Napoletano, disabile dalla nascita, stilista, insegnante e autore di un testo teatrale che vorrebbe poter finanziare raccogliendo fondi online.

Chi è Giacomo Alvino? 

È uno con fa l’amore con la vita!

Una persona che non si è mai tirato indietro davanti alle tante difficoltà quotidiane. Le cronache di questi giorni dei bimbi di colore umiliati dal maestro mi hanno fatto ricordare quando anche io ho dovuto combattere in prima elementare perché la maestra non accettava la mia presenza in una scuola normale. Una persona testarda, determinata, con l’”asticella” dei propri obiettivi sempre più alta!

E questo ha fatto si che le “cadute” fossero sempre molto forti. Soprattutto nelle amicizie. Ora ho imparato a mie spese che i veri amici sono davvero pochi!

Ma sono una persona molto positiva, cerco di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, anche se ovviamente i periodi “no” li vivo anche io come tutti.

Amo il bello in tutte le sue forme! Sono decisamente un vanesio!

Vitale e, mi dicono, con una forza interiore da spaccare il mondo!

Se non avessi avuto le “rotelle”, avrei girato il mondo (qualcosa ho visto, ma quanto avrei voluto), sicuramente avrei trascorso un periodo all’estero in quanto mi piace venire a contatto con le altre culture. Sarei stato uno da discoteca tutte le sere (…almeno da giovane!)

Lei ha un sogno, riuscire a portare in Teatro un suo testo. Ha chiesto aiuto alle Istituzioni locali, regionali e statali? Qualcuno l’ha mai aiutata?

Nel corso della mia vita ho dovuto interfacciarmi con le istituzioni e spesso ho ricevuto porte in faccia. Quindi per questo progetto, ludico, anche se fondamentale per la mia vita – in quanto mi ha riempito le giornate per mesi – non ho ritenuto opportuno contattare le istituzioni locali.

Fortunatamente sono sempre supportato dalla mia famiglia e da alcuni pochi buoni amici.

Le maggiori difficoltà che dobbiamo affrontare noi disabili sono dovute principalmente alla mancanza di fondi pubblici a disposizione – ho l’assistenza domiciliare solo tre giorni alla settimana… gli altri dovrei rimane immobile nel letto… – o la burocrazia che impiega mesi per sostituire una sedia a rotelle vecchia, tanto per fare degli esempi.

Ma comunque in alcune situazioni ho trovato l’aiuto della “società civile”. Si tratta sempre dell’intelligenza delle persone che ho di fronte.

Ad esempio recentemente ho risolto un problema con i miei denti, che mi creava molti disagi, grazie alla collaborazione di una serie di medici del policlinico di Napoli che hanno studiato il mio problema trovandone la soluzione migliore. E di questo ancora li ringrazio.

Ecco pertanto la necessità di far partire un crowdfunding per tale evento.

Cosa direbbe se potesse ai politici di questo governo, lei non è il solo a vivere una situazione di disagio fisico? 

Sono molto spaventato dalle “politiche” attuali nei confronti dei diversi! Manca la cultura del rispetto verso il prossimo. Manca l’attenzione dei politici verso le persone in difficoltà.

Stiamo vivendo un’epoca dove l’importante è trovare un colpevole per tutto, senza fermarsi a pensare come affrontare i problemi reali. Se si aggiunte a questo, l’evidente crisi economica, la situazione non è rosea per nulla!

Di cosa ha bisogno ogni giorno un uomo come lei per vivere dignitosamente?

Rispetto innanzitutto!!!

A cominciare da chi parcheggia le auto nei posti a noi riservati fino a chi non progetta i luoghi affinché siano accessibili anche a noi.

Rispetto dal mondo del lavoro. Un disabile sul lavoro non deve essere visto come chi ruba uno stipendio. Ci dovrebbe venir data la possibilità di poter contribuire secondo le attitudini dei singoli.  Ciò ci renderebbe più autonomi anche nei confronti della società stessa.

Non posso avere un conto corrente che non sia cointestato sebbene sia totalmente capace di intendere e volere.

