L'arte e la cultura abcasa in Italia

Quando morì nel 1960, nel piccolo villaggio di Agudsera, Dmitriy Gulia non avrebbe mai immaginato che un giorno il suo nome sarebbe arrivato in Italia, nel Paese da cui provenivano tutti i poeti e gli scrittori che aveva sognato di imitare con le sue poesie.

Oggi però, grazie all’impegno di chi come Dmitriy Gulia si batte per un mondo senza odi e ingiustizie, un Istituto Abcaso di Cultura  porta il suo nome.

Quello inaugurato a Roma, il 17 giugno scorso, è il primo Istituto abcaso di cultura in Italia e nel mondo, la millenaria cultura abcasa è sbarcata fuori dai confini caucasici, “Sotto il cielo di qualcun altro”, come il titolo del romanzo più famoso di Gulia.

L’inaugurazione dell’Istituto è avvenuta alla presenza dei più alti vertici del Ministero degli Affari Esteri abcaso, ossia il ministro Dott. Viacheslav Chirikba, del viceministro Dott. Kan Taniya e del Dott. Tengiz Tarba, capo ufficio dell’informazione del MAE di Abcasia.

L’Istituto ha sede in via Degli Scipioni 268/A, a poche centinaia di metri da Piazza del Popolo. In occasione dell’inaugurazione dell’Istituto Abcaso di Cultura, sono stati presentati anche l’Associazione “Europa-Abcasia” e la rivista trimestrale “l’Abcasia Oggi”.

L’evento si deve all’intraprendenza e alla forza di volontà di Vito Grittani che da anni con il suo Osservatorio Diplomatico Internazionale si occupa di diplomazia. Dopo aver aiutato negli anni a ridosso dell’indipendenza il Kosovo, oggi il Sig. Grittani si impegna, a titolo gratuito, a far conoscere la causa abcasa e la voglia di libertà di quel popolo.

All’inaugurazione dell’Istituto Abcaso di Cultura intitolto a Dmitriy Gulia erano presenti anche i rappresentanti del Corpo Diplomatico della Federazione Russa e della Repubblica Bolivariana del Venezuela, accreditati nella Repubblica Italiana e Santa Sede.

I diplomatici sono intervenuti in rappresentanza degli Stati che hanno riconosciuto l’Abcasia come Repubblica sovrana ed indipendente.

L’Abcasia ha dichiarato la propria indipendenza dalla Georgia nel 1992, dopo di che la Georgia ha iniziato una guerra sanguinosa contro il Popolo Abcaso (1992-1993). Al termine della guerra l’Abcasia ha adottato nel 1994 la Costituzione secondo la quale lo Stato si dichiarava sovrano, indipendente e di diritto.

L’Istituto Abcaso di Cultura rappresenta una svolta per la giovane (nella storia contemporanea) Repubblica e per la sua millenaria cultura che già da secoli ha importanti collegamenti con l’Italia.

Attualmente è riconosciuta quale stato sovrano da sei Stati-membri dell’ONU quali sono: Russia, Nicaragua, Venezuela, Nauru, Tuvalu e Vanuatu.

Fonti storiche documentano, già dai tempi dell’Impero Romano, molti scambi commerciali con il paese caucasico, senza contare i molti mercanti delle Repubbliche marinare, provenienti soprattutto dalla Liguria, passati dall’Abcasia durante il Medioevo.

Nei giorni precedenti l’inaugurazione dell’ Istituto Abcaso di Cultura, una delegazione del Ministero degli Affari Esteri abcaso, composta dal viceministro Kan Taniya e da una rappresentanza dell’Associazione “Europa-Abcasia”, è stato in Piazza San Pietro per l’udienza generale del Santo Padre Papa Francesco.

Le radici cristiane dell’Abcasia sono una parte importante della sua storia. Il Cristianesimo in quella parte del Caucaso è arrivato ufficialmente nel VI secolo d.C., ma secondo alcuni  la religione cristiana è arrivata molto prima, se è vero che il Oaese fu evangelizzato già nel I sec. d.C. grazie agli Apostoli Simone Cananeo Zelota e Andrea denominato secondo la tradizione ortodossa il Primo chiamato.

Ma se, religione a parte, è la lingua che fa una nazione, tornando al nostro poeta, è a lui, a Dmitriy Gulia che si devono le prime traduzioni in abcaso del Nuovo Testamento.

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