“Se mi dici che odi la Chiesa che odora di incenso e che si identifica solo con il culto, anche io sono d’accordo con te, anche se non parlerei di odio. La parola è troppo brutta per un cristiano”

A seguito di quanto è avvenuto sabato scorso, 22 ottobre 2016, sulle mura di Casa Accoglienza “S. Maria Goretti”, della Diocesi di Andria, in via Quarti 11, è stata scritta la seguente frase: “Odio la Chiesa”. Il Vescovo della Diocesi di Andria, Mons. Luigi Mansi, ha rilasciato il seguente comunicato e riflessione.

Sono stato informato che sabato 22 ottobre, mentre ero con la comunità diocesana all’udienza giubilare, di Papa Francesco, in Piazza S. Pietro a Roma, sulle mura della Casa Accoglienza “S. Maria Goretti”, in via Quarti, 11, è comparsa la scritta “ODIO LA CHIESA”.

Non posso nascondere il mio rammarico, dovuto al fatto che io sono il Vescovo e quindi il Pastore della Chiesa di Andria, mi chiedo: sarà un battezzato? Se sì, allora, il rammarico è ancora più forte, perché si tratta di un figlio che odia sua madre e la sua casa.

Nella riflessione che voglio fare mi vengono in aiuto, profondamente illuminanti, alcune parole del cardinale Walter Kasper: “Giovanni XXIIII nel suo celebre discorso di apertura del concilio Vaticano II ha parlato del futuro con un ottimismo che oggi ci sembra quasi ingenuo ed ha promesso alla Chiesa una nuova pentecoste. Dopo questa fase, relativamente breve, di fioritura, la Chiesa ha tuttavia ripreso ad aver paura del suo proprio coraggio. Si ha ora di nuovo paura del rischio, che libertà e futuro comportano, e ci si è votati in larga parte ad un’opera di conservazione e di restaurazione Tuttavia se la Chiesa diventa l’asilo di quanti cercano riposo e riparo nel passato, non deve meravigliarsi se i giovani le voltano le spalle, e cercano il futuro presso ideologie e utopie di salvezza, che promettono di riempire il vuoto che la paura della Chiesa ha lasciato libero”. Parole certamente dure, nette, vere.

Non so chi è l’autore di quella scritta: “ODIO LA CHIESA” ma sento che si tratta di un fratello e figlio nella fede, con il quale desidero sedermi accanto per dialogare e magari aiutarlo a conoscere di più la Chiesa, per amarla in tutta verità. E in un dialogo fraterno e amicale, gli porrei subito queste domande. E vorrei dirgli: “Perché odi la Chiesa? Cosa ti ha fatto? O quale tipo di chiesa hai conosciuto o conosci?

Questo perché, se noi uomini di Chiesa, ti abbiamo deluso o scandalizzato, per qualche nostro comportamento, non conforme alla Parola di Dio che annunciamo, aiutaci a cambiare, se veramente vuoi lanciarci un messaggio e non semplicemente nasconderti dietro uno slogan.

Ti chiedo ancora: quanto hai scritto lo dici da te stesso o sono gli ambienti che frequenti che te l’hanno suggerito o insegnato?

La Chiesa, sia quella istituzionale come anche l’intero Popolo di Dio è una Madre, ama come un madre, agisce come madre.

Se mi dici che odi la Chiesa che odora di incenso e che si identifica solo con il culto, anche io sono d’accordo con te, anche se non parlerei di odio. La parola è troppo brutta per un cristiano.

Se mi dici che vuoi la Chiesa libera da ogni compromesso con il potere, sono anche io d’accordo con te.

Se mi dici che non vuoi una chiesa più presente nella vita delle persone, capace di accendere di speranza l’umanità, soprattutto quella che soffre ed è ai margini della considerazione umana ed ecclesiale, allora capisco cosa c’è dietro quella scritta.

