La rivoluzione contro Bruxelles è rinviata a data da destinarsi

Caro Direttore,

l’Europa continua nella sua strada del rigore e l’Italia sta a guardare. Al comando Chistine Lagarde e Ursula von der Leyen, due donne forti ed europeiste convinte. Se non fosse per David Sassoli presidente dell’Europarlamento, a Strasburgo non si parlerebbe più italiano. Il patto fra Macron e la Merkel, con la sponda della Spagna, ha messo le basi per la prossima legislatura. Resteranno, per quel che ci riguarda, l’eredità di Draghi alla Bce, con la successione di Lagarde, e il buon ricordo del vituperato Junker che ci ha salvati dalla procedura di infrazione.

Ma resterà anche un’altra modalità per il governo gialloverde, Conte-Salvini-Di Maio. Dopo tanto parlare di sovranismi e populismi; dopo tanto annunciare la cacciata dei burocrati di Bruxelles; dopo tante parole a scopo di consenso elettorale, abbiamo deciso di fare i compiti a casa. Mentre Salvini attirava l’opinione pubblica contro Carola e i migranti, Conte con Tria e Giorgetti sistemava i conti, tagliava la spesa e prometteva a Junker che avremmo rispettato le regole europee, nel nostro interesse (e infatti lo spread è sceso sotto i 200 punti base).

Il governo ha messo giudizio, come prima o dopo sarebbe accaduto. Il tempo è arrivato con le elezioni europee che dovevano cambiare il mondo e che invece hanno lasciato le cose come stanno, nella sostanza. La rivoluzione contro Bruxelles è rinviata a data da destinarsi.

La controprova l’avremo con la prossima legge di bilancio in autunno. Se l’economia non ripartirà massicciamente, ci toccheranno lacrime e sangue. Anche il quel caso ci servirà uno Junker o una der Leyen non trattata a sportellate.


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Antonio Del Giudice
Pugliese errante, un po’ come Ulisse, Antonio del Giudice è nato ad Andria nel 1949. Ha oltre quattro decenni di giornalismo alle spalle e ha trascorso la sua vita tra Bari, Roma, Milano, Palermo, Mantova e Pescara, dove abita. Cominciando come collaboratore del Corriere dello Sport, ha lavorato a La Gazzetta del Mezzogiorno, Paese sera, La Repubblica, L’Ora, L’Unità, La Gazzetta di Mantova, Il Centro d’Abruzzo, La Domenica d’Abruzzo, ricoprendo tutti i ruoli, da cronista a direttore. Collabora con Blizquotidiano.  Dopo un libro-intervista ad Alex Zanotelli (1987), nel 2009 aveva pubblicato La Pasqua bassa (Edizioni San Paolo), un romanzo che racconta la nostra terra e la vita grama dei contadini nel secondo dopoguerra. L'ultimo suo romanzo, Buonasera, dottor Nisticò (ed. Noubs, pag.136, euro 12,00) è in libreria dal novembre 2014. Nel 2015 ha pubblicato "La bambina russa ed altri racconti" (Solfanelli Tabula fati). Un libro di racconti in due parti. Sguardi di donna: sedici donne per sedici storie di vita. Povericristi: storie di strada raccolte negli angoli bui de nostri giorni. Nel 2017 ha pubblicato "Il cane straniero e altri racconti" (Tabula Dati).

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