Rispetto per la mia vita privata.

Avere una propria dignità vuol dire anche aver riconosciuto come un diritto la propria sessualità. Vi sono paesi civili dove i disabili hanno garantita una assistenza per le proprie esigenze sessuali. È un argomento tabù di cui non si comprende l’importanza. Si può essere disabili nel fisico ma comunque voler vivere una propria sessualità.

Nuovamente torna il discorso dell’educare le persone a convivere con i diversi. A volte chi mi incontra e non conosce la mia storia, mi parla istintivamente come se non capissi quello che mi viene detto.

E nuovamente torna in causa la poca attenzione per le politiche a favore dei disabili. Forse il nostro voto conta meno….

Si rende conto che la cultura, l’arte, il teatro, ogni manifestazione della bellezza umana, è distante anni luce dalla gente comune, che si deve trovare un mezzo fisico oltre che morale per raggiungerla?

Io credo che il problema non riguardi o meno la gente comune, ma l’impoverimento delle ultime generazioni circa l’attenzione verso la cultura. Ma è colpa nostra. La mia generazione non ha saputo educare i propri figli all’arte, alla cultura, al bello. Non perde tempo dietro queste “cose”. È più semplice lasciare i propri figli tutto il giorno davanti ad un tablet che dedicargli del tempo per portarli in un museo….

In una società dove tutto deve avere un valore “economico” ed un ritorno “economico” la cultura è apparire in tv per un reality .

Anche questa mia rappresentazione teatrale è una sfida alla quotidiana mancanza di cultura, perché l’ambiente in cui vive il protagonista è finto in quanto “fondato” sull’apparire.

Il non aver rispetto e valore per le cose comuni porta a non saper e poter apprezzare la cultura e l’arte.

Cosa legge, ha autori teatrali preferiti?

Mi tengo costantemente informato attraverso il web.

Il computer  è il mio mezzo di contatto con il mondo. Anche se grazie all’avvento degli audio libri riesco a godere degli scrittori, soprattutto siciliani. Pirandello è in assoluto il mio autore preferito, come pure Camilleri, e non solo per Montalbano. Sono curioso di ascoltarlo a breve dal teatro di Taormina.

Poi io sono cresciuto in una casa dove Totò ed Eduardo De Filippo si recitavano a memoria (mio fratello penso ne conosca tutti i testi). Non disprezzo neanche alcune arie della lirica (Tosca, Barbiere di Siviglia, Carmen), anche queste perché hanno fatto parte per anni della mia realtà familiare.

La sua famiglia quanto l’aiuta? 

Non potrei essere quello che sono senza la mia famiglia. A cominciare da mia mamma instancabile e da mio fratello sempre pronto a consigliarmi e supportarmi nelle mie scelte.

E poi c’è la “famiglia” allargata, fatta dei pochi amici veri che ho, e fra tutti Luciano che considero come un fratello.

Nel corso della mia vita tante sono state le persone che hanno incrociato il mio cammino e mi hanno dato la mano, ed anche se il tempo ci ha allontanati basta poi una telefonata o un messaggio per annullare la distanza ed il tempo!


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Damiano Landriccia
Damiano Landriccia nasce ad Andria, nel 1973. Sposato, con tre figli, vive a Trani. Ama leggere e scrivere. Ha scritto e scrive recensioni cinematografiche per il Mensile Culturale milanese “Quarto Potere” (www.quartopotere.com). Ha scritto per la rivista di moda pugliese “City View”. Ha vinto il Festival Teatrale U.A.I. – Atti Unici Italiani – di Reggio Emilia nel 2004. Gli hanno di seguito rappresentato il Testo vincitore “Il Grande Padre” a Reggio Emilia presso “Il Teatro Piccolo Orologio” sempre nel 2004. Edizioni Babila gli ha pubblicato delle poesie nel libro “Ad un passo dell’anima - dal verso all’immagine”. I testi teatrali sono pubblicati su www.dramma.it. Altri testi e poesie sono pubblicate sul sito www.ewriters.it

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