Ripartiamo dai giovani, dal noi, da una fede nuda. Ripartiamo con lentezza, con leggerezza e semplicità.

«È un bischero chi ha detto che andrà tutto bene; non andrà bene per niente, perché ci illudiamo ancora di vivere sani in un mondo malato»: sono le prime parole che mi sono appuntato mentalmente partecipando, due giorni fa, all’incontro con don Gigi Verdi, presso la parrocchia S.S. Sacramento.

La chiesa è gremita e don Gigi, fondatore della fraternità di Romena, col suo solito stile – diretto, affascinante, ma anche tagliente – cattura per 80 minuti l’attenzione assoluta dell’uditorio.

Ci ricorda così che “crisi” non è una parola negativa, ma che significa “essere messi a nudo” e che i poveri non sono “beati”, ma pieni di dignità. Il testo evangelico delle beatitudini andrebbe perciò tradotto: “State diritti in piedi, o voi che siete afflitti…”, e sarebbe questa la traduzione più fedele all’originale aramaico.

Date queste premesse, don Gigi ha chiesto a se stesso e a tutti noi presenti: «Dove trovare l’alba dentro l’imbrunire?».

Risposta: nei giovani, nel “noi”, in una fede nuda.

Nei giovani: che non sono citrulli e hanno sete di senso e di corpi che si ritrovano, di abbracci, di relazioni, e di futuro, quello che gli stiamo rubando.

Nel noi: perché nessuno si salva da solo e dovrebbero avercelo insegnato gli ultimi trent’anni, non solo gli ultimi tre.

In una fede nuda: che è non è quella di sagrestia, non ha risposte precostituite e si mette in cammino, come Gesù con i discepoli di Emmaus, mettendosi in ascolto e non nei panni del maestro.

Ma don Gigi è andato oltre, rilanciando: «Dunque, da dove ripartire?».

Anche qui, tre parole chiave: dalla lentezza – di chi fa una cosa alla volta – dalla leggerezza – di chi ha il passo spedito perché sa dove andare – dalla semplicità – di chi non mente, ama senza possedere e si lascia spogliare dai fatti.

Don Gigi ci ha percosso, ci ha scaldato il cuore e ci ha lasciato con un invito e la consueta benedizione di Romena.

L’invito: «Innamoratevi di nuovo di vostro figlio, di vostra moglie, del vostro uomo, della vostra vita, di quello che siete!».

La benedizione:

Possa la via crescere con te
possa il vento essere alle tue spalle
possa il sole scaldare il tuo viso
possa Dio tenerti nel palmo della Sua mano.

Prenditi tempo per amare,
perché questo è il privilegio che Dio ti dà.

Prenditi tempo per essere amabile,
perché questo è il cammino della felicità.

Prenditi tempo per ridere,
perché il sorriso è la musica dell’anima.

Prenditi tempo per amare con tenerezza,
perché la vita è troppo corta per essere egoisti.


FontePhotocredits: Paolo Farina
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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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