«L’educazione è cosa del cuore»

(Don Bosco)

Credetemi, nel fascino del mondo degli adolescenti si è rotto qualcosa: oggi è molto più chiaro il motivo per cui aver perso gli ancoraggi è un problema invisibile ed altrettanto tangibile.

Ma non intendo oggi in linea generale: dico oggi, proprio oggi.

Mio figlio è spuntato sotto l’ombrellone dal nulla, con il fare della locusta che solo lui conosce così bene e mi ha chiesto di poter prestare il suo telo ad Edoardo. Ignoravo chi fosse Edoardo, lo confesso ed evidentemente è vero, perché Edoardo non lo si dimentica.

Non ha tardato a materializzarsi improvvisamente anche lui, fradicio:

«Buongiorno signora, scusi il disturbo!.

No, un attimo… un istante lungo un secolo. Cosa ha detto? Ha detto Buongiorno? Signora? Scusi? Scusi il disturbo? Mi ha stordita!

Salta su la locusta invitandolo a darmi del tu, l’ho rassicurato anche io in tal senso, ma io non sono personaggio da tenersi dentro le cose forti:

«Ha ragione, Edoardo. Dammi pure del tu, ma ho apprezzato il modo: sappilo. Merce rara».

«Grazie mille, signora. Cioè, grazie Myriam. È che con mamma e papà non si passa su queste cose».

«Quanti anni hai, Edoardo? Sedici?».

«Sì, esatto, sedici. Ma come hai fatto? Me ne danno sempre di più».

«Deformazione professionale, non farci caso».

Nel frattempo Edoardo si è asciugato, mio figlio, che ha ancora troppo da imparare, compiaciuto ha sorriso mentre il suo amico ha piegato perfettamente il telo, lo ha poggiato sul mio lettino e così, dopo aver ancora ringraziato, sono andati via.

Orbene, a qualcuno di voi sembrerà una banalità, ma quelli di voi che hanno a che fare quotidianamente con i sedicenni 2021 non tarderanno a comprendere che sebbene io così appaia una bacchettona targata 1820, in realtà sto solo dicendo che mi sono emozionata.

E sì, mi emoziono per le cose piccole, le leve che servono a sollevare il mondo. Come questo nonno che insegue la nipotina patata di forse due anni e l’aiuta a presentarsi ad un’altra nanetta.

Vedete, avevo detto che nel mondo degli adolescenti qualcosa si è rotto: ho sbagliato. Nel mondo degli adolescenti molto più dì qualcosa ancora si può ricostruire e c’è veramente poco da girarci intorno: il problema non sono loro e lo sono ancor meno i loro nonni.

«Con mamma e papà non si passa» …siamo noi, siamo noi il problema: siamo quelli che a luglio, in ferie, sotto l’ombrellone, possono anche bere Mojito, ma senza mai stancarsi di osservare,  osservando, riflettere e riflettendo costruire.

Perché settembre arriva e questi ragazzi li possiamo ancora riprendere. Li dobbiamo riprendere.

La gente è sempre come diceva Charles: il più bello spettacolo del mondo. E no, non si paga il biglietto.

Dal Salento per ora, e solo per ora, è tutto. A voi studio …o a voi, lo studio.


Fontepixabay.com
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Sono una frase, un verso, più raramente una cifra, che letta al contrario mantiene inalterato il suo significato. Un palindromo. Un’acca, quella che fondamentalmente è muta, si fa i fatti suoi, ma ha questa strana caratteristica di cambiare il suono alle parole; il fatto che ci sia o meno, a volte fa la differenza e quindi bisogna imparare ad usarla. Mi presento: Myriam Acca Massarelli, laureata in scienze religiose, insegnante di religione cattolica, pugliese trapiantata da pochissimo nel più profondo nord, quello da cui anche Aosta è distante, ma verso sud. In cammino, alla ricerca, non sempre serenamente, più spesso ardentemente. Assetata, ogni tanto in sosta, osservatrice deformata, incapace di dare nulla per scontato, intollerante alle regole, da sempre esausta delle formule. Non possiedo verità, non dico bugie ed ho un’idea di fondo: nonostante tutto, sempre, può valerne la pena. Ed in quel percorso, in cui il viaggio vale un milione di volte più della meta ed in cui il traguardo non è mai un luogo, talvolta, ho imparato, conviene fidarsi ed affidarsi.

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