Ti invito a non essere miope a tal punto da non accorgerti, che quella scritta l’hai posta su un luogo dove la Chiesa esercita la sua maternità, verso i più poveri: i migranti, ma non solo questi ultimi, famiglie andriesi in difficoltà, anziani, persone sole e mandati via di casa, ragazze madri, donne abbandonate, papà separati, gente che nessuno più vuole… E tutto questo lo fa con la gratuità del cuore e con il contributo gratuito e volontario di tante persone, che senza ribalta e nel silenzio, “vengono a dare una mano”.

Mi sai dire se nella tua vita hai conosciuto istituzioni o organismi che servono la promozione dell’uomo con gratuità, senza ricavarne alcun utile?

Noi come Chiesa non volgiamo fare altro che servire l’uomo con la larghezza e l’abbondanza d’amore di Dio.

Se condividi queste mie riflessioni, allora cancella prima dal tuo cuore e poi dalle mura di Casa Accoglienza il tuo odio per la Chiesa, e vieni da me e aiutami a costruire la Chiesa che insieme sogniamo.

Ti benedico

Andria, 25 ottobre 2016.

+ Luigi Mansi
Vescovo


Articolo precedenteMeryl Streep a Roma: “Abbiamo bisogno dell’illusione”
Articolo successivoMigranti, le colpe dell’Europa non assolvono le barricate
Chi siamo? Gente assetata di conoscenza. La nostra sete affonda le radici nella propria terra, ma stende il proprio orizzonte oltre le Colonne d’Ercole.Perché Odysseo? Perché siamo stanchi dei luoghi comuni, di chi si piange addosso, di chi dice che tanto non succede mai niente.Come? I nostri “marinai/autori” sono viaggiatori. Navigano in internet ed esplorano il mondo. Sono navigatori d’esperienza ed esperti navigatori. Non ci parlano degli USA, della Cina, dell’Europa che hanno imparato dai libri. Ci parlano dell’Europa, della Cina, degli USA in cui vivono. Ci portano la loro esperienza e la loro professionalità. Sono espressioni d’eccellenza del nostro territorio e lo interconnettono con il mondo.A chi ci rivolgiamo? Ci interessa tutto ciò che è scoperta. Ciò che ci parla dell’uomo e della sua terra. I nostri lettori sono persone curiose, proprio come noi. Pensano positivo e agiscono come pensano.Amano la loro terra, ma non la vivono come una prigione.Amano la loro terra, ma preferiscono quella di Nessuno, che l’Ulisse di Saba insegna a solcare…

3 COMMENTI

  1. Leggere quella scritta su un muro rattrista il cuore e la positività della gente , che oggi cerca di riporre nella fede, la visione di una vita che purtroppo viene bistrattata da questa società che di valori non conosce esistenza.
    Sono sicuro che c’è molto su cui lavora per ridare il giusto lustro alla parola chiesa…. quando ero bambino era l’unico luogo dove poter interagire con altri , da ragazzo grazie all’ACR nn si vedeva l’ora per stare insieme conoscere e conoscersi imparare a scoprire, oggi tutto questo sembra nn fare “più moda” questo è il messaggio che colgo da questi giovani, gli esempi della società non aiutano loro ma li depistano oggi è “di moda” il Bad Boy ragazzi capici solo di usare linguaggi e gestioni da cattivo ma nn sanno che tutto questo non serve… per essere un leader non bisogna essere bulli il vero leader ascolta, vede, questo mi hanno insegnato e questo è il mio messaggio ai giovani che vorrebbero davvero diventare LEADER

  2. La sete di conoscenza? Certo. La conoscenza del vissuto nel proprio territorio sicuramente. la coerenza tra il pensato ed il visssuto? Anche. Mi permetto di aggiungere che in un momento in cui si criminalizza il dissenso, urgentemente e prepotentemente si avverte il bisogno di immaginare e costruire canali di comunicazione in cui si possa liberamente esprimere il proprio pensiero. La dominante concezione “estrattivista” che ha sottratto l’ambiente e l’economia dalle mani di miliardi di persone per consegnarla nel potere di pochi, sta dando l’affondo nel gestire la cultura per controllare ogni gesto o anelito dei popoli, dei gruppi dei singoli che vogliono essere liberi di… liberi da…

Comments are closed.