Ah se almen soffiasse un fil di fiato
Ad ondeggiar le ariste sotto il sole
Tra le lumache e il loro fil d’argento
Lasciando tracce in mezzo alla palude…

La spiga per nutrir la carestia!
All’ombra mite che le pone il fico
Col frutto rinfrescante in pieno giugno
Per dare un bel sollievo ai mietitori.

Qui nel silenzio di un mutismo innato
Nemmeno il mare canta la sua onda
Ché tutto t’attutisce il gran canneto

Che toglie pur lo sguardo all’orizzonte
Ma tante le farfalle bianche in volo
Che fanno girovita al seminato…

18/05/2024

Salvatore Memeo


FonteFoto di Melissa Askew su Unsplash
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

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