Il castello più bello del mondo

Dormiva da secoli nel posto che aveva scelto in vita e oltre quando sentì gran baccano. Guardò fuori la trifora e niente, solo un bel tramonto. Era dall’altra parte. Infatti nel piazzale antistante il grande portale d’entrata c’era tantissima gente e un palco e musica. Disse al vento di soffiare più forte così che gli intrusi fossero infastiditi. Li vide di conseguenza coprirsi e cosa strana, uomini e donne, avevano anche una piccola banderuola sul volto. Mah, i plebei non li aveva mai capiti. In vita aveva avuto le sue guerre e le sue donne, i viaggi e i riposi. Era un grande imperatore e veniva da lontano.

Quel castello era il suo preferito e tante congetture erano state fatte in merito: osservatorio astronomico, tempio di iniziazione, avevano scomodato finanche i templari, non era di difesa ma aveva le feritoie, non era per soggiornare. Sorrise sornione, lui solo conosceva la verità.

Sul palco una ragazzina che aveva il suo nome. Che strano, pensò. Dolcissima, suonava divinamente e dirigeva, con movimenti che erano essi stessi musica, gli altri orchestrati. Un angelo, vestita con eleganti abiti maschili.  Il vento la infastidiva e lei sorrideva comunque e fermava i fogli della musica con quelle che chiamava mollette. Egli avrebbe cacciato tutti all’istante ma lei e la sua musica lo fermò. Arrivò pure la cantante con un vestito di luci di stelle ma l’imperatore aveva mirato la ragazza che portava il suo nome.

Appena la ragazza disse che aveva le dita gelate, egli ordinò al vento di fermarsi. Che mai avrebbe potuto fare per farsi notare? Era nell’invisibilità dei grandi.

Il concerto bellissimo ebbe fine, la musica aveva riempito ogni stanza e ogni cuore. La ragazza ringraziò gli astanti e chi aveva lavorato perché tutto accadesse. Non nominò il vero ospite ma si girò verso il torrione che era più vicino, aprì le mani e fece una lieve riverenza. Allora lo aveva visto?

A quel punto il pubblicò si dileguò velocemente, la gente parlava di freddo e fame per non svelare il vero motivo per cui andava via. Tutti in cuor loro sapevano la verità: non potevano infatti disturbare oltre.

A Federica e alla sua musica era stata fatta un’eccezione.

L’imperatore tornò sereno alla sua eternità. Il buio di una luminosa notte stellata avvolse le otto torri e le pietre che da secoli prendono piogge e sole e vento e rimandano solo magia pura.

È Il castel del monte, è il castello più bello del mondo!


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