Matera, dove le parole non servono, solo il silenzio. Dove l’amore per il creato vive nel muto comizio degli sguardi. E il nudo concetto della bellezza incanta, e fa cultura

 

Perché c’è un segreto, in questo giardino che è stato vergogna e ghetto, e ora è presepe, circo di luci, periferia capitale.

 

Bisogna andarci nel sasso, miniera di vertigini antiche, per coglierlo questo segreto.

 

Qui le parole non servono, solo il silenzio.

 

Qui si recita l’amore per il creato: vive nel muto comizio degli sguardi che si perdono all’infinito. Incanta il nudo concetto della bellezza.

 

Qui vige un tempo altro, sospeso, quello che entra nell’entroterra delle cose e delle case, balsamo urticante nella piega e nella piaga delle storie.

 

Qui bisogna salire e scendere, sudare a dovere, salire e scendere ancora, i muraglioni custoditi dalla cattedrale.

 

Qui c’è la memoria del vicinato: civiltà impastata di giaculatorie, bestemmie e resilienza. Anziane che sciorinano i panni. Promiscuità con le bestie che accarezzi e scanni. Attori nomadi come pastori. Pane e spine, mollica e cardi, scorza e afrori, sostanza e ferule. E tanta fatica, fatica tanta…

 Qui la poesia è nella festa dei colori che ti riempie gli occhi e non ti lascia. Nel volo di una gazza ladra. Nel gesto del caciocavallo appeso al fresco a prendere sapore. Nelle mandrie di capperi alle rupi. Nel miracolo dei volti che si guardano. Nella gravina, orchestre di cicale a riempire le estati.

 

Qui il giorno passa lento: piano, pieno. E la sera… il respiro e il canto dell’universo.

 

Matera, Meteoron, cielo stellato. Luci che brillano e galleggiano nella notte buia. Labbra che si accoppiano. Pupille che danzano, come il lino delle fate.


FontePhoto credits: Renato Brucoli
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Renato Brucoli
Renato Brucoli (Terlizzi, 1954) è editore e giornalista pubblicista.Attivo in ambito ecclesiale, ha collaborato con don Tonino Bello dirigendo il settimanale d’informazione religiosa della diocesi di Molfetta e il Settore emerge della Caritas, in coincidenza con il primo e secondo esodo dall’Albania in Italia (marzo-agosto 1991) e per alcune microrealizzazioni di ambito sanitario nel “Paese delle Aquile”.Nella sfera civile ha espresso particolare attenzione al mancato sviluppo delle periferie urbane e fondato un’associazione politica di cittadinanza attiva. Ha anche operato nella Murgia barese per la demilitarizzazione del territorio. Autore e curatore di saggi biografici su don Tonino Bello e altre personalità del Novecento pugliese, dirige la collana Alfabeti per le Edizioni Messaggero Padova. Direttore responsabile della rivista Tracce, collabora mensilmente con il periodico La Nuova Città. È addetto stampa per l’associazione Accoglienza Senza Confini Terlizzi che favorisce l’ospitalità di minori bielorussi in Italia nel dopo Chernobyl.L’Università Cattolica del Sacro Cuore, per la quale ha pubblicato una collana di Quaderni a carattere pedagogico sul rapporto adulto-adolescente, gli ha conferito la Medaglia d’oro al merito culturale. L’Ordine dei Giornalisti di Puglia gli ha attribuito il Premio “Michele Campione”: nel 2013 per l’inchiesta sul danno ambientale procurato da un’industria di laterizi; nel 2015 per la narrazione della vicenda umana e sportiva di Luca Mazzone, campione del mondo di paraciclismo.