Ieri il sì della Commissione Affari Costituzionali e la discussione generale in una Camera semideserta: il Germanichellum prende forma

Come è noto, il testo sulla nuova legge elettorale, presentato dal relatore Emanuele Fiano, è stato approvato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera ed è approdato alla Camera (semideserta!), incassando il placet di PD, Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Lega. Ribattezzato “Germanichellum” tale sistema plenario prende come paradigma la procedura di voto tedesca.

Di non facile comprensione, il Germanichellum si sviluppa in concetti basilari, punti cardine soggetti, in ogni caso, a pontenziali revisioni e aggiustamenti.

Innanzitutto, la soglia del 5% permette l’elezione in Parlamento solo a deputati e senatori collegati a schede di liste che abbiano superato lo sbarramento di questa percentuale. Ci saranno due schede, una per votare alla Camera e l’altra al Senato. Sarà possibile apportare una sola croce su ciascuna di esse, preferenza attribuita, contemporaneamente, al candidato nel collegio uninominale e alla lista proporzionale con il suo stesso simbolo.

Per il 60% proporzionale e il 40% maggioritaria, la nuova legge elettorale obbligherà ogni forza politica a presentare nei collegi uninominali non meno del 40% di candidature femminili, mentre nelle liste bloccate per il proporzionale le quote rosa dovranno alternarsi a quelle maschili. Ripartizione, questa, da rispettare tanto alla Camera quanto al Senato.

La priorità in Parlamento spetta ai vincitori dei collegi uninominali. Solo dopo aver assegnato loro i seggi, saranno aperte le porte ai capilista proporzionali.

Vietato candidarsi in più liste circoscrizionali, ma solo in un collegio uninominale e in una lista proporzionale. Se un partito non dovesse superare lo sbarramento del 5%, in Parlamento non andrebbero i capilista, ma il primo dei non eletti.

Viene, inoltre, ridotto il numero di firme necessario a presentare le candidature in Parlamento: serviranno, infatti, 2000 firme per le circoscrizioni fino a 500mila abitanti; 3000 per quanto riguarda quelle da 500mila ad un milione; e 4000 quando si superano cifre a sei zeri.

I collegi assegnati con il maggioritario (uninominali) saranno 232 alla Camera e 112 al Senato, mentre quelli riconosciuti con il proporzionale raggiungeranno le 378 unità alla Camera e 203 al Senato.

Con lo scopo di garantire la giusta ridistribuzione di seggi proporzionali, l’Italia viene, idealmente e burocraticamente, suddivisa in 28 circoscrizioni con liste contenenti da un minimo di 2 candidati ad un massimo di 6.

Unica differenza dalla Bundestag è l’assenza del voto disgiunto, questione non di poco conto che, siamo sicuri, susciterà ulteriori polemiche fino all’entrata in vigore di una legge attiva solo dal giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Intanto, alla camera sono stati presentati ben 210 emendamenti e tre pregiudiziali di costituzionalità, con Alfano che prova a fare la voce grossa, ma l’approvazione definitiva è prevista già per domani.