Pinuccio Sciola suona le pietre

C’era una volta un piccolo punto nello Spazio che conteneva in sé tutta la materia e anche la non-materia esistente a quel tempo e quale fosse questo tempo non mi è possibile definire; alcuni dicono che sia talmente lontano da noi da contenere, allineati, tutti i granelli di sabbia presenti in un sistema infinito di Mondi…

Be’, credo che tutti conosciate questa storia e quella, secondo cui, Tutto ha avuto origine da quel tempo e da quel puntino che continuava ad aspirare ciò che si trovava nei suoi paraggi fintanto che, satollo di materia e di non-materia, esplose.

Da quel grande “Bang” hanno avuto origine, prima il fuoco, poi l’acqua, l’aria e infine le rocce e, per ultimi, gli esseri viventi.

Da quel momento si è cominciato a parcellizzare; abbiamo preso a dividere, classificare secondo analogie e differenze, a creare ordini di importanza. In quasi tutti i discorsi ed in ogni ambito esiste un Noi contrapposto ad Altri e caratteristiche distintive che separano.

Esiste il Mondo degli esseri Senzienti, a cui ci fregiamo di appartenere, e quello degli esseri Non Senzienti, che a ragion nostra, occupa una posizione subalterna.

E già, perché avere un intelletto ce lo avrà pure un suo peso o no? Ci abbiamo messo 3,5 miliardi di anni per iniziare a “vivere”, la maggior parte dei quali impiegati per passare da una forma microscopica alla più alta espressione di Vita attualmente esistente e vuoi che questo non ci dia il diritto di considerarci in una posizione di supremazia rispetto all’Altro?

Siamo Umani, perdinci …ce lo siamo guadagnato!

Poi un giorno vieni a conoscenza di una storia e comprendi che questo senso di superiorità è una “comoda” illusione, che qualcosa di straordinario unisce Tutto ciò che ha avuto origine da quel puntino e dalla sua esplosione.

Ve la racconto, la storia; vediamo se colpisce anche voi.

Ripartiamo!

C’era una volta, nel Sud dell’isola di Sardegna, un paese di poche migliaia di anime, dedite per lo più all’arte antica della coltura della terra.

Tra quella gente crebbe un giovane fanciullo che, sin dalla giovane età, sviluppò un “anomalo amore” per la terra; laddove gli altri si industriavano per far sì che essa producesse frutti e portasse ricchezza, lui aveva occhi che la oltrepassavano e giungevano all’essenza della Materia di cui era costituita per trarne bellezza.

Si chiamava Pinuccio Sciola. Divenne uno scultore. Visse tra la gente, viaggiò, si formò, osservando e sperimentando attraverso le sue infinite capacità di Essere Senziente e la sua naturale propensione all’Arte.

Innumerevoli sono le esperienze che hanno contraddistinto il suo percorso artistico animato sempre da un vivido spirito di ricerca.

Michelangelo interrogava i suoi pezzi di marmo, Sciola riuscì a far cantare le sue pietre.

Incideva le rocce con tagli paralleli e quando terminava la sua opera prendeva a sfiorarle. Al tocco della sua mano   queste entravano in risonanza con la vibrazione provocata dallo sfioramento e cominciavano a vibrare esse stesse. Le rocce “ cantavano” e la loro voce raccontava la storia della loro nascita.

Il basalto, di origine vulcanica, vibrava vigorosa e sprigionava il calore del fuoco da cui proveniva, la potenza di quella colata incandescente che sorgeva dal cuore della Terra.

Il calcare, generatosi dal lento gocciolio dell’acqua all’interno del ventre terrestre, trillava allegro e vivace, portando con sé l’immagine del delicato fluire di un fiume.

Le Pietre Sonore di Sciola dimostrano l’esistenza di una Memoria che accomuna Esseri Senzienti ed Esseri Non Senzienti, riportandoci all’Uno da cui Tutto si è originato.

Un po’ come dire che siamo fratelli e a pensarci bene non era in questi termini che S. Francesco definiva il rapporto con gli elementi della Natura?

Che buffo, ci evolviamo, diventiamo sempre più tecnologici, sviluppiamo conoscenze e finiamo con il dimenticare la verità più semplice: siamo un Unicum variegato in cui, invisibili fili, tengono legate le varie parti del Tutto. Urge rivedere i termini della relazione tra Noi e l’Ambiente; se una delle parti cede, cede anche l’altra. Chiaro?

In un momento drammatico come quello che stiamo vivendo mi piace pensare che le Pietre Sonore possano cantare per ricordarcela, questa fratellanza; per ricordare a noi Esseri Senzienti che siamo i figli minori, dopotutto.


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Sono Paola Colarossi, Insegno matematica e scienze presso un Istituto comprensivo di Andria e mi piace scrivere... Dal 2005 al 2009 ho collaborato, in qualità di redattrice dell’ambito scientifico, alla stesura di “Eirene” foglio di ricerca e cultura della pace, una pubblicazione periodica promossa dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Andria, in collaborazione con la Sezione di Pedagogia Interculturale dell’Università di Bari. Dal 2010 al 2012 , sempre con la stessa qualifica ho collaborato con la rivista “Scuola e Didattica”, editrice La Scuola, Brescia. Poi il grande salto... Nel 2012 ho scritto il mio primo libro “ E’ solo questione di tempo. La mia vita, una favola” edito da Etet, Andria , pubblicato nel 2014 e da allora gestisco una pagina facebook a mio nome all’indirizzo https://www.facebook.com/paolacolarossiHo partecipato all’edizione 2014 di “Libri nel Borgo Antico, conversazioni con gli autori nelle piazze del centro storico”, manifestazione pubblica del Comune di Bisceglie. E adesso...eccomi qua!