Non sarà un caso se quasi tutte le discipline, a partire da quelle scientifiche, hanno il suffisso ‘logia’

Con questa espressione i  maestri Greci – che hanno dato inizio al pensiero filosofico-scientifico anche nelle nostre terre del Sud a partire da Elea per arrivare a Taranto, Metaponto, Crotone e Siracusa, fatto che spesso si dimentica – volevano indicare la specificità dell’essere umano caratterizzato da tale percorso, cioè dalla sua capacità di tradurre in pensiero le diverse esperienze di vita; e questo si spiega per il suo sforzo continuo di andare al di là delle apparenze del reale per coglierne un elemento più profondo e quindi più stabile. La stessa idea aristotelica di uomo come ‘animale razionale’ sta a significare proprio il fatto che come ogni essere vivente è in grado di trarre adeguate informazioni dall’ambiente in cui si trova immerso  e di tramutarle in punti di riferimento per meglio operare; ma, a differenza degli altri esseri viventi, per l’uomo questo processo del continuo passaggio dal bios al logos non ha mai fine,  si arricchisce sempre di nuovi orizzonti cognitivi e soprattutto di senso, in quanto nello scandagliare sempre di più il reale che lo circonda ne scopre in primis un aspetto essenziale, cioè la sua inesauribilità ed il fatto che comunque costituisce uno scoglio duro, un limite con cui sempre è costretto a  confrontarsi.

Se in un primo momento del suo diventare ‘razionale’ è dominato dalla aristotelica ‘meraviglia’ verso il reale che è già un non secondario passaggio dal bios al logos, questa condizione di fondo lo porta in un secondo momento ad interrogarsi sul perché delle cose, prerogativa tipicamente umana che si manifesta nel dare ad esse una pluralità di risposte e di descrizioni a volte contraddittorie fra di loro. Ecco perché Robert Musil, nel cercare di cogliere la specificità dell’uomo in L’uomo senza qualità, dirà che esso è ‘l’unico essere vivente che pensa le alternative’ sino a produrre insieme ‘Bibbie e cannoni’; ad esempio, fa l’esperienza della morte, pensa l’immortalità e nel prendere atto della sua limitatezza strutturale crea l’idea di infinito. Lo scontro col reale e le sue rugosità porta l’uomo alla continua creazione, nel senso greco del termine e cioè poiesis, dell’idea di esso che si manifesta in vari modi dal mito alla religione, dall’arte alla scienza e alla stessa filosofia; quest’ultima, sviluppatasi non a caso più tardi,  ha il compito specifico di chiarire e individuare tali continui processi del passaggio dal bios al logos e di come ogni ambito del pensiero umano lo abbia messo in atto ed interpretato secondo specifiche modalità.

Ma ciò che caratterizza ancora di più tale processo è il fatto che ad ogni tappa raggiunta viene a formarsi e consolidarsi una determinata stabilità insieme concettuale ed esistenziale; non a caso la parola saf di origine sanscrita sta a significare ‘certo’, ‘stabile’, donde il termine greco sofia inteso come saggezza che è frutto delle esperienze acquisite ed organizzate secondo un certo ordine sino ad assumere un significato ben preciso nella vita dell’uomo.  Come tale si poggia su fondamenti certi che la filo-sofia, amore per sofia e quindi ricerca del senso delle sue verità, poi deve verificarne la fondatezza; in tale percorso i Greci, facendo loro le diverse sofie dei popoli del Mediterraneo e fra queste le importanti acquisizioni in campo matematico degli Egiziani e non solo, si sono particolarmente distinti. In un primo momento, pur essendo essi stessi formidabili creatori di miti sorti per dare delle risposte ai grandi perché, come quello dell’origine dell’umanità alla base del mito di Prometeo, si sono limitati a laicizzare, se così si può dire, le conoscenze degli altri popoli discutendole e argomentandole in maniera più critica; ma nello stesso tempo nel fare questo hanno reso possibile in maniera particolare la scienza come impresa cognitiva a partire dalle matematiche con l’introduzione di innovative procedure dimostrative fondate esclusivamente sul logos e le sue leggi, poi ritenute imprescindibili per ogni tipo di impresa umana che voglia aspirare alla conoscenza che per sua natura si fonda su principi stabili e certi.

Non a caso Platone dirà nel Fedone che la filosofia è nata per dar conto di questa particolare forma di stabilità raggiunta in campo matematico; e ancora nel creare il primo capitolo ritenuto fondamentale per ogni impresa filosofica e cioè la gnoseologia o teoria della conoscenza, utilizza il termine episteme  (epi-staino, stare sopra), come sinonimo di conoscenza certa, stabile, come era concepita la scienza matematica la cui stabilità non è data o garantita da qualche ente esterno, ma trova  basi e fondamenta nella ragione stessa, nel logos stesso e nelle sue procedure dimostrative. Per questo il termine Logos diventerà sinonimo di verità universale, equilibrio, ritenuto allora perfetto sino ad incarnarsi anche nell’arte, raggiunto fra le ragioni del reale e le esigenze della ragione stessa che è tale nella misura in cui è in grado di appropriarsi in maniera adeguata delle verità nascoste nelle sue rugosità; non sarà dunque un caso se poi quasi tutte le discipline a partire da quelle scientifiche inseriranno il suffisso ‘logia’ nella loro costituirsi come tali.

Tra la rugosità del reale:

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Fontehttps://it.wikipedia.org/wiki/Progetto:Filosofia#/media/File:La_scuola_di_Atene.jpg
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Mario Castellana
Mario Castellana, docente di Filosofia della scienza presso l’Università del Salento e di Introduzione generale alla filosofia presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari, è da anni impegnato nel valorizzare la dimensione culturale del pensiero scientifico attraverso l’analisi di alcune figure della filosofia della scienza francese ed italiana del ‘900. Oltre ad essere autore di diverse monografie e di diversi saggi su tali figure, ha allargato i suoi interessi ai rapporti fra scienza e fede, scienza ed etica, scienza e democrazia, al ruolo di alcune figure femminili nel pensiero contemporaneo come Simone Weil e Hélène Metzger. Collaboratore della storica rivista francese "Revue de synthèse", è attualmente direttore scientifico di "Idee", rivista di filosofia e scienze dell’uomo; come nello spirito di "Odysseo" è un umile navigatore nelle acque sempre più insicure della conoscenza.

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