Sulle tracce di un poeta andriese ai più sconosciuto

È poco conosciuta la figura del poeta Tesorieri, di cui si occupò nei suoi studi filologici il prof. Giuseppe Brescia, stampando una riproduzione secentesca dell’opera poetica dello stesso autore andriese presso l’editore “Laterza” di Bari.

Ultimamente, qualche mese fa, è stato messo in scena dal Coro Polifonico “Farinelli”, del maestro Graziano Santovito, la composizione musicale di una messa cantata di Tesorieri, che oltre ad essere poeta e scrittore, era anche compositore.

Si riportano qui alcuni cenni biografici del Tesorieri. Scrive il prof . Brescia. “Ettore Tesorieri nasce ad Andria il 6 giugno del 1552, di famiglia borghese, fu poeta e musicista. Il nome dell’autore compare per la prima volta nell’archivio comunale di Cannara nei pressi di Foligno. Fu a Bari e a Napoli, dove con probabilità compì gli studi in legge. Fu a Roma al servizio di Giampaolo Baglioni. Nel 1586 compone ed esegue la sua prima messa a Roma per le esequie del marchese Della Valle Nel 1613 figura come cancelliere a Foligno e redige Stimolo generoso di virtute, regolamento della Giostra della Quintana, torneo cavalleresco che è stato riesumato nel 1946. E da allora ha dato maggior lustro alla città di Foligno, soprattutto per i costumi e l’ambientazione medievale del torneo cavalleresco. In seguito la morte della sua moglie Beatrice Cantucci, da cui riceve in eredità tutti i suoi beni, si risposa in seconde nozze con Agata Feltri. Nel 1626 a Foligno pubblica La penna insensata, raccolta poetica dedicata al conte Francesco Crescenzi. Nel 1640, nel testamento del figlio Aniceto, risulta che Ettore è già morto”.

Del poeta e compositore andriese non sappiamo più nulla. Ettore Tesorieri si distinse dunque come poeta e aveva un legame con uno dei tanti trattasti o moralisti del tempo come Torquato Accetto. Nel suo lavoro letterario troviamo diverse allusioni a personaggi contemporanei che circondavano e costituivano l’ambiente politico e istituzionale, in cui il poeta viveva.

Nel sonetto A la presontuosa penna mia, la lirca che introduce l’intera raccolta, Tesorieri, in una sorta di manifesto poetico, afferma che la sua penna scrive cose insensate solo per coloro che sono al potere e non comprendono la realtà, perciò l’autore si sente quasi perseguitato per causa della sua libertà e onestà intellettuali.

Lo stesso argomento è trattato dal moralista Torquato Accetto, autore della Dissimulazione onesta, contemporaneo e conterraneo di Tesorieri, in quanto originario di Trani. Accetto riprende l’immagine biblica del personaggio di Giobbe, che diviene metafora di ogni uomo libero di pensiero, ma anche eroe biblico del dolore che mantiene viva la propria fede in Dio nonostante le prove della sofferenza.

A LA PRESONTUOSA PENNA MIA

O Male accorta penna, o de miei falli

Ministra; e Nuntia de la tua vergogna;

Perché, celando il vero, hor la menzogna

Palesi dopo sì lunghi intervalli?

Perché audace ten vai per dubbij calli

Dove, schernita forse ti bisogna

Strane udir voci? E dirti con rampogna,

O sciocca; ò temeraria, à che più falli?

Mille Serpi vedrai, l’acuta lingua

Vibrando, darti, invidi morsi;

Onde ‘l tuo nome, e ‘l mio tosto s’estingua.

Pur una speme havrem, che debba opporsi

Nuovo Alcide per noi sì, che distingua,

Che non siam soli in simil colpa incorsi.

(da La penna insensata, di E. Tesorieri)

 


Fontehttps://flic.kr/p/a4MWc
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Giuseppe Volpe
Giuseppe Volpe è nato nel 19/04/1986 ad Andria. Ha conseguito nel 2010 la laurea triennale in Lettere classiche con una tesi in Didattica del greco sugli epigrammi erotici di Paolo Silenziario, poeta bizantino, conseguendo nel 2013 la laurea magistrale in “Filologia, letterature e storia dell’antichità” con una tesi in Paleografia greca. Pubblica nel 2006 la sua prima raccolta di poesie, “La natura dei simboli”, e nel 2008 la seconda raccolta poetica, “Il fuoco”, e poi nel 2013 la terza, “Piccolo Canzoniere, poema d’amore tra l’anima e Dio”. Ha partecipato a vari concorsi letterari ottenendo ottimi risultati, collaborando anche con artisti locali per la produzione di spettacoli teatrali.