
Forse Salvini dovrebbe imparare dalle uniche persone che si sono comportate con calma e ragionevolezza, nel fatto terribile di Lanciano: le vittime
Caro Direttore,
il fatto terribile di Lanciano, le vittime di una rapina massacrate da una banda di “belve”, ci risuona da giorni in casa come l’allarme del “non se ne può più “. I poliziotti accolti dalla folla inferocita, come le “belve”, al grido di “sbatteteli in galera e buttate le chiavi del carcere”. Con il ministro di Polizia, il terribile Salvini che ripete, come la folla, “dovranno marcire in galera”, perché le “belve” hanno l’aggravante di essere rumene, almeno tre delle quattro o cinque, numero ancora incerto. Ora il terribile fatto di Lanciano rientra perfettamente nel disegno di Salvini, e di Di Maio. Inasprire il più possibile il clima, nel momento in cui non riescono a fare la Manovra del popolo che soddisfi le opulente promesse elettorali. Non pensioni, ma pistole per tutti.
Ma non è questo il punto. Il punto che mi preoccupa, e che dovrebbe preoccupare gli italiani, è che il ministro di Polizia, detto il Truce, parli come una “belva”, scordandosi artatamente di essere il ministro competente a mantenere ordine e ragionevolezza proprio nei momenti difficili; a rassicurare la gente che sarà fatta giustizia secondo la legge e lo Stato di diritto; a mantenere la calma istituzionale necessaria per rassicurare il Paese sulla forza tranquilla delle istituzioni. Ma Salvini non solo se ne fotte del ruolo che ricopre, anzi non vede l’ora di buttare benzina sul fuoco, per essere allo stesso tempo incendiario e pompiere, padre tenero di figli e altre scemenze varie. Lo stile è quello dei regimi fascisti. Aizzare la folla per accrescere il consenso e il diritto a stracciare le regole a favore della propaganda di regime. Disegno lucido, al quale sarebbe meglio non abboccare, anche per il ministro. Perché il popolo aizzato contro “le belve” poi allestisce anche piazzale Loreto o teatri simili. È lo stesso che butta le chiavi delle carceri.
Forse Salvini dovrebbe imparare dalle uniche persone che si sono comportate con calma e ragionevolezza, nel fatto terribile di Lanciano. Le vittime. Il medico e sua moglie, maschere di dolore e di tortura, hanno cristianamente perdonato gli aggressori, hanno chiesto che la giustizia sia giusta. Se il perdono è una rispettabilissima scelta personale, la civiltà non era scontata. Le vittime hanno fatto una lezione alla folla inferocita e al ministro di Polizia, il quale non ne trarrà giovamento, perché il cervello non serve ai Sovranisti, a loro basta la pancia. La chiave del cervello, l’hanno buttata da quel dì.




























Condivido e apprezzo tutto l’articolo.
Io pongo un’altra domanda invece: …e se le chiavi le avessimo “buttate” da subito tutto ciò sarebbe successo ancora e ancora e ancora?… Non è populismo il mio ma solo un interrogativo posto alla stessa stregua e con lo stesso spririto dialettico che vi anima.