Tra la rugosità del reale

“La rugosità del reale” è una espressione che si trova negli scritti di Simone Weil ed è  una metafora utilizzata da questa straordinaria figura di donna-pensatrice per indicare che chi si avventura a “navigare” nelle incerte acque della conoscenza e in qualsiasi altro ambito del pensiero umano viene ad incontrarsi e nello stesso tempo a scontrarsi, a volte con estrema durezza o con le sue “asperità”.

Certo, questa rubrica si sarebbe potuta chiamare “Rubrica di Filosofia’” ma con “rugosità del reale” si vuole mettere in evidenza un fatto che un certo modo di praticare il pensiero filosofico ha dimenticato e cioè la presa d’atto che il reale è inesauribile, è “un testo a più significati” e ha “mille ragioni” per essere tale, come dicevano quasi all’unisono Leonardo Da Vinci e Simone Weil.

Lo sforzo dell’uomo in quanto teso pur con tutti i suoi limiti alla verità sul reale, se tutto va bene, riesce ad individuarne un significato, una ragione, una nervatura, uno strato, una piega, ma senza la pretesa di averne esaurito le potenzialità intrinseche e di appianarlo in un determinato recinto i cui argini prima o poi crolleranno.

Editoriale

Testa e cuore larghi e collegati tra loro

«Il vero oscurantismo non consiste nell'impedire la diffusione di ciò che è vero, chiaro ed utile, ma nel mettere in circolazione ciò che è...