Si intitola  “Il Cinema delle Meraviglie – Le storie del Marvel Cinematic Universe” (Dots Edizioni), la singolare silloge di Michele Pinto e Alex Zaum, due appassionati del genere che danno vita ad una raccolta sui generis, raccontando pregi e difetti degli Eroi Marvel arrivati sul grande schermo con il preciso scopo di combattere l’ingiustizia e la distopia, da Ballard a Matrix, la new wave alternativa che non può esimersi dall’ammiccare al sociale

 Cosa offre “Il Cinema delle Meraviglie” in più rispetto alla saga cinematografica dell’Universo Marvel?

È principalmente una guida che percorre non solo le varie fasi della creazione di quello che è stato uno dei più grandi successi di franchising cinematografico della storia, e al tempo stesso della cultura pop. Nel libro inoltre all’inizio prima ancora di parlare di Marvel Cinematic Universe ripercorriamo le cosiddette “Age” della storia dei fumetti Marvel che dalla fine degli Anni 30 hanno avuto un successo incredibile non solo in America ma in tutto il mondo, fino poi a sbarcare sul grande schermo.

Ci sono punti di contatto fra la mitologia greca degli déi dell’Olimpo ed i supereroi?

Beh parecchi: e non solo perché l’albero genealogico degli eroi Marvel oggi rappresenta un po’ una sorta di moderno pantheon di superumani dotati di poteri quasi divini, ma perché alcuni degli dei antichi ne fanno parte. Basti pensare che tra gli eroi Marvel troviamo alcune divinità della mitologia greca come Marte, il dio della guerra o lo stesso Ercole. Nella rivale Dc Comics ad esempio un’altra semidivinità è Wonder Woman che è figlia della regina Ippolita e del dio Zeus. Ancora nella casa delle idee come dimenticare figure appartenenti alla mitologia norrena come Loki, Odino o lo stesso Thor. Tutte figure mai finite nel dimenticatoio dell’umanità ma anzi quasi risorte a nuova vita e oggetto di grande adorazione da parte dei fan, su tutti i cosplayers che giungono persino ad assumerne le sembianze.

Secondo te, Alex, in un processo culturale di crossover, su quale ponte si basa l’esperienza che unisce fumetto e Settima Arte?

Non dobbiamo dimenticare che ogni film, videoclip, cortometraggio o anche solo spot, richiedono nella loro fase preproduttiva la realizzazione di uno storyboard ovvero di un fumetto che anticipi la sequenza esatta delle inquadrature e le renda comprensibili e condivisibili a tutta la troupe che vi lavorerà (molto famose sono a tal proposito quelle di Matrix che più di vent’anni fa vennero disegnate da talenti mondiali del fumetto come ad esempio  Chris Sprouse). Noi del resto abbiamo realizzato con piacere questo libro proprio perché siamo appassionati sia di cinema ma soprattutto di fumetti (Michele ne possiede addirittura 20mila pezzi) e li consideriamo da sempre un mezzo di comunicazione supremo poiché rappresentano la fusione di due altri importanti arti espressive: quelle figurative e la scrittura.

Meglio Marvel o DC?

Meglio la Marvel perché ha sdoganato da subito nei suoi fumetti molti temi attuali. Gli eroi DC per troppo tempo sono stati solo cavalieri senza macchia e senza paura (pensate a Batman e Superman per esempio). La Casa delle idee invece, soprattutto grazie a Stan Lee e successivamente con grossi scrittori del calibro di Chris Claremont, hanno introdotto antieroi con problemi sempre più tangibili, che non riuscivano a sbarcare il lunario, o erano bullizzati ecc.

Non dimentichiamo che sempre lei è stata la prima ad introdurre supereroi di colore come Luke Cage o Black Panther, o ancora eroi diversamente abili, omosessuali e quindi non più lontani dalla gente comune, con loro il lettore è riuscito ad immedesimarsi molto di più nelle loro storie.

A nostro parere questo gap tra DC e Marvel non è mai stato colmato e tutt’ora sia le storie di carta che quelle in celluloide sono molto più empatiche nell’universo Marvel.


La postfazione di Elisabetta Di Minico tratta di tematiche ambientalistiche ma, nell’ideale dialogo psicologico con il lettore, si possono scorgere sfumature che osteggino emarginazione e razzismo?

Assolutamente sì, perché nonostante non sempre negli scenari supereroistici si possano scorgere degli scenari distopici, l’eroe stesso è nemico della distopia e si batte affinché essa non diventi reale. La distopia è nemica dei valori e dei diritti universali dell’uomo, e noi tutti nel nostro piccolo dovremmo batterci affinché non guadagni terreno a livello sociale ed economico.


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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