Da Canterbury a Gerusalemme, tanti i pellegrini che hanno percorso questa antica strada che attraversava anche i nostri territori

Sentire parlare della Via Francigena significa andare indietro nel tempo, quando, nel medioevo, i pellegrini percorrevano questa famosa strada da Canterbury per giungere a Gerusalemme, la città tre volte santa (non solo per noi cristiani). All’incirca 2000 km attraverso l’Inghilterra, la Francia, la Svizzera e l’Italia, percorsi dagli antichi passi dei fedeli che camminavano verso le grandi mete quali Roma, Santiago di Compostela o, appunto, la Città Santa per antonomasia.

Prima di imbacarsi dai porti pugliesi, era necessario attraversare questa parte della penisola italiana, magari dopo aver fatto visita al Santuario di Monte Sant’Angelo, dove era d’obbligo una lunga sosta per i pellegrini per pregare sul luogo che evocava l’apparizione dell’Arcangelo.

Ebbene molte città della Puglia erano tappe di questa antica via, tanto da essere menzionate in libri e ricerche storiche. Per non disperdere il valore e la storia di questa via e per riuscire a darne nuovo slancio turistico e culturale, nel 2001 è stata creata l’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF).

Nel 2019 la Regione Puglia, con un proprio progetto, ha voluto prendere parte all’Associazione Europea della Via Francigena, a seguito del riconoscimento, da parte del Consiglio d’Europa, del prolungamento della stessa fino a Santa Maria di Leuca. In qualità di soggetto abilitato ufficialmente dal Consiglio d’Europa, l’AEVF dialoga con istituzioni europee, regioni, collettività locali per promuovere i valori dei cammini e dei pellegrinaggi, partendo dallo sviluppo sostenibile dei territori attraverso un approccio culturale, identitario, turistico.

Molte sono state, ad oggi, le comunità quali le città di Trani, Corato, Barletta e Canosa di Puglia che hanno aderito a questa iniziativa, che ha tra i suoi obiettivi quello di praticare un turismo culturale lento e sostenibile, così da permettere di visitare paesi di piccole e medie dimensioni, ricchi di storia e tradizioni, molto spesso lontani dai maggiori circuiti turistici. In tale maniera, si intendono coinvolgere associazioni locali, volontari, comuni, regioni, università, organizzazioni professionali in forme di gestione partecipata e condivisa, mediante rapporti di collaborazione e partnerariato tra soggetti attuatori pubblici e privati.

La città di Canosa di Puglia, ha ben due tappe che la riguardano. Sono la n. 24 (Cerignola – Canosa di Puglia) e la n. 25 (Canosa di Puglia – Andria). Esse rappresentano un importante riferimento, sia per la storia culturale della città di Canosa e le caratteristiche del suo paesaggio, sia come snodo turistico, specie in considerazione del grande rilievo che stanno assumendo oggi la mobilità lenta e il turismo spirituale.

Ebbene, alla luce di tali importanti risultanze, nei mesi scorsi, alcuni cittadini hanno pensato di creare un’associazione di riferimento sul territorio. Si è così costituita ufficialmente l’Associazione Via Francigena di Canosa di Puglia (VFC), che comprende 11 soci fondatori. Ne fanno parte, in qualità di Presidente, Rosa Anna Asselta, di Vice Presidente, Don Carmine Catalano, di Tesoriere, Fabio Farfalla, di Segretario, Elena Azzolini, e quali soci: Marilena Cappelletti, Luciana Fredella, Domenico Farfalla, Rosalba Lamanuzzi, Cinzia Mansi, Elia Marro e Paola Scaringella, tutti espressione di professionalità differenti.

L’Associazione, come risulta dallo Statuto, si propone di:

  • promuovere, valorizzare e tutelare la Via Francigena del Sud – Via Appia Traiana, con particolare attenzione al tratto che lambisce i territori di Canosa di Puglia, confinanti a nord con Cerignola (FG) e a sud con Andria (BT), nonché i sentieri/percorsi di particolare interesse storico-artistico-ambientale percorribili a piedi o in bicicletta nei dintorni della Via Francigena Appia Traiana;
  • contribuire allo sviluppo e alla promozione della Cultura del Cammino, del Turismo Lento e dei suoi valori; di diffondere, sostenere e condividere i valori del Cammino, creando una rete sociale di Cittadini, Pellegrini e Viandanti per contribuire allo sviluppo Sociale, Culturale ed Economico dei territori attraversati dalla Via Francigena del Sud – Via Appia Traiana.

“L’Associazione – come riferisce il Presidente Rosa Anna Asseltaesprime la volontà, se non la necessità, di collaborare con gli Enti Pubblici, in primis il Comune di Canosa di Puglia (al quale ha già chiesto un incontro) e poi con tutto il mondo associazionistico, al fine di raggiungere una finalità comune, quella del maggiore sviluppo dell’economia locale come proiezione della singolarità del territorio e della cultura che esprime la nostra città. L’Associazione Via Francigena non vuole prevaricare, né contrastare il ruolo delle altre realtà associative; anzi, vuole essere, una ulteriore opportunità per il perseguimento di intenti univoci, pur nella propria specificità.”

“Ritengo pertanto che una pluralità di pensieri, visioni ed azioni rivolti verso un unico obiettivo possa costituire una forza per una comunità”.

“La nascita dell’Associazione Via Francigena di Canosa – sottolinea il Direttore del Dipartimento Turismo e Cultura della Regione Puglia, nonché Vice Presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, Aldo Patruno– è l’ulteriore conferma dell’importanza di aver puntato sui Cammini e sugli itinerari culturali nella strategia della Puglia quale destinazione turistico-culturale di eccellenza. Quando i cittadini si riuniscono e si associano in nome di un grande progetto culturale, vuol dire che si è centrato l’obiettivo. Quando questo accade anche a Canosa di Puglia, centro nevralgico, non solo del tracciato della Via Francigena nel Sud, ma dell’intero sistema storico-archeologico pugliese, meridionale e nazionale, la soddisfazione e l’impatto socio-culturale sono ancora più grandi. La nascita diffusa sul Territorio di Comitati e Associazioni è un viatico straordinariamente importante per lo sviluppo della Via Francigena al Sud e di una idea diversa di Turismo – lento, dolce, esperienziale – che, nel Mondo post-COVID che ci attende, risulterà essenziale per il rilancio e il “rinascimento” della nostra Terra”.

Occorre costruire un nuovo modello di ospitalità incentrato su ostelli e pilgrim center a cui abbiamo dedicato alcuni importanti progetti di cooperazione territoriale europea. Occorre mettere in rete lo straordinario patrimonio di attrattori culturali e naturali di cui il nostro Territorio – e Canosa in particolare – è ricchissimo per svelarli a noi stessi e al mondo intero. Occorre far sentire camminatori e pellegrini cittadini temporanei della nostra Terra, facendo assaporare loro esperienze uniche, straordinarie, autentiche. È questo l’augurio migliore che sento di poter fare alla neonata Associazione Via Francigena di Canosa, nella consapevolezza che il bello del Cammino sta proprio nel camminare, nel non fermarsi, nell’andare avanti, nell’avere una meta. Ed è l’auspicio più grande che tutti, nel Mondo, in questo momento facciamo a noi stessi. Buon cammino!”.

Si spera che adesso, con tali premesse, anche altre realtà locali, qual è la città di Andria, possano aderire a questa iniziativa di respiro regionale, che, se ben coordinata, sicuramente sarà foriera di un interessante sviluppo del turismo c.d. del pellegrino, di rilievo storico e spirituale.


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Francesco Maria Cassano
Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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