Un’umanista profumata di cloro, una letterata che coniuga intelletto e forma fisica. Può sembrare una personalità antinomica e discordante quella di Cecilia Piarulli, ma la ventinovenne coratina, vincitrice, fra l’altro, di quattro medaglie d’oro (due individuali e due in staffetta) nella squadra Master dell’Aquarius Piscina Canosa, e laureata in Lettere, non vuole proprio fermarsi davanti al muro dell’impossibile.

Allenatrice di nuoto, supporta i più piccoli nella loro prima esperienza in acqua e permette ai disabili di entrare in contatto con un mondo scevro di condizionamenti. Affascinato da uno sport che non ho mai potuto toccare con mano, ho intervistato per i miei 25 lettori, questa Sirenetta che, con pinne ondulanti di speranza, regala opportunità di benessere anche a chi crede, apparentemente, di essere ai margini.

 Ciao Cecilia. Da disabile ho sempre instaurato un rapporto contraddittorio e conflittuale con il nuoto. In che modo, a tuo parere, una piscina può abbattere le barriere di una vita inibita da limiti fisici?

Lo sport non può che aiutare le persone in generale a star meglio sia fisicamente che mentalmente, quindi ti consiglio vivamente di approcciarti al nuoto . Sono sicura che ne beneficerai da tutti i punti di vista.

La curiosità con cui l’intervistatore si approccia a questo sport è la stessa che brilla negli occhi dei tanti bambini ai quali fai da coach. Assistendo, però, ad alcune gare dagli spalti della Piscina Comunale di Andria, mi son trovato di fronte a genitori competitivi che, forse, si illudevano di ritrovare nei figli il talento di Phelps o della Pellegrini. Partendo dal presupposto che il confronto o il paragone danneggi la sensibilità del diversamente abile, e non solo, per quale ragione si dovrebbe decidere di praticare nuoto?

Cerco di inculcare nei miei atleti e nei loro genitori il fatto che lo sport a livello agonistico debba essere un mezzo e non un fine. Una piccolissima percentuale di atleti riesce a trasformare questa passione in una professione, ma il restante 99% di questi ha benefici dal punto di vista fisico ma soprattutto psicologico in quanto gli ex agonisti riescono ad affrontare la vita in maniera più determinata e si abbattono meno facilmente . Sono convinta del fatto che molti dei genitori che si illudono hanno a che fare con allenatori che li illudono.

Spesso, nell’immaginario collettivo, l’attività agonista sembra escludere la componente di divertimento. Credi sia possibile conservare spensieratezza e sana leggerezza pur conducendo uno stile di vita regolare, da atleta e senza eccessi?

Per quanto mi riguarda , la disciplina è alla base della vita. Uno stile di vita sano e senza eccessi rende i ragazzi più pacati e predisposti ad assumersi delle responsabilità . Sin da piccola ho fatto molti sacrifici ma proprio grazie a quest’impostazione sono riuscita a raggiungere tutti gli obiettivi che mi ero prefissata

Dottoressa in Lettere, chi più di te può avvalorare la tesi della “mens sana in corpore sano”. Quale aiuto concreto può offrire il nuoto al benessere anche psicologico del portatore di handicap.

Credo fortemente nel benessere a 360 gradi. Per me non esiste lo sport senza cultura, come non esiste la cultura senza sport. Sono componenti fondamentali nella vita di ogni individuo. A maggior ragione se si hanno limiti fisici, è opportuno cercare in qualche modo di compensarli.

Oltre alla sfera personale e al di là del tuo imminente matrimonio, per cui la nostra Redazione ti porge tanti auguri, quali sono i tuoi prossimi progetti professionali?

Grazie per gli auguri! Avendo terminato il percorso universitario, sicuramente il mio sogno è insegnare Lettere nei Licei. Come ho già sottolineato, lo sport è una componente della vita, ma la formazione e il futuro di ogni individuo dipendono dal suo livello di scolarizzazione, non dimentichiamolo…


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Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.