Lo spettacolo dal titolo “… e Astolfo tornò sulla Luna”, andrà in scena domenica 10 marzo, presso il Liceo Scientifico “R. Nuzzi” di Andria, con inizio alle ore 19.00.

Riceviamo e pubblichiamo:

“In una notte di 400 anni fa, a Padova, Galileo Galilei puntò per la prima volta il telescopio verso le stelle. E cambiò per sempre la nostra visione dell’universo” (da “Il Club della Luna”).

Siamo circondati da ombre, innanzitutto dalla nostra stessa ombra, poi dalle ombre degli altri. Ombre di persone, ombre di cose. Ci siamo mai fermati a chiederci: perché la nostra vita dev’essere condivisa, sempre, con un’ombra?” (da “Il Club dell’ombra”)

È con queste parole che Michele Palumbo, professore di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico “R. Nuzzi” di Andria, scomparso prematuramente nel 2017, apriva due dei suoi noti “Club”, atti unici ispirati alle sue variegate letture, affidati al termine dell’anno scolastico alla recitazione dei suoi studenti.

In occasione del secondo anniversario della scomparsa del docente ed intellettuale andriese, l’Istituto in cui il prof. Palumbo ha insegnato e a cui ha generosamente donato creatività, passione didattica ed amore per gli studenti, ha deciso di ricordarlo nuovamente.

Partendo dalla rilettura de “Il Club della luna” ed “Il Club dell’ombra”, a seguito di un’attività laboratoriale svolta con gli studenti, è stato realizzato uno spettacolo basato su un testo nuovo, inedito, ispirato a quelli di Michele Palumbo ma, per molti versi, originale; segno questo della inesausta vitalità del pensiero di Michele, capace non solo di porsi in dialogo con chiunque si avvicini alla sua opera, ma anche di stimolare nuovi spunti, idee, progetti.

Lo spettacolo dal titolo “… e Astolfo tornò sulla Luna”, andrà in scena domenica 10 marzo, presso la palestra del Liceo Scientifico “R. Nuzzi” di Andria, con inizio alle ore 19.00.

Il protagonista è Astolfo, il paladino del seguito di Carlo Magno che, dopo essere stato una prima volta sulla Luna per recuperare il senno di Orlando, vi ritorna per cercare di comprendere il mistero delle ombre; lo aiuteranno in questa sua nuova impresa filosofi, personaggi letterari e scienziati.

L’esperienza artistica proposta è il risultato della contaminazione di vari linguaggi: non solo testo, di ambito filosofico e letterario, ma anche musica, danza, teatro delle ombre.

A renderla possibile il fecondo incontro realizzatosi tra l’insegnante Gianni Todisco, carismatico esperto di teatro delle ombre, formatosi alla scuola del mimo francese Jacques Tati, un gruppo di docenti motivati e, infine, studenti generosi e disponibili che, in orario extrascolastico, settimana dopo settimana, hanno lavorato insieme allo spettacolo che verrà rappresentato.

Se compito della cultura è quello di indagare il mistero dell’uomo, di coglierne problemi, analizzarne attese e prospettive, ascoltarne ansie e sogni, ancora una volta, attraverso la voce di un uomo acuto e profondo, ciò si realizzerà in forma originale e creativa.

Colpisce, allora, la straordinaria capacità del pensiero umano di continuare a essere – come per molti anni è stato quello di Michele Palumbo – lievito per una realtà più vera e più autentica, stimolo per la crescita della comunità nel suo insieme, occasione di riflessione per le coscienze più avvertite e sensibili, luce e guida per le nuove generazioni.

                                                                                    Monica Berardi


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Redazione
Chi siamo? Gente assetata di conoscenza. La nostra sete affonda le radici nella propria terra, ma stende il proprio orizzonte oltre le Colonne d’Ercole.Perché Odysseo? Perché siamo stanchi dei luoghi comuni, di chi si piange addosso, di chi dice che tanto non succede mai niente.Come? I nostri “marinai/autori” sono viaggiatori. Navigano in internet ed esplorano il mondo. Sono navigatori d’esperienza ed esperti navigatori. Non ci parlano degli USA, della Cina, dell’Europa che hanno imparato dai libri. Ci parlano dell’Europa, della Cina, degli USA in cui vivono. Ci portano la loro esperienza e la loro professionalità. Sono espressioni d’eccellenza del nostro territorio e lo interconnettono con il mondo.A chi ci rivolgiamo? Ci interessa tutto ciò che è scoperta. Ciò che ci parla dell’uomo e della sua terra. I nostri lettori sono persone curiose, proprio come noi. Pensano positivo e agiscono come pensano.Amano la loro terra, ma non la vivono come una prigione.Amano la loro terra, ma preferiscono quella di Nessuno, che l’Ulisse di Saba insegna a solcare…

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