diocesi della Puglia, iniziando dall’azione pastorale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Pugliese (TERP) fino a descrivere le varie modalità di consulenza pregiudiziale presenti in ogni diocesi della regione. Chiude questo terzo capitolo con la proposta di un Servizio giuridico – pastorale regionale/interdiocesano indicando in maniera approfondita i possibili modi per la costituzione di tale servizio. Il volume, inoltre, è corredato di una bibliografia molto ricca. Leggendo l’opera si nota con quanta passione e profonda convinzione don Emanuele Tupputi l’abbia scritta, quanto egli tenga al Progetto giuridico – pastorale, soprattutto quanto abbia a cuore la “salus animarum” dei fedeli che hanno dovuto vivere e/o subire una separazione. Spero che in quest’anno dedicato all’Amoris laetitia, la Pastorale familiare possa svilupparsi in modo significativo e costante, seguendo anche i suggerimenti di don Emanuele.

Dott. Vito Colaianni, Canonista e Notaio del TERP

 

Per ulteriori informazioni sull’opera di don Emanuele Tupputi si rinvia al seguente link:

https://www.urbaniana.press/catalogo/lindagine-pregiudiziale-o-pastorale-alla-luce-del-mp-mitis-iudex-dominus-iesus/6657?path=catalogo

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Emanuele Tupputi (1978), sacerdote barlettano, dopo aver conseguito il Baccellierato in Teologia, la licenza in Diritto Canonico e diploma in Giurisprudenza rotale presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma, ha conseguito il dottorato in Diritto canonico presso la Pontificia Università Urbaniana (Città del Vaticano). In diocesi è Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico, Responsabile del Servizio per l’accoglienza dei fedeli separati e membro del Consiglio Presbiterale, è anche giudice presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Pugliese. La sua attività e i suoi studi sono rivolti all’ambito matrimoniale, sia dal punto di vista canonico che da quello pastorale. È autore di diversi articoli in riviste scientifiche. Ha pubblicato: Vademecum per la consulenza nella fragilità matrimoniale. Una guida per canonisti, sacerdoti e operatori di pastorale familiare (2019 – Ed. Rotas); Indicazioni di Amoris Laetitia per le situazioni di fragilità. Accompagnare, discernere e integrare (2021 – Ed. Rotas).


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