Dal 30 settembre al 4 ottobre l’ultima, intensissima, serie di incontri

Dopo la prima tornata elettorale, anche il “Festival della Disperazione – il festival delle promesse non mantenute” va al ballottaggio proponendo candidati vari e diversificati, per offrire agli elettori soluzioni di ogni tipo, per ogni gusto, più o meno valide, alla disperazione.

I candidati, in questa ultima e intensissima serie di appuntamenti in programma da mercoledì 30 settembre a domenica 4 ottobre, promettono l’analisi di tutti i numerosi risvolti – tra il serio e il faceto – del sentimento più letterario di tutti.

Nome di spicco del partito del sorriso amaro è certamente Giobbe Covatta che, con la sua “Divina Commediola”, propone una riflessione sui diritti dei minori violati, con una maggiore attenzione per il continente africano, poichè conoscere i modi più comuni in cui i diritti vengono calpestati equivale a diffondere una cultura di rispetto, di pace e di eguaglianza per tutte le nuove generazioni. Come recita il pay-off , è proprio “la promessa non mantenuta” – ovvero il diritto violato – il filo conduttore di questa ultima edizione che, con i “Viaggi impossibili”di Annalisa Camilli offre uno sguardo libero sulle vicende dei migranti nel Mediterraneo, contribuendo alla demistificazione delle campagne d’odio più violente contro i migranti e contro le Organizzazioni non governative che li soccorrono; tra musica e affabulazione, Daniele Aristarco e Giufà Galati con “I fratelli Cimmaruta” ripercorrono la storia dei flussi migratori che negli ultimi anni hanno interessato il nostro Paese e danno voce a storie vere per provare a comprendere il mondo nuovo che di fronte a noi si dischiude.

Un focus verrà dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne grazie alla presenza, nella sezione DisperArti della mostra “What Were You Wearing?”, “Com’eri vestita?”, che racconta storie di abusi poste accanto agli abiti in esposizione che intendono rappresentare, in maniera fedele, l’abbigliamento che la vittima indossava al momento della violenza subita, oltre all’installazione in città di diverse Panchine Rosse, a cura dell’artista andriese Roberta Fucci, e all’intervento di Riccardo Noury, portavoce nazionale di Amnesty International.

Non poteva mancare, nel segno di un attento sguardo all’attualità, un’attenzione al tema dell’epidemia e delle sue conseguenze: la compagnia Kepler – 452con il suo spettacolo audioguidato “Lapsus Urbano/Il primo giorno possibile”propone di osservare e raccontare quello che sta succedendo intorno a noi e a noi in quanto esseri umani, in questa inaudita contingenza storica, e di evocare quello che succederà. Cosa vuol dire «incontrarsi» e fare teatro in tempi di distanziamento sociale? Se davvero «la normalità era il problema» sarà possibile inventare una nuova normalità? È possibile, dalla manciata di metri quadri in cui sono costrette oggi le nostre vite, immaginare la società futura?Oscar Iarussicompleta la riflessione sulla percezione comunitaria attraverso l’analisi di quel “Fellini nichilista mite”, non algido ma ma profondamente empatico, mitigato dalle relazioni con l’altro, che stempera negli affetti la sua carica eversiva.

A completare la disanima del sentimento della disperazione ci sarà Riccardo Pirrone, social media manager di Taffo con “L’ironia della morte”, Roberto Mercadini “Storia incredibile e vera della bomba atomica”, Il terzo segreto di satira con “La paranza dei buonisti”, Desde el Alma con “Tango argentino”, “Enrico Galiano con “L’arte di sbagliare alla grande”, Federico Taddia e Matteo Bussola con “I padrieterni” e Alessandra Minervini con “Leccarsi le ferite – laboratorio di scrittura autobiografica masochista”.

Il programma 2020, nonostante le difficoltà organizzative legate alle note vicende del Coronavirus, si è presentato accresciuto; oltre che ironizzare sul cardine di ogni campagna elettorale, “il festival delle promesse non mantenute” racconta la dedizione e la tenacia del direttore artistico Gigi Brandonisio, che ha portato a casa un’edizione non semplice ma non per questo meno interessante: «Di solito la rassegna si svolge a maggio, ma un virus scadente e senza qualità ci ha fatto una concorrenza sleale, costringendoci a non rispettare alcuni parametri che ci eravamo prefissati. Siamo comunque contenti perchè è venuto fuori un programma interessante dimostrando che deteniamo i diritti d’autore sulla disperazione che nessun virus potrà mai toglierci».

La biglietteria è operativa ogni giorno, dalle 18:30 alle 21:30, presso la segreteria del Festival in via Pietro Micca 7. I biglietti si potranno comprare anche on line sul sito www.festivaldelladisperazione.it,
su cui è possibile consultare anche tutte le modalità d’acquisto e di prenotazione.


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Redazione
Chi siamo? Gente assetata di conoscenza. La nostra sete affonda le radici nella propria terra, ma stende il proprio orizzonte oltre le Colonne d’Ercole.Perché Odysseo? Perché siamo stanchi dei luoghi comuni, di chi si piange addosso, di chi dice che tanto non succede mai niente.Come? I nostri “marinai/autori” sono viaggiatori. Navigano in internet ed esplorano il mondo. Sono navigatori d’esperienza ed esperti navigatori. Non ci parlano degli USA, della Cina, dell’Europa che hanno imparato dai libri. Ci parlano dell’Europa, della Cina, degli USA in cui vivono. Ci portano la loro esperienza e la loro professionalità. Sono espressioni d’eccellenza del nostro territorio e lo interconnettono con il mondo.A chi ci rivolgiamo? Ci interessa tutto ciò che è scoperta. Ciò che ci parla dell’uomo e della sua terra. I nostri lettori sono persone curiose, proprio come noi. Pensano positivo e agiscono come pensano.Amano la loro terra, ma non la vivono come una prigione.Amano la loro terra, ma preferiscono quella di Nessuno, che l’Ulisse di Saba insegna a solcare…

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