In scena questa sera al Festival “Castel dei Mondi”: un modo per ricordare l’azione educativa del prof. Michele Palumbo

Questa sera, nell’ambito del programma di Castel dei Mondi, l’Associazione andriese dei Seriomici presenterà alle 21,30, nel cortile del Palazzo Ducale, il lavoro “Storie di (anti)mafia”, un esempio emblematico di teatro con taglio sociale e con conseguenti risvolti pedagogici. Il testo, infatti, traccia la storia della mafia partendo dalle origini, che affondano le radici in epoche remote fino a sfumare nell’atmosfera della leggenda, e delineando le trasformazioni che essa subisce nel corso degli anni; le implicazioni di carattere socio-economico; gli addentellati con il potere politico; le collusioni con i servizi segreti e con le forze dell’ordine, teoricamente preposte alla tutela della legalità, alla salvaguardia degli ordinamenti democratici, alla difesa delle vittime e dei magistrati  impegnati nel contrasto all’organizzazione malavitosa; l’imperante mentalità mafiosa che induce chi sa a tacere. I contenuti dell’opera vengono veicolati e filtrati attraverso la focalizzazione di tre figure-chiave.

La prima è quella di Pippo Fava, il coraggioso e carismatico giornalista fondatore della rivista mensile “I Siciliani”, che nell’articolo I quattro cavalieri dell’apocalisse mafiosa conduce l’inchiesta-denuncia sulle attività illecite di quattro imprenditori catanesi e di altri discutibili personaggi, come Michele Sindona, da lui collegati, senza giri di parole, al clan del boss Nitto Santapaolo.

Il secondo personaggio si identifica con la diciassettenne Rita Atria, nata e cresciuta in una famiglia mafiosa di Partanna, che, dopo la tragica morte del padre, capo della locale cosca, e del fratello, uccisi in un agguato da esponenti del clan nemico, decide di affidarsi alla magistratura, nello specifico a Paolo Borsellino, diventato suo confidente e quasi padre, per ottenere giustizia compiendo un radicale percorso di auto-esame di coscienza.

Nel trittico si colloca anche Peppino Impastato, il quale porta avanti un’attività politico-culturale imperniata sulla lotta alle operazioni criminali di stampo mafioso. Utilizzando il canale di Radio Aut, radio libera e  autofinanziata, denuncia i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, (definito sarcasticamente «Tano Seduto»), che svolge un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga grazie al controllo dell’aeroporto di Punta Raisi.

Risulta interessante focalizzare la genesi del lavoro teatrale, la cui piattaforma ed ossatura sono costituite dal testo “L’Invettiva” che Michele Palumbo, il compianto giornalista/docente del Liceo Scientifico “Nuzzi”, compone e destina  alla recitazione da parte degli studenti frequentanti la 5 A .

Invitata da Michele e dalla Scuola, assisto alla performance dei ragazzi, ricavando la convinzione che il testo, opportunamente ricalibrato e reso più fruibile da un pubblico più vasto ed eterogeneo di giovani e giovanissimi, possa trasformarsi in un esempio di teatro didattico itinerante con tappe nelle varie istituzioni scolastiche. Il mio incontro e dialogo con Michele Palumbo si concludono con la condivisione totale dell’idea progettuale e con l’autorizzazione ad operare eventuali ritocchi  rispetto al suo testo. Contatto Antonio Memeo, autore/regista, e Raffaella Ardito, che nell’arco di un anno assolvono il compito di rimodulare l’opera, modificando il titolo in “Storie di (anti)mafia- Pippo, Rita e Peppino”, aggiungendo la colonna sonora, sintetizzando alcune parti dedicate all’analisi del fenomeno mafioso, inserendo il personaggio di Peppino Impastato, esaltando gli effetti scenici e l’abilità recitativa del duo Antonio Memeo/DomenicoTacchio e dell’attrice Mariana Di Bari, cui è subentrata per Castel dei Mondi Agata Paradiso. Durante gli anni scolastici 2014 e 2015 lo spettacolo viene presentato agli alunni di quasi tutte le scuole superiori di Andria, di alcune scuole medie, del Liceo Scientifico “Fermi” di Canosa, nonché in due performance serali presso l’auditorium di S. Andrea Apostolo e la libreria Persepolis, con la partecipazione di Michele Palumbo, il quale, entusiasta dell’esperienza, non manca di inviare alla Gazzetta del Mezzogiorno, per tutte le recite, un trafiletto contenente i dati essenziali dello spettacolo. I rapporti con le Istituzioni Scolastiche sono stabiliti, avviati e gestiti dal Centro di Orientamento don Bosco, che può così allargare il ventaglio degli interventi educativi in ambiti diversificati.

L’iter dello spettacolo non si è concluso in quanto. grazie  all’intermediazione efficace di Antonio Memeo, esso è stato inserito nel programma di Castel dei Mondi, anzi ci si augura che questo importante traguardo possa rappresentare il rilancio dell’esperienza di teatro itinerante che, ancora una volta, consentirebbe ad un pubblico vasto  di preadolescenti ed adolescenti non solo di individuare le cellule cancerogene del tessuto sociale nel nostro Paese per combatterle, ma anche di conoscere la personalità sfaccettata di un concittadino andriese, la cui azione è stata costantemente e profondamente ispirata all’impegno sociale e al consolidamento, nella pratica quotidiana, dei principi di libertà, democrazia e giustizia, dovunque abbia operato.


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Rosa del Giudice
Sono Rosa Del Giudice, già docente di italiano e latino presso il Liceo Scientifico "R. Nuzzi" di Andria dal 1969/70 al 1998/99 e, ancor prima, docente di italiano e storia presso l'ITIS "Sen. Jannuzzi" di Andria. Attualmente sono la rappresentante legale del Centro di Orientamento "don Bosco", che dal 1994 è un'Agenzia Educativa molto presente sul territorio andriese in quanto si occupa di temi pedagogici ad ampio spettro, promuovendo ed organizzando, prioritariamente, attività in due ambiti: l'orientamento scolastico nelle ultime classi delle secondarie di 1° grado, finalizzato a ridurre il fenomeno della dispersione; la formazione dei docenti, che la L.107 su "La Buona Scuola" opportunamente considera come obbligatoria, permanente e strutturale. Non lesino il mio contributo all'interno di Associazioni che si battono per il perseguimento del bene comune ed il riconoscimento dei diritti a quanti vivono nelle periferie esistenziali del mondo.