Il Cinema ha il potere di creare connessioni preziose e di portarci in luoghi inaspettati. Questo è il destino di Roberta Martinelli, giovane cineasta andriese che passa, con nonchalance, dalla sceneggiatura alla regia, imponendosi fra le stelle nascenti della Settima Arte nei magici set di Berlino, Roma, Bologna e Los Angeles, un’apolide sognatrice con la macchina da presa.

Ciao, Roberta. Andria, Roma, Berlino, Los Angeles e Bologna. Cosa ti ha spinto a sperimentare il fil rouge che unisce lo spirito errante alla Settima Arte?

La voglia di raccontare storie mi ha sempre spinto a muovermi, a spostarmi di luogo in luogo per sbirciare nelle vite degli altri. Ad Andria sono nata e cresciuta, a Roma e Bologna ho vissuto e studiato Cinema. Ho iniziato a creare un legame con Berlino quando ho collaborato al film “Stray Cats” di Florinda Frisardi, prodotto dall’Accademia di Cinema DFFB. E sono arrivata poi a Los Angeles con la sceneggiatura del film “No Time”. Il Cinema ha il potere di creare connessioni preziose e di portarci in luoghi inaspettati.

Quali consapevolezze ti ha portato il progetto “No Time”, a cui hai collaborato con la tua compaesana, Giulia Lomuscio?

Nel progetto “No Time” io mi sono occupata di scrivere la sceneggiatura del film, nato da un soggetto della mia amica e compaesana Giulia, e lei invece curerà la regia. La sceneggiatura ha vinto il Berlin Independent Film Festival 2023 ed è stata in finale al Los Angeles Script Awards 2023. Questi risultati rappresentano un’importante conferma per il mio lavoro e una bella spinta a continuare.

Per quale motivo hai scelto di passare dalla sceneggiatura alla regia?

Mi sono formata in sceneggiatura, ma quando scrivo cerco delle immagini. Avvicinarmi alla regia è stato quindi il passaggio successivo in un percorso avvenuto naturalmente. Proprio un mese fa ho diretto il mio primo corto come regista, con Giovanni Calcagno e Radu Murarasu protagonisti, prodotto da Premio Mattador e Pilgrim. Non vedo l’ora che questa piccola storia inizi a girare per i festival cinematografici! Un’altra tappa fondamentale nel mio percorso di avvicinamento al set è stato il corto “Tracce Perdute”, di cui ho firmato la sceneggiatura e seguito le riprese. Questo corto diretto da Gianluca Gloria, con Antonio Catania e Silvia D’Amico protagonisti, è stato realizzato grazie a IED Milano e Subaru, con la direzione artistica di Silvio Soldini. Tra l’altro è stato selezionato ai Nastri d’Argento 2023 e sono felicissima di questo traguardo.

Come immagini il percorso professionale di un giovane andriese che intende approcciarsi al Cinema?

Anche se non conosco corsi di formazione in Cinema sul territorio andriese, per me è statobello tornare a casa e rendermi conto che le cose stanno evolvendo. Il Cinema qui mi sembra sempre più vivo e ricco di possibilità. In generale per me è importante guardare tanti film, leggere, scrivere, distruggere e ricostruire, per trovare uno sguardo personale sul mondo e per scoprire il proprio modo di fare Cinema. E soprattutto trovo sia utile sporcarsi le mani sui set per capire cosa si vuole fare, ma anche cosa non si vuole fare.

Programmi futuri?

Prossimamente dirigerò il corto “Sa Sùrbile”, vincitore dei contributi della Regione Sardegna 2022 e del premio Corto Sardegna 2020. Il corto, che verrà prodotto da Karel, racconta di maternità, corpo femminile e malattia mentale in chiave horror. Io non vedo l’ora di girare e nel frattempo non smetto mai di scrivere.


Articolo precedenteSale e sole
Articolo successivoAntigone
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.