“La bellezza rimasta” (Morellini) è il nuovo romanzo della scrittrice e psichiatra Roberta Zanzonico. La paura spesso ci costringe a rifugiarci in luoghi illusori, senza capire quanto necessaria sia la sofferenza, perché è solo accettando la realtà con le sue sfaccettature che si può vivere la vita vera e proiettarsi verso il futuro, nonostante tutto:

Ciao, Roberta. Perché è tanto difficile separarsi dall’immaginazione del passato e del futuro e concentrarsi sulla realtà del presente?

Il passato e il futuro non esistono, sono quindi posti che si prestano all’illusione. Come accade ai personaggi del mio romanzo, il passato diventa un luogo di evasione della realtà, dove l’immaginazione arricchisce gli eventi accaduti di particolari mai esistiti e gli aspetti negativi vengono filtrati e dimenticati. Così facendo, una persona può idealizzare il passato e pensarlo migliore di quanto non sia stato. Il presente ci spinge a confrontarci con la realtà, spesso dolceamara e senza vie di fuga.

Cosa ci impedisce di superare la vulnerabilità e vivere ancora, nonostante tutto?

Spesso la paura di soffrire ci fa rintanare in dei luoghi illusori. Per evitare un dolore si può scegliere la via più semplice. Quel che spesso non si capisce è che non c’è scampo alla sofferenza. Uno dei personaggi del mio romanzo sceglierà un matrimonio con una donna che lui considera semplice, più facile da controllare, nella speranza di evitare qualsiasi dolore. Capirà alla fine che la sofferenza è inevitabile e allora forse sarebbe valso la pena soffrire per chi si è amato per davvero.

Quale approccio ha la Signora Chiara, e dovremmo avere noi, alla gestione delle emozioni, anche e soprattutto positive?

La Signora Chiara passa l’età adulta a bere per lenire il dolore causato da un matrimonio infelice. L’eccessivo consumo di alcol la porterà a perdere la memoria e vivere in un limbo. La protagonista ha quindi cercato la fuga dalla realtà attraverso l’alcolismo. Il libro invita il lettore a non cercare via di fuga e ad avere il coraggio di affrontare le emozioni, tutte, dalla gioia alla sofferenza. Perché è solo accettando la realtà con tutte le sue sfaccettature che si può vivere la vita vera e proiettarsi verso il futuro.

A chi dedichi “La bellezza rimasta”?

Il romanzo è dedicato a chiunque si è sentito fragile e ha cercato la fuga. A chi si è chiesto “come sarebbe stato se…?”. A chi ha pensato che la vita fosse meravigliosa nonostante le sue asprezze. A chi ha amato e ha perduto, ma senza saper portare rancore. A chi una volta mi ha innamorata.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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