Intervista ad Antonio Veneziano

Componente della struttura regionale della Croce Rossa Italiana e commissario del Comitato andriese.

Ciao, Antonio. Quali responsabilità deve assumersi un Commissario della C.R.I (Croce Rossa Italiana), come te?

Le responsabilità sono tante, oramai è chiaro che in ogni associazione che si rispetti bisogna essere a conoscenza dei regolamenti e in particolare del Codice Etico, ed è quest’ultimo che io considero come un supporto importante non solo per chi come me è al vertice di Comitato, ma anche per tutti i Volontari che ogni giorno prestano il loro tempo ai più vulnerabili.

Nata il 24 giugno 1859, grazie ad una rivoluzionaria idea di assistenza medico-sanitaria dello svizzero evangelico Henry Dunant, la Croce Rossa fu sostenuta, soprattutto, dalla popolazione femminile. Esiste qualche differenza tra il supporto che può offrire un volontario uomo e quello di una volontaria donna?

Assolutamente no, oramai sia i volontari uomini che i volontari donna hanno gli stessi campi d’impiego e sono diventati molto professionali proprio perché credono insieme nei 7 principi che hanno sposato quando hanno deciso di far parte del più grande network umanitario del mondo. 

Il Basic Life Support (BLS) è una tecnica di primo soccorso da applicare in base alle funzioni vitali, quali, ad esempio, la rianimazione cardiopolmonare (RCP). È possibile per chiunque avvicinarsi a questo mondo, oppure c’è bisogno di predisposizione fisica e prontezza di riflessi particolari?

Non bisogna avere alcun requisito se non tanta voglia di mettersi in gioco. Oggi, saper essere parte di un sistema è necessario, oramai corsi BLS e BLSD sono i più richiesti, proprio perché anche il legislatore italiano ha stabilito che è autorizzato all’uso del Defibrillatore, meglio conosciuto come DAE, chiunque abbia frequentato un corso di formazione, e questo vale per personale sanitario e laico.

In che condizioni versa, in termini di infrastrutture e fruibilità, il volontariato della nostra Città?

Come sai, io non sono di Andria per cui non conosco la realtà dell’associazionismo in città. Dal mio arrivo ho iniziato a fare rete con altre associazioni, perché credo che condividere sia anche un momento di crescita. Certo, la realtà che ho trovato al mio arrivo non era delle più rosee, ma pian piano stiamo recuperando terreno. La sede qualche mese fa ha avuto una piccola rinfrescata da parte dell’amministrazione comunale anche se andrebbero fatti dei lavori più incisivi, tipo rendere accessibile l’associazione ai disabili. Spero a breve di intraprendere la strada giusta per raggiungere questo obiettivo.

Oltre all’esercizio pratico, cosa si prefiggono di insegnare i corsi che, abitualmente, organizzate?

I nostri corsi si prefiggono di dare uno strumento a tutti coloro che vogliono imparare.

Progetti futuri?

Bene, potrei dirti top secret, ma è ovvio che cercherò presto di portare il Comitato di Andria ad elezioni per nominare il suo Presidente e il consiglio direttivo.


Articolo precedenteLa speranza di chi non crede
Articolo successivoMacchine mortali: il film
Